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Wolfram Fleischhauer

Traduttore: R. Cravero
Editore: Longanesi
Collana: La Gaja scienza
Anno edizione: 2006
Pagine: 431 p., Brossura
  • EAN: 9788830422056
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Recensioni dei clienti

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    kantiana

    07/04/2007 20.54.44

    Bellissimo libro che ci fa riflettere su come certi libri e i suoi autori hanno cambiato veramente il modo in cui l’uomo vede sé stesso e il mondo.

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    dario

    23/10/2006 15.20.22

    un bellissimo libro, originale che appassiona. Un grande autore che attendo nella sua prossima uscita editoriale. Lo consiglio tantissimo.

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    luca

    18/07/2006 13.57.21

    Trovo il libro - scoperto per caso - fantastico. Sia per la trama "gialla", sia per il tema trattato, certo non tra i più semplici. Naturalmente è un libro non di facile approccio: necessita di tempo e di amore per gli enigmi della storia che magari tali non sono. L'idea di una setta fanatica che cerca di porre nel nulla l'opera di Kant "Critica della ragion pura" è originale e piacevole, colte le citazioni di Heine. Frase da ricordare "Voglia il cielo che il mio cuore non creda a ciò che gli occhi vedono". luca

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    laura

    13/06/2006 14.12.28

    SUPERFICIALE! 1,5 non si può: allora 1. Tecnica discreta e sotto il vuoto. E' vero che i grandi romanzi sfuggono ai luoghi comuni inflazionati, ma questo non è un grande romanzo. Mi aspettavo molto molto di più dopo l'"Enigma". L'Autore ricerca l'effetto, ma i personaggi restano artificiosi, poco profondi. Ripeto: SUPERFICIALE!

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    patrizia

    06/05/2006 13.04.02

    'Il libro che cambiò il mondo'è piacevole. Il lettore non viene tanto attratto dall'intrigo investigativo, per altro non troppo originale. Sono invece le "rivoluzionarie" metodiche di ricerca attuate dal protagonista a stupire e rendere accattivanti le pagine. L'Autore cerca infatti di accompagnarci lungo quella rivoluzione culturale del pensiero scientifico che oggi noi,forse un po' ingenuamente, diamo per scontata e definitivamente acquisita. Peccato che la sua descrizione pecchi di superficialità.

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    francesca

    28/04/2006 11.48.13

    Io non concordo con quelli che affermano che è un libro ben scritto. Si forse stilisticamente è ineccepibile ma mi sembra un libro senza anima. I personaggi sono poco delineati, la cospirazione poco approfondita....insomma niente di speciale.

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    dr. Fabyus

    27/04/2006 13.50.28

    Non entrerà certo nella storia della letteratura, però è un libro "onesto", scritto decisamente bene, e la cui struttura narrativa, anche se in qualche punto mostra delle (piccole) lacune/incongruenze, è molto buona. Mi ha lasciato un pochino "così" la fine: come spesso accade, si percepisce un'accelerazione poco naturale, e vengono introdotti tutta una serie di concetti e di idee di un certo spessore che meriterrebbero uno svolgimento maggiore... o forse meriterebbero di non essere trattati in un romanzo! Anche per questo, al contrario di quanto segnalato da qualche altro "recensore", non sono d'accordo sul fatto che sia stata fatta un'operazione di marketing... o, se l'intenzione era quella di spingere la vendita del libro, temo che pubblicizzarlo come "un giallo incentrato sulla figura di Kant" avrebbe (ahimè) portato il libro stesso nelle migliori classifiche dei "worstsellers". Concordo però sul voto 1 al marketing: da un lato, forse chi se n'è occupato non ha nemmeno letto il libro, ma dall'altro non credo che oggi in Italia ci siano così tante persone che potrebbero farsi affascinare dalla figura di Kant: saremo anche un popolo di "poeti, santi e viaggiatori", ma purtroppo non di gran lettori (di filosofia, fra l'altro).

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    Chiara S.

    22/03/2006 11.43.35

    Quando un romanzo è ben scritto esula dall'inflazione del tema in esso trattato. Trovo questo libro di buon livello, accattivante...da leggere.

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    Maurizio

    21/03/2006 14.36.08

    Sono d'accordo con Umberto che il libro ripercorre motivi inflazionati (non se ne può più!). Ma "Il libro che cambiò il mondo" è comunque piacevole da leggere ed è interessante perchè rivela, alla fine, che Fleischhauer Wolfram è (lo sono tutti i tedeschi?) il vero malato di "mal nostalgico": per la Grande Germania, per la Nazione che ha costituito un punto di riferimento per tutta l'Europa. Per quella Germania a cui mancò il coraggio di compiere una Rivoluzione di tipo francese ma che operò un'analoga rivoluzione nel campo del pensiero. Chi ha studiato storia della filosofia al liceo sà bene quali orizzonti si aprano all'improvviso con Kant. A causa del "passato che non passa", il Nostro non può sognare una Nazione con il primato della potenza economica ma rimpiange, questo sì, il primato delle idee. Da questo punto di vista, ritengo il libro interessante. Inoltre, l'Autore dimostra che il genere letterario in cui si cimenta non è un'esclusiva degli scrittori anglosassoni. Se solo abbandonasse la ricerca a tutti i costi del successo commerciale...

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    Umberto

    13/03/2006 15.05.13

    Purtroppo non posso essere daccordo con chi mi ha preceduto nel commento. "Un enigma color porpora" è un'opera assai più originale di questo nuovo libro dell'A. "Il libro che cambio il mondo" mi sembra invece un po' banale, assolutamente di buon livello, gradevole, ma ripercorre molti luoghi e situazioni comuni all'ormai inflazionata produzione a sfondo esoterico e misterico, senza aggiungere molto di nuovo. Alla fine è un discreto giallo storico, ma non ha niente di entusiasmante. C'è però una cosa fastidiosa da segnalare (anche se non credo dipenda dall'autore) e consiste nel marketing assolutamente fuorviante che accompagan il libro. L'opera, infatti, viene "venduta" come una sorta di giallo incentrato sulla figura di Immanuel Kant. In realtà ciò è sostanzialmente falso: il grande pensatore entra nella storia a 40 pagine dalla fine (su un totale di 430 pagine), ma in maniera molto sbrigativa, superficiale. Al suo pensiero vengono dedicate solo poche righe. L'impressione è che si tratti più che altro di una trovata commerciale, di un pretesto per vendere il libro come un giallo su Kant. In definitiva, il libro è piacevole (anche se, dopo "il mistero porpora", mi aspettavo parecchio di più), ma se vi aspettate qualcosa di avvincente che coinvolga la figura di Kant, rimarrete profondamente delusi (voto per il marketing 1).

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    Giulia

    12/03/2006 16.49.29

    Mi piace un sacco, lo sto leggendo da un giorno e sono arrivata già a metà. Bello e soprattutto originale, forse anche più dell'enigma color porpora, che comunque mi era piaciuto molto anche quello. Certo la lettura può alle volte apparire un po' pesante e certi termini obsoleti... ma tradurre dal tedesco vi garantisco che non è facile. Consigliatissimo, se avete un po' di tempo da spendere per immergervi in questa lettura, se invece volete un libro così, en passant e via, meglio allora cambiare aria.

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    Francesca Morelli

    08/03/2006 15.00.16

    Il più bel giallo storico che ho letto negli ultimi 10 anni. C'è tutto: amori, omicidi, dissertazioni filosofiche, ricostruzioni storicamente attendibili. Comprerò altri libri di questo autore. "Giallo" è riduttivo. Questa è letteratura con la L maiuscola, ma che non annoia.

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