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David Leavitt

Editore: Mondadori
Anno edizione: 2009
Formato: Tascabile
  • EAN: 9788804595021
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"I miei genitori sono gente aperta. Non resteranno annientati dalla notizia" pensa Philip Benjamin, il protagonista di questo romanzo nel momento in cui, a venticinque anni, si appresta a rivelare alla famiglia la propria omosessualità. Eppure per Rose e Owen, piccoli intellettuali nella sfavillante New York degli anni Ottanta, la scoperta delle inclinazioni amorose del figlio apre una crepa dapprima sottile, poi sempre più profonda e insanabile, nel delicato equilibrio affettivo familiare, costringendoli a fare i conti con la propria più intima natura, le proprie scelte, le proprie responsabilità. Ma in questo paesaggio familiare desolato, in questo sfacelo di relazioni personali, Philip, e non solo lui, saprà individuare la strada per la costruzione di una vita sentimentale flessibile, realistica, libera, ma saldamente ancorata all'autenticità e alla sincerità.

Recensioni dei clienti

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    Erik

    01/02/2013 23.49.17

    Mi è piaciuto davvero tanto, sopratutto perché mi rivedo moltissimo nel personaggio di Philip. Uno dei romanzi a tematica gay più belli che abbia mai letto sino adesso. Unica pecca? L'autore si divincola troppo tra descrizioni fin troppo peculiari e voli pindarici tra passato e presente che, spesso, destabilizzano il lettore portandolo a chiedersi "ma adesso di che sta parlando?". Se non avesse impiegato troppe parole nel descrivere particolari che, a parer mio, sono superflui, sarebbe stato ancor più bello, considerato che in queste fasi , a volte, risulta un po' noioso. Ad ogni modo lo consiglio. Davvero un bellissimo romanzo!.

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    Piernicola Silvis

    16/01/2011 16.01.21

    Il libro - opera miliare del mondo gay - è in realtà un capolavoro. Come scrittura, che non eccede mai nell'autocompiacimento gratuito, ma che resta secca ed essenziale e tuttavia poetica quando serve; nella trama, anche questa scarna e severa. Un libro riuscito bene di un grandissimo scrittore. L'unico dubbio: ma a New York gli eterosessuali sono finiti?

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    Antonella

    24/11/2010 09.52.26

    Il concetto piu bello del libro è...AMIAMO CIO CHE SIAMO.... lo ho amato dalla prima all'ultima pagina, buona lettura

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    Laura

    02/10/2009 11.13.38

    Per chi come me conosceva poco o nulla del mondo omosessuale, questo libro ti porta per mano a scoprirlo. Tra le bellissime descrizioni della vita newyorkese, troviamo delle altrettanto appassionate descrizioni dei sentimenti che animano i protagonisti. Così ti ritrovi spesso ad immedesimarti nelle loro vite e a chiederti: se succedesse tutto questo a me, come mi comporterei?

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    Elena

    15/02/2006 09.05.35

    Questo libro è semplicemente stupendo! Mi ha catturata! Da rileggere!

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    Antonio

    11/01/2006 11.27.05

    Assolutamente fantastico, contiene della pagine e delle frasi indimenticabili. Bellissimo il capitolo del bambino-gru, che Leavitt usa per esprimere il concetto secondo cui "non è importante ciò che amiamo, ma chi siamo" e che ognuno di noi sceglie cosa o chi amare e lo ama. Lo consiglio a tutti, è veramente meraviglioso.

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    Greta

    10/07/2005 16.19.48

    Philip è un omosessuale che decide di dirlo alla famiglia. La reazione del padre Owen sembra abbastanza positiva, la reazione della madre Rose, al contrario è negativa. Il carattere di Philip è ben delineato dall’autore, per farlo capire meglio descrive con dolcezza la sua infanzia e con amarezza la sua adolescenza, quando la rivelazione della sua sessualità si scontra con gli impulsi e l’insicurezza che tutto questo comporta. Philip è dolce, incerto, ansioso, bisognoso i conferme, le sue storie d’amore sono quasi sempre a senso unico, il panico di non essere amato lo porta a comportarsi in modo “appiccicoso”, è la parte debole del rapporto di coppia. Ma la vera rivelazione del libro è il padre di Philip: omosessuale anche lui, ma che al contrario del figlio decide di vivere una vita nel compromesso e nella finzione, incapace di prendere coscienza della propria situazione e condannandosi così all’ infelicità. Condannando anche sua moglie a questa infelicità. Rose è la vera forza del libro, una donna forte e piena di dignità, capace alla fine di affrontare (o almeno di cercare di farlo) una situazione disastrosa. Bellissimo il passaggio in cui si rende conto di non aver mai voluto vedere la realtà, quando con sconforto si chiede se per il marito lei sia stata qualcosa di più di una convenzione sociale o qualcosa di più di una facciata di comodo. Non dimentichiamoci che il padre di Philip è un uomo di mezza età, lui stesso ammette che ai suoi tempi non sarebbe mai stato possibile affermare una cosa del genere, lui stesso combatte all’inizio questa “malattia” con ogni mezzo, uno di questi è sposarsi e cercare di avere una vita normale. Non riesce naturalmente. Nessuno può soffocare la propria natura. Il libro è bello. I personaggi del libro sono (come ho detto prima) descritti con stile. Sono descritte bene certe viltà caratteriali e certi comportamenti a volte squallidi.

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    dubh

    19/07/2004 18.00.22

    Probabilmente il migliore di Leavitt, da consigliare.

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    Giacomo

    21/04/2004 10.59.58

    Non mi è piaciuto per nulla. Punto e basta.

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    Stefano

    10/10/2003 20.27.00

    La recensione dell'Indice dice: la Dorabella mozartiana canta "come scoglio...", ma e' sua sorella, Fiordiligi, che canta cosi'.

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    Doktor Fabyus

    02/07/2003 09.16.16

    E' un libro molto duro, che non guarda certamente in faccia a nessuno e tanto meno all'americanissimo concetto di "politically correct"... ma proprio per tutti questi motivi è un'opera assolutamente notevole. Io non me la perderei!

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