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Traduttore: E. Kampmann
Editore: Einaudi
Collana: Supercoralli
Anno edizione: 2015
Pagine: 273 p. , Rilegato
  • EAN: 9788806221560

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    carlo augusto

    21/06/2016 17.15.32

    L'opera di Marilynne Robinson si staglia come una montagna (sacra) nell'ambito della letteratura americana e non solo. Scandaglia come poche le profondità dell'animo umano e si addentra nei reali misteri dell'esistenza, come forse nessun altro ai giorni nostri. Non si limita a descrivere semplicemente vicende. Per quanto riguarda l'ultima fatica dell'autrice: Lila, c'è poco da aggiungere ai commenti già splendidamente espressi da altri in questa pagina. Una cosa mi piace, però, sottolineare: come la Robinson abbia avuto il consapevole coraggio di entrare nello stesso contesto storico e sociale di un totem assoluto della narrativa USA: Furore - quanti ne sarebbero stati capaci? - uscendone magnificamente. Chapeau!

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    Loris

    07/06/2016 13.58.48

    Terzo volume di un'anomala trilogia, 'Lila' può essere letto come romanzo a se stante, ma si arricchisce dei riflessi e dei rimandi provenienti da 'Gilaed'. Quel libro offriva il punto di vista e i ricordi del reverendo John Ames, estesi ad abbracciare tre generazioni. Lila si limita a riordinare i frammenti della sua vita, lasciando intravedere sullo sfondo le trasformazioni sociali indotte dalla Grande Depressione. Più della Storia, però, alla Robinson preme il discorso sulla fede, sulla colpa, sulla redenzione e sulla Grazia. Lila è abituata alla solitudine, è dura quanto basta per resistere alle avversità e ha l'orgoglio di chi non vuole la commiserazione o la carità altrui. Sotto la superficie però ci sono desideri affettivi, soprattutto c'è la voglia di interrogarsi su quell'entità di cui ha fatto esperienza senza saperne il nome, l'esistenza. La Bibbia le fornisce suggestioni e visioni profetiche, ma è l'incontro con John Ames ad essere decisivo. Il reverendo vive una diversa solitudine, composta e rischiarata dalla fede, ma è subito attratto dalla donna e dalle sue domande 'ultime'. Due anime stanche paiono allora trovare una via insperata per ridefinire il proprio mondo alla luce di un amore intriso dal dubbio ma dotato di nuova forza (ri)generatrice.

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    enrico.s

    26/04/2016 10.42.03

    Sullo sfondo: il ritratto di un'America profonda che più profonda non si può, rurale e quasi medievale, tra l'inizio degli anni '20 e il primo dopoguerra (anche se l'aspetto sociale interessa ben poco all'autrice). In primo piano: Lila, una reietta vissuta per la strada, senza casa e senza famiglia (a parte la donna che la porta con sé da piccola, probabilmente salvandola dalla morte per inedia), ex prostituta, e il reverendo Ames, stimato da tutti e ormai anziano e solitario, in apparente attesa del tramonto di un'esistenza piuttosto complicata, tra lutti personali e altrui. Il romanzo racconta la storia apparentemente impossibile del loro incontro, del matrimonio e della nascita del figlio. Una storia d'amore, quindi? Certo; anche... La Robinson non ha timore di parlare di temi orami fuori moda e perciò non trattabili né trattati dai romanzieri più giovani e a la page, se non in chiave di parodia o irrisione: amore, appunto, religione e addirittura, udite udite, teologia. In un'opera di narrativa! Con una voce meravigliosa, classica (cioè rispettosa dello scrivere bene, prima di tutto)! Che scandalo! E infatti ben pochi ne parlano e ancor meno la leggono, temo. Ed è un vero peccato, perché (e ciò vale per tutti e tre i romanzi del ciclo di Gilead) si tratta di veri capolavori. Ovviamente non è necessario essere "religiosi" per apprezzarli, come non lo è per le opere di Flannery O'Connor o di Mauriac. In realtà si tratta di opere che quando giri l'ultima pagina resti un po' in silenzio con te stesso a riflettere... e scusate se è poco. Alzi la mano chi è rimasto così dopo aver letto Baricco o Carofiglio. Provate con questi grandi, e vedrete che troverete ben poco di consolatorio o di "mondano" negli scritti di questi autori così diversi (anche per credenze; la Robinson non è cattolica). Niente fumo d'incenso, ma questioni vecchie come l'umanità (il male, il perdono, il peccato e la colpa) e tanti dubbi seminati, altro che pannicelli caldi per la coscienza.

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    Cristiana

    10/01/2016 17.42.03

    Che bel libro! Di una profondità sconvolgente. Incredibile che si possano scrivere ancora libri così. E anche così ben scritti! Corro a rileggermi gli altri libri della Robinson, come si fa solo con i libri della vita...

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    carlo

    08/12/2015 09.52.28

    un altro grande libro della Robinson. L'universo umano di Gilead riassume la globalità delle domande che l'uomo può e deve porsi. Si tratta di grande letteratura.

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