La libreria stregata

Christopher Morley

Traduttore: E. Piceni R. Pelà
Collana: La memoria
Edizione: 6
Anno edizione: 1992
In commercio dal: 9 novembre 1992
Pagine: 283 p.
  • EAN: 9788838908514
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Recensioni dei clienti

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    Cristiano Cant

    14/10/2016 09:58:02

    Niente è mai usato quando si parla di grandi buoni libri, niente può avere un suono vecchio, stantio, davanti alle note di una grandezza intatta. C'è anzi spessissimo in quelle pagine vissute un tale carico di esperienza, commozione, meraviglia e rispetto che molta paccottiglia sfornata adesso non potrebbe mai sognarsi di pareggiare, nemmeno se fossero edizioni nuove dello stesso libro. Chi ama i libri sa di cosa sto parlando; è la magia di lontananze imprendibili, di radici di un passato vivissimo, di fitte e di urti interiori intraducibili da umani dizionari,febbri i cui genitori sono natura e fortuna, educazione e attenzione, desiderio e pazienza, olfatti raffinati e malattia benigna, possesso cronico e verità di conoscenza, un segreto incesto fra l'amante e l'amato, fra il cercante e il cercato, ma il cui incontro avviene sempre sulle coste dello stesso porto, e quel porto si chiama Felicità. Morley ha sicuramente incarnato se stesso nel cuore di Roger Mifflin, il libraio bislacco e saggissimo che anima i due momenti di questa storia magnifica; non si può sversare in un racconto un tale amore per i libri senza averlo sentito, toccato, vissuto in prima persona. Difenderlo ai limiti della vita stessa, proteggendolo con candore sovrano. Basterebbe questo passaggio a spalancare mente e cuore, quando, scrivendo al cognato, l'adorabile Mifflin dirà:"Ti dirò un segreto, non ho mai letto Re Lear,e mi sono di proposito astenuto dal farlo. Se dovessi un giorno ammalarmi gravemente avrei soltanto bisogno di dirmi:non puoi ancora morire, non hai letto Re Lear.Questo mi rimetterebbe in piedi,ne sono sicuro". Libri come persone migliori dunque, libri come sostegno morale, rocce a cui aggrapparsi, confidenti e dispensatori di luce rara.Il resto è in un amore e in un intrigo spionistico anche lodevoli,in una dolce New York del dopo guerra, ma ciò che sferza e che solleva la vita, in questa carovana di pagine, è il libro come difesa personale, statuto, suolo,stemma, respiro.

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    MIRI

    07/09/2009 13:25:02

    L'ho trovato per caso in una bella libreria di Capoliveri,mi ha incuriosito il titolo,l'ho letto in un baleno:delizioso.Una lettura piacevole,una trama composta bene,personaggi simpaticamente descritti. Solo alcune frasi, forse non ben tradotte, mi hanno lasciata perplessa.Le citazioni e le opinioni di Mifflin invedce mi hanno incantata. Da leggere!!!

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    Giulia Corradi

    08/01/2007 14:57:41

    Deliziosa atmosfera in questo piacevole romanzo ambientato in una vecchia libreria di Brooklyn, una libreria "stregata". Più che la trama e l'intreccio, ho adorato i personaggi, tutti, cane compreso, impossibile non innnamorasri! Chi ama i libri come noi, deve assolutamente leggerlo!

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    Denise

    08/01/2007 13:45:14

    Seconda avventura dei coniugi Mifflin e del cane Bock (da Boccaccio). Ora senza parnaso ambulante ma più stanziali si ritrovano in mezzo ad un giallo legato alla scomparsa e ricomparsa di un libro. Rispetto al primo libro mi è sembrato che in questo ci siano più divagazioni filosofico-letterarie (per me non sempre comprensibili). Più movimentato soprattutto nella seconda parte rispetto al primo libro ma nel complesso mi è piaciuto meno forse anche perché la figura femminile di spicco in questo caso non è Elena, che ho adorato ne "il parnaso ambulate" e che qui è quasi un personaggio marginale.

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    Roberta

    05/12/2006 11:35:41

    Una vera sorpresa. L'ho trovato per puro caso in biblioteca incuriosita dal titolo. Bei personaggi, Roger, Titania, Helen ed emozionante l'atmosfera che traspare nella descrizione della libreria. Ora aspetto di trovare "Il parnaso Ambulante"

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    angela

    19/09/2006 15:23:55

    peccato non sia facile da trovare, ma forse è uno stimolo in più! bibliofili: non fatevi sfuggire questo romanzo e nemmeno 'il parnaso ambulante' che lo ha preceduto. munitevi di cioccolata calda, aspettate un temporale, prendete e non fatevi schiodare dalla poltrona.

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    Nicola

    02/09/2006 09:51:46

    Nonostante il romanzo sia di sole 280 pagine, i personaggi sono delineati in modo meraviglioso: come non affezionarsi a Roger ed Helena Mifflin o al cane Bock? E' davvero piacevole ritrovarli in una libreria a Brooklyn dopo averli visti vagabondare per il New England a bordo del Parnaso ambulante (libro del medesimo autore edito da Sellerio che consiglio vivamente di leggere); la descrizione della libreria è vivissima, ci si sente senza difficoltà immersi nell'odore di tabacco e di libri usati che aleggiano nel negozio. L'attività di venditore di libri viene nobilitata divenendo non più un mestiere ma una missione necessaria alla salvaguardia dello spirito umano, per il quale i libri sono buon farmaco e il libraio è bravo medico. Sarà un sentimento spontaneo, terminata la lettura, quello che ci porterà ad uscire di casa alla ricera di qualche libro terapeutico, se possibile da acquistare in una incantevole Libreria Stregata.

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    RocciaJubba

    06/04/2006 15:02:46

    È assolutamente stupendo. L'ho letto talmente tante volte che la copertina si è staccata. Peccato che spesso non sia disponibile nelle librerie perchè trasmette un amore per la lettura che pochi testi sanno comunicare. Ambienti e personaggi sono tratteggiati con un'efficacia e una delicatezza davvero rare.

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    Sara

    22/01/2004 15:55:43

    Unico! Un tilizzo "terapeutico" dei libri che tutti dovrebbero provare nella vita. Ma soprattutto un gioco di matrioske che al posto di svelare bambole dona la magia di provare nuovi libri per curare o assecondare gli stati del nostro animo.

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    andrea

    05/03/2003 23:33:11

    Una libreria diventa la scena di strane sparizioni e di complotti postbellici. Al suo interno aleggiano gli spiriti degli autori di libri mai letti e l' anima di un libraio romantico e sognatore. Ad indagare sulle strane vicissitudini è un giovane agente pubblicitario invaghitosi della commessa e pronto a tutto pur di tutelare la di lei incolumità. Questo e altro in un piacevole giallo che ci presenta i libri sia come mezzo per la risoluzione di ogni bisogno umano sia come "mezzo" materiale per la sua distruzione.

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Intorno a un volume rilegato che scompare e ricompare - Lettere e discorsi di Oliver Cromwell di Thomas Carlyle, libro da comodino per il presidente americano Wilson - e attorno a una bottega di colti testi usati - diretta da una coppia spiritosa, e luogo di incontro di bibliofili originali -, si svolge questa specie di storia di spionaggio, antimilitarista e singolarmente antitedesca (ma più che antitedesca, contro quello spirito tenace ordinato e prepotente di cui lo svago libresco e il divagare polveroso attorno alle pagine sono il naturale avversario). E si dipana lentamente questa storia di spionaggio, perché in realtà nella Libreria stregata i protagonisti sono appunto quello svago e quel divagare. Christopher Morley scrisse questo «divertimento», negli anni dell'immediato dopoguerra, come seguito dell'altro, Il Parnaso ambulante, in cui la libreria, gestita dalla stessa coppia, è un bibliobus che corre avventure di strada, come qui è centro di un complotto.