Il liuto e le cicatrici

Danilo Kis

Traduttore: D. Badnjevic
Curatore: M. Miocinovic
Editore: Adelphi
Anno edizione: 2014
Pagine: 157 p., Brossura
  • EAN: 9788845929236
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Descrizione
Le sei narrazioni qui raccolte, a cui si aggiunge un breve scritto, "A e B", che funge quasi da metafora ed "epilogo lirico" per l'intera opera di Kis, sono state ritrovate dopo la morte dello scrittore fra i manoscritti inediti. Alcuni testi, come il racconto che dà il titolo al libro - l'unico di ambientazione belgradese -, sono autobiografici, altri fanno rivivere personaggi celebri della letteratura centroeuropea, intrecciando vicende immaginarie con fatti storicamente attestati, secondo il modello del "documento-finzione". Emergono così da un passato più o meno recente le figure di Odón von Horvath e di Endre Ady (Il senza patria), di Ivo Andric (Il debito), di Piotr Rawicz (Jurij Golec), mentre l'ombra di Sinjavskij si allunga sul racconto-sogno del "Maratoneta". Le storie di questo libro, molte delle quali inizialmente destinate all'"Enciclopedia dei morti", come suggerisce Mirjana Miocinovic nelle note critiche, nascono sotto il segno dei drammi epocali del secolo XX, quelli che hanno profondamente segnato Kis ispirandone l'opera: l'oppressione dei regimi totalitari, i destini delle vittime - immersi nell'oblio -, l'amarezza dell'esilio, lo sradicamento e la tristezza di chi sopravvive a tragedie silenziose, l'amore angoscioso per gente senza nome e senza tomba. Ma su tutto incombono i due temi privilegiati da Kis - quello della morte e quello della scrittura, strettamente congiunti.

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Recensioni dei clienti

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    AdrianaT.

    09/01/2018 09:55:31

    Stile e talento, non c'è altro da dire: stile e talento puro in questi raccontini che vantano, però - in termini di eleganza e contenuti - il peso specifico e lo spessore letterario di una 'Recherche'. E lo è, a suo modo, una ricostruzione e una ricerca: "Sentivo che le mie parole suonavano vuote e retoriche, non è facile dare una risposta a un uomo che ti chiede: perché devo vivere?" Dei sei racconti, solo un paio sono perfetti. Ma anche in quelli che paiono solo abbozzati, si trova qualcosa di perfetto. Non ce l'avevo fatta con 'L'enciclopedia dei morti', ma questo l'ho proprio gradito.

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    Cristiano Cant

    25/11/2014 06:12:56

    Bellissimi ritratti di poeti, scrittori, amici, in una ferita di ricordi aperta che ancora li abbraccia e li rimpiange. Il senso del tempo, delle stagioni passate, di piccoli incontri più che profondi dove il seme della parola germogliava facendosi vera profondità umana, tutto e altro tiene in piedi questo volumetto che in fondo è un altare di riconoscenza alla poesia. Prose d'amore in definitiva, pagine grate nelle quali sale alla lettura come una cantica continua di verità e di esperienza che è il ritratto di Kjs e della sua anima.

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