Life, in pictures. Storie autobiografiche

Will Eisner

Traduttore: C. Prinetti
Editore: Einaudi
Anno edizione: 2009
In commercio dal: 24 novembre 2009
Pagine: 500 p., ill. , Brossura
  • EAN: 9788806197155
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Descrizione

"Il disordinato armadio in cui ho cacciato i fantasmi del mio passato". Così Eisner stesso definì le cinque storie a carattere autobiografico che scelse personalmente per questa raccolta. Da "Il sognatore" (1986), la storia di un giovane artista che fa il suo ingresso nel mondo del fumetto prima della Seconda Guerra mondiale a "Fin nel cuore dell'uragano" (1990) il racconto dell'infanzia e degli anni giovanili dell'artista in un'America in cui il pregiudizio antiebraico era ancora fortissimo. Fino a "Il nome del gioco" (2003) e "Il giorno che diventai professionista" (2003), due delle ultime storie disegnate da Eisner.

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    Antonio

    15/02/2010 17:58:27

    Meraviglioso, come sempre Will Eisner. Gli schizzi di preparazione alla storia nella parte finale del volume valgono da soli il prezzo intero.

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Life, in pictures – suite composta da cinque graphic novel incentrati sul tortuoso tragitto esistenziale e professionale dell'autore – non è solo un capolavoro figurativo, grazie alla capacità di Will Eisner di mantenere salda l'unità di una particolarissima cifra stilistica all'interno della varietà di tecniche grafiche sempre superbamente padroneggiate, complici l'inventività del tratto espressionista, a volte quasi caricaturale, e la sempre ingegnosa divisione delle tavole; ma è anche un capolavoro letterario tout court, come testimoniano la complessa architettura dell'intreccio, l'approfondimento psicologico dei personaggi e l'uso magistrale dei meccanismi metanarrativi che caratterizzano le due storie più ambiziose e corpose (circa duecento pagine l'una) dell'opera, Verso la tempesta (1991) e Le regole del gioco (2001). La prima è, ad esempio, strutturata come un flashback in cui l'autore, durante il viaggio in pullman che nel 1942 lo porta al campo di addestramento militare, ripercorre à rebours tutta la sua esistenza. L'espediente narrativo usato da Eisner per innescare il meccanismo di débrayage/embrayage che segna lo sviluppo della storia per varie campate, in un unico flashback dalla prima all'ultima tavola, è una vignetta in cui l'autore, rivedendo dal finestrino ancora una volta, forse l'ultima, i luoghi in cui è cresciuto, "guarda" scorrere il passato. Non solo il suo, ma pure quello di sua madre e suo padre mediante un raffinato uso del ricordo nel ricordo (la cui cifra stilistica figurativa è l'inversione dei colori di sfondo delle tavole e l'utilizzo della tecnica della silhouette), dove, nel narrare la vita dei suoi genitori, riesce a un tempo a dare un affresco della condizione degli immigrati in America tra Otto e Novecento, della parabola discendente della Grande Vienna e della questione ebraica. Con Life, in pictures "il grande vecchio" del fumetto dimostra, poco prima della sua dipartita, di essere ancora e sempre il lucido sognatore degli anni trenta: la sua sensibilità, così vicina a quella di Thomas nel Ritratto dell'artista da cucciolo, nell'ordinare e sparigliare le tessere del puzzle della sua esistenza, a partire dalla fantasiosa ricostruzione di frammenti della propria infanzia, adolescenza e giovinezza, lo rende pure un eccellente scrittore, tanto da farci quasi dimenticare il suo talento figurativo. Oltre a tutto ciò, Life, in pictures rappresenta pure una preziosa fonte d'informazioni sulla difficile evoluzione del fumetto a stelle e strisce fra gli anni trenta e cinquanta del secolo scorso. Imperdibile.
Fabio Minocchio