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Paolo Sensini

Editore: Jaca Book
Anno edizione: 2011
Pagine: 174 p. , Brossura
  • EAN: 9788816411234

Recensioni dei clienti

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    fidelio

    09/06/2014 10.52.58

    Un libro piccolo nella mole, grande nei contenuti. Approfondito e rigoroso nel citare continuamente le fonti. Apre gli occhi oltre la cappa dell'enorme menzogna in cui siamo immersi e mostra l'insopportabile verita. Da leggere assolutamente, perche la Libia non è un caso particolare, ma un copione già in vario modo utilizzato e ormai di applicabilità generale.

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    ANDREA

    07/11/2011 13.31.24

    Se un giorno sarà possibile ripensare alla Libia come "quarta sponda" e come nazione tradita dal nostro non voler pagare mai nulla, dovremo almeno rivedere alcune immagini e pensare ciò che siamo e ciò che, probabilmente, non saremo mai. Siamo traditori, ovvero tradiamo sistematicamente le nazioni e i popoli con cui siamo legati: tre tradimenti in meno di un secolo! Prima Guerra mondiale, Seconda Guerra mondiale, Libia! Siamo opportunisti e servi del più forte. Con la Libia abbiamo addirittura acconsentito che tutto cominciasse con una orribile montatura costruita ad arte e diffusa come prova da tutti i giornali e le televisioni del mondo: Gheddafi che spara sui cittadini di Tripoli con gli aerei da combattimento. Poi, ovviamente, le false fosse comuni. Un intervento militare successivo che da "protettivo" dei civili, porta all'uccisione di decine di migliaia di persone, all'uccisione di Gheddafi nel modo che abbiamo tutti visto, alla caduta di un regime che aveva costruito una società fra le più sviluppate, con un benessere diffuso, uno stato sociale avanzato e non taccagno. Il tutto per favorire il successo dell'insorgenza di alcuni clan di Bengasi messisi al servizio delle mire francesi e angloamericane nel Nord Africa: infatti, siamo anche stati umiliati dalle multinazionali del petrolio e del gas, che subentreranno alle nostre aziende, da sempre presenti in Libia. Il nuovo interventismo armato dell'Occidente, basato sull'uso menzognero del diritto umanitario e sulla cacciata di dittatori comodi e scomodi, per creare una miscela inestricabile di fattori politici, economici, di percezione psicologica, di giustificazionismo un tanto al chilo, poi equamente somministrati all'opinione pubblica, ai governi, ai partiti, al mondo economico, alle chiese... Tutto questo che accade sta edificando con povere canne un mondo capanna ingovernabile, privo di razionalità, privo di giustizia, gonfio di silenzio e di rabbia.

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