Categorie

Marisa Ombra

Editore: Einaudi
Anno edizione: 2012
Pagine: 83 p. , Brossura
  • EAN: 9788806211332
"Il corpo è mio e lo gestisco io": questo slogan, affermato con orgoglio e dignità dalle donne per rivendicare i propri diritti, negli ultimi trent'anni è stato rovesciato in una forma di "schiavitù volontaria". Marisa Ombra, combattente partigiana e vicepresidente dell'Anpi, decide di scrivere una lettera, rivolta a una ragazza quattordicenne di oggi, per riflettere e cercare di capire come si è potuto verificare uno stravolgimento di questo tipo. Il corpo femminile, simbolo di emancipazione, serve all'autrice come base per ripercorrere i momenti che hanno caratterizzato il movimento femminista in Italia, di cui lei è stata una delle principali protagoniste. La presa di coscienza, per un'intera generazione di donne, avvenne sicuramente durante la Resistenza: fu in quell'occasione che donne e uomini si trovarono, per la prima volta, fianco a fianco, a combattere per un ideale comune e ad avere pari dignità. Nel primo dopoguerra, le speranze per una rapida emancipazione vennero presto deluse e furono necessari ancora decenni di lotta, di manifestazioni, di scioperi, di rivendicazioni, per ottenere visibilità di fronte all'opinione pubblica e riconoscimento da parte delle istituzioni e dei partiti politici. Il rammarico per il rovesciamento del significato di quelle lotte e dei successi ottenuti, avvenuto negli ultimi anni e di cui sono responsabili soprattutto le donne, è costantemente presente nelle parole dell'autrice, la quale ribadisce che la libertà non è fare quello che si vuole e che viene in mente in un determinato momento, ma è la capacità di guardarsi intorno e, con cura e attenzione, valutare e scegliere, rimanendo sempre coerenti con le decisioni prese. L'autrice, con un linguaggio mai retorico o moralistico, riesce a esprimere pensieri e insegnamenti attraverso la propria esperienza diretta. Elena Fallo

Recensioni dei clienti

Ordina per
  • User Icon

    Il libraio di Bologna

    02/12/2015 14.34.06

    Può accadere, dopo aver passato una vita intera a lottare per la libertà, di accorgersi che il mondo in cui si vive sembra molto diverso da quello che ci si era impegnati a costruire. Una lettera di una donna saggia ad una ragazza giovane per riflettere su cosa possa significare, oggi, sentirsi libere.

Scrivi una recensione