Il libro delle rupi. Alla scoperta dell'impero degli Ittiti

C. W. Ceram

Editore: Einaudi
Anno edizione: 2003
Formato: Tascabile
In commercio dal: 15 luglio 2003
Pagine: 291 p., ill.
  • EAN: 9788806166106
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Descrizione
Le monumentali rovine scoperte per caso, alla fine dell'Ottocento, fra le lande dell'Anatolia, i bassorilievi scolpiti su rupi nere, le tavole istoriate di geroglifici, i grandi leoni di pietra posti a guardia di templi e fortezze provavano l'esistenza di una cività, ma quale? Questo libro racconta il caso più straordinario mai verificatosi nella storia dell'archeologia: risolvere un enigma senza indizi e riferimenti di sorta, senza possibilità di confronto. È l'archeologo inglese Archibald Henry Sayce che per primo, nel 1880, identifica gli Ittiti, una grande potenza di cui fino ad allora non si ipotizzava neppure l'esistenza e che, invece, aveva cambiato il corso della storia in Asia minore combattendo contro gli eserciti di Ramsete II per la conquista di Babilonia.

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    Suppiluliumas

    03/07/2012 14:36:40

    Ho letto la prima edizione del 1955, e non so se il libro è stato nel frattempo riveduto. Comunque, mi ha sorpreso per la scorrevolezza e la vivacità dell'esposizione: il lettore percepisce la meraviglia della scoperta archeologica, la lenta (non troppo, in realtà) ricostruzione storica e gli sconvolgimenti che gli ittiti hanno portato nel campo della storia antica, e in parte anche nella linguistica (per quanto non si diffonda troppo nei particolari in quest'ultimo campo, per cui rimanderei al saggio di Villar sull'Indoeuropeo). Rimane un libro introduttivo e per nulla tecnico, mai sopra le righe, molto preciso nei dettagli, ma sfonda un muro per chi vuole cercare di capire chi fossero gli Ittiti, compito che gli riesce perfettamente. Tutto il libro è godibile, ma l'apice si tocca nel lungo capitolo attorno alla battaglia di Kadesh. Solo due appunti: primo, le ortografie usate per i nomi (soprattutto turchi, arabi e ittiti) sono arbitrarie e, nonostante una nota nell'introduzione, mischiano trascrizioni tedesche, inglesi, francesi anche nello stesso nome, oltre all'ortografia turca, che spesso è sbagliata; secondo, viene da chiedersi quanti e quali progressi siano stati fatti fino a oggi, e quanto sia stato corretto delle teorie storiche presentate. Il libro presenta una branca storica in evoluzione, e finisce proprio lasciando molte porte aperte. Ciò non fa però altro che spronare a ulteriori letture e stimolare la curiosità! Consigliatissimo per la freschezza che mantiene nel tempo e la sua assoluta validità!

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