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Aristofane

Curatore: G. Paduano
Anno edizione: 1981
Formato: Tascabile
Pagine: 192 p.
  • EAN: 9788817123273

Nel 411 a.C., in un'Atene sempre più logorata dalla guerra del Peloponneso e provata dalla catastrofica spedizione in Sicilia, Aristofane mette in scena una delle più scintillanti fantasie di potere che l'antichità ci abbia lasciato: Lisistrata. E parla ancora una volta dei problemi che più direttamente coinvolgono la coscienza collettiva della polis: la corruzione, la demagogia e, soprattutto, la pace. Le donne greche, guidate da Lisistrata, si coalizzano e occupano l'acropoli di Atene adottando, contro la testarda e cieca volontà di guerra degli uomini, una strategia paradossale ma vincente: lo sciopero a oltranza dell'amore. In tal modo, la guerra sarà smascherata nella sua concreta negatività, come privazione dei diritti naturali e della felicità comune e individuale.
Guido Paduano illustra nell'introduzione le valenze ideologiche e artistiche della commedia.

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    Lady Libro

    03/06/2013 18.37.08

    Ancora una volta le donne sono le rivoluzionarie protagoniste di questa commedia di Aristofane. Dopo averle fatte travestire da uomini e prendere il potere ("Donne all'assemblea") e dopo averle quasi fatto ammazzare il tragediografo Euripide, un loro grande "diffamatore" ("La festa delle donne"), questa volta il commediografo ellenico le rende intimamente "off limits" agli uomini pur di ottenere la pace dopo lunghi e dolorosi tempi di guerre. Quindi, dopo aver giurato loro malgrado (eh sì, alle donne dispiace parecchio rinunciare ai piaceri della carne) su una coppa di vino questo sciopero del sesso (con tanto di occupazione dell'Acropoli di Atene) ideato e condotto dall'omonima eroina del titolo della commedia, si susseguiranno una serie di eventi comici, assalti fisici e verbali, inseguimenti, con donne tenaci e aggressive che resistono e restano ferme nei loro propositi, altre più arrendevoli che cedono alle lusinghe di Afrodite, mentre i poveri uomini, ormai frustrati e arrapati fino all'estremo, cercano in un modo o nell'altro di riavere le loro donne per potersi sfogare. Parlando di ciò, è interessante notare come in quest'opera siano gli uomini più giovani a cedere al richiamo dell'Eros, mentre i vecchi, più radicati ai costumi degli antenati, tentano perennemente di combattere con la violenza le donne per ricondurle ai loro doveri domestici. Perciò tra combattimenti, insulti, lusinghe e richiami, la morale della "Lisistrata" è: che mondo sarebbe senza donne? Inutile essere misogini o cultori della subordinazione femminile: senza donne non c'è vita, si perde una parte della bellezza del mondo che molti si ostinavano (e purtroppo a volte si ostinano ancora) a ignorare. Certo, anche qui le donne vengono viste semplicemente come oggetti sessuali/casalinghi, ma è proprio la loro ribellione a dimostrare che non sono e non vogliono essere tali, che hanno una volontà precisa, una dignità e un disperato bisogno di pace.

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    Riccardo

    23/05/2013 16.53.43

    Una delle migliori commedie in assoluto, a mio giudizio tra le prime tre di Aristofane. Benchè il sarcasmo degli antichi sia difficile da comprendere con gli occhi e con le orecchie di noi moderni, tale commedia è inequivocabile, in quanto mette in scena il tema dell'amore fisico, che le protagoniste della commedia, guidate da Lisistrata, decidono di negare ai loro uomini, nella speranza che essi decidano di concludere la guerra(siamo negli anni della Guerra del Peloponneso)e le rispettive sofferenze, le quali sono parzialmente alleviate proprio dall'amore delle loro donne. Privati anche di questo, i mariti non possono che aprire gli occhi ed ammettere l'evidenza e la convenienza della pace.

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