Long, long way (A)

Sebastian Barry

Traduttore: L. Pignatti
Editore: Instar Libri
Collana: I Dirigibili
Anno edizione: 2007
In commercio dal: 19 marzo 2007
Pagine: 293 p., Brossura
  • EAN: 9788846100894
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Descrizione
Willie Dunne è un ragazzo in gamba, sensibile, con una splendida voce. È nato a Dublino nel 1896, e per tutti i ragazzi d'Europa nati in quei tempi, il futuro ha progetti crudeli. Troppo basso per seguire le orme del padre poliziotto, allo scoppio della Grande Guerra raccoglie l'"invito" del generale Kitchener e si arruola volontario. Nelle trincee francesi assiste e partecipa a vicende terribili, vivendo, oltre allo strazio generale del conflitto, quello personale di un irlandese che combatte nell'esercito britannico proprio mentre, a casa, i suoi compatrioti lottano per l'indipendenza. È confuso, sballottato tra un sentimento e l'altro da eventi e pressioni troppo grandi per lui. Ed è così, senza sapere bene perché, che Willie si ritrova implicato nella Pasqua di Sangue del 1916, quando le truppe inglesi fanno strage di ribelli per le strade di Dublino. Ma forse la guerra gli ha chiarito le idee, forse, in qualche modo, lo ha fatto crescere: purtroppo il destino ha in serbo per lui un ultimo, tragico scherzo.

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    Martino

    02/03/2012 11:44:23

    Avvincente come tessuto narrativo, impressionante nelle descrizioni della vita di trincea e delle scene di battaglia,il romanzo perde qualche colpo dove affronta i temi politici nell'Irlanda attraversata dalla ribellione antibritannica. Lo stile dell'autore è in alcune pagine davvero mirabile, con una buona descrizione di alcuni personaggi (non però dei pochi femminili), tuttavia il protagonista - sempre immaturo e inconsapevole - mi è parso privo di nerbo, a un punto tale da perdere, sul finire, la simpatia che aveva suscitato in me nella prima metà del libro.

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    Orax

    12/12/2007 20:48:24

    Interessantissimo l'intreccio tra Grande guerra e storia irlandese. E struggente la vicenda umana e familiare del protagonista, Willie Dunne. Molto intenso sotto il profilo emotivo, il romanzo pone l'accento sui tormenti di una nazione e su quelli, più in generale, dell'Europa intera. Forse il finale avrebbe potuto essere strutturato meglio, può apparire fin troppo simile a quello di "Niente di nuovo sul fronte occidentale". Ma ciò toglie poco alla buona riuscita del lavoro, a dimostrazione che esiste una vasta documentazione sul primo conflitto mondiale, anche romanzata, ancora da scoprire. E magari tradurre in italiano! Commovente.

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