Il libro di sabbia

Jorge L. Borges

Traduttore: I. Carmignani
Curatore: T. Scarano
Editore: Adelphi
Edizione: 3
Anno edizione: 2004
In commercio dal: 11 febbraio 2004
Pagine: 172 p.
  • EAN: 9788845918414
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Descrizione
È il fantastico il carattere dominante di questi tredici racconti, cui se ne aggiungono altri quattro in appendice mai radunati in un volume, in cui si concentrano i temi e i simboli che a Borges sembrano connaturati. In "L'altro", Borges settantenne, seduto su una panchina a Cambridge nel 1969, discorre con se stesso ventenne, seduto su quella stessa panchina a Ginevra nel 1918; nel "Libro di sabbia", il narratore acquista un libro senza principio né fine, composto da un numero infinito di pagine numerate arbitrariamente. Questi racconti rappresentano un ritorno alle atmosfere lucidamente visionarie degli scritti degli anni Quaranta. Ma diversa è la scrittura. Lo stile piano, quasi orale, si congiunge con una trama impossibile.

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    Egon

    05/11/2017 23:27:28

    Il libro di sabbia è una raccolta di racconti, scritta da Jeorge Luis Borges nel 1975. Molti affermano che il loro racconto preferito, in questa fantastica raccolta è il primo e nonostante anche a me abbia colpito molto non mi sento di dare un vincitore tra queste storie suggestive. Pur essendo racconti totalmente diversi fra loro ho notato degli elementi in comune come l'immagine dello sconosciuto che entra in casa e il tema degli specchi e del doppio che percorre quasi tutta l'opera, che considero magistrale nella struttura della prosa e onirica nei contenuti, l autore è in grado di raccontarci perfettamente una vicenda e al tempo stesso non farci capire a quale personaggio sia capitata (cio accade in uno dei racconti) consiglio caldamente a tutti di leggere il libro di sabbia e Borges in generale.

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    Teddy

    26/10/2017 14:37:40

    Una raccolta di racconti pubblicata nel 1975, che l’autore definì la sua migliore opera di prosa. Ci sono racconti estremamente affascinanti, come quello che dà il titolo alla raccolta, oppure gli altri due su ‘oggetti’ fantastici, come le “tigri blu” oppure il disco di Odino. Altri subiscono un po’ l’effetto del tempo, ma il sentimento generale è la meraviglia! Si va dal tema del doppio, inscindibile da Borges, in cui un se stesso anziano incontra la sua versione giovane, e non si sa alla fine chi sta sognando chi, fino a racconti che vertono sul tempo, sull’infinito. Uno descrive la presenza spaventosa e non umana di una casa, un altro un movimento politico utopico, un altro ancora descrive una religione che venera ugualmente Gesù e Giuda Iscariota. Ce ne sono poi un paio sull’amore e un altro paio sulla poesia, in particolare sulla sintesi poetica massima possibile

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    Antifan

    07/10/2016 23:16:13

    C'è poco da dire su questa raccolta di racconti scritte da un vero e proprio maestro della letteratura; tutti gli aggetivi dovrebbero essere elogiativi e non basterebbero comunque. Diversi anni dopo Finzioni e L'aleph Borges tornò alla narrativa con questo "libro di sabbia", molto diverso dai precedenti. Sorprendente se si pensa che Borges lo scrisse nei suoi ultimi anni e suggestivo se si considera che allora era ormai già cieco. Libro "infinito" cosi come le pagine del libro di sabbia, da leggere e rileggere: il primo racconto è una perla, il tema del doppio trattato con assoluta maestria, cosi come il brevisimo racconto Ulrica_ unica storia sentimentale che abbia mai letto da Borges_ e sopratutto il racconto della rosa, uno dei racconti più belli dello scrittore argentino. Siamo sempre sui livelli di Finzioni (anche se molto diverso) e non c'è a mio parere elogio migliore.

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    alida airaghi

    12/10/2015 10:04:41

    La sabbia sta forse a indicare una fluidità poco costruttiva, o invece è una metafora del linguaggio, perché lo scrittore lavora con materiali che non appartengono alla sfera della concretezza. Tutti questi racconti sembrano all'inizio legati alla quotidianità da tenui particolari cronologici o geografici (nomi di città, date precise): ma subito imboccando la strada dell'immaginoso, con personaggi che non si rivelano, donne o uomini-ombra mostri incorporei, case deserte, omicidi gratuiti, amori che durano un attimo e sembrano fuori dal tempo. Troviamo così la storia di un volume composto di un numero infinito di fogli, troviamo un disco con una sola faccia, una letteratura fatta di una sola parola, l'autore vecchio che incontra se stesso giovane. Tutto è possibile e niente è reale. Ci sono frasi, in questo libro, che hanno la asseveratività di dichiarazioni di fede. "La poesia ci guadagna, se indoviniamo che è la manifestazione di un desiderio, non la storia di un fatto". L'unico racconto che ha una dimensione politica si intitola Avelino Aredondo, e più che la storia di un assassinio politico è la storia della preparazione di questo assassinio, della sua maturazione nei progetti del protagonista. Ma anche dopo aver narrato una vicenda che appartiene alla storia, Borges si arroga il diritto di reinterpretarla e narrarla come gli piace, e così conclude: "Così saranno accaduti i fatti, anche se in maniera più complessa; così posso sognare che siano accaduti". Davvero Borges è narratore di sogni, di incubi, di favole; la storia, il reale è sopra o sotto ciò che scrive: certo non dentro. Forse questa posizione può apparire presuntuosa, aristocratica, elitaria (ma potrebbe anche sorgere il dubbio che sia umilissima); però chiediamoci perché dalla letteratura molti pretendono ancora solo il realismo, l'iperrealismo, mentre per esempio alla pittura concedono più facilmente l'astratto, il fantastico, il non-significante.

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    Maurizio Cometto

    07/04/2004 13:42:05

    Uno dei vertici del fantastico mondiale. I quattro racconti in appendice sono addirittura superiori a quelli del "Libro di sabbia". A me personalmente ha regalato momenti di pura angoscia "Tigri blu"; le pietruzze azzurre che si moltiplicano o si dividono senza ordine spalancano le porte del caos, dell'inferno come disordine, dell'antro di Behemot, esattamente come fanno le infinite e casualmente numerate pagine del libro di sabbia. Sullo stile non dico nulla, il libro è stato scritto da Borges. Un libro da leggere e rileggere, centellinandolo.

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