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Carlos Ruiz Zafón

Traduttore: B. Arpaia
Editore: Mondadori
Anno edizione: 2011
Pagine: 268 p. , Rilegato
  • EAN: 9788804610236

Chi ha letto Il palazzo della mezzanotte e Marina, i due romanzi che precedono L’ombra del vento e Il gioco dell’angelo, lo sa già: non si tratta propriamente di libri per ragazzi, né semplicemente di romanzi fantasy. Malgrado quanto scritto dall’autore nella lettera introduttiva che accompagna la serie, in cui si spiega che questi libri sono destinati ai giovani lettori, si tratta in realtà di romanzi in grado di coinvolgere lettori di tutte le età.
Il mistero, l’avventura e una scrittura immersiva che riesce a trascinarci pagina dopo pagina, sono le doti di un autore che ha saputo far breccia nei cuori di milioni di lettori in tutto il mondo. Oggi, con Le luci di settembre la tecnica si affina e la fascinazione arriva a un livello altissimo, grazie a una serie di personaggi coraggiosi e umani e a un’ambientazione piena di magia, tra Parigi e le coste della Normandia.
Se Barcellona era apparsa affascinante e gotica, mentre Calcutta, la città in cui era ambientato Il palazzo della mezzanotte era misteriosa e oscura, la Normandia e le sue isole lambite dall’oceano hanno un che di sublime e tragico che caratterizza ogni grande spettacolo della natura. Una coltre di oscurità che però non spaventa la famiglia Sauvelle: Simone, la madre e i suoi due figli, la giovane Irene e suo fratello minore Dorian. Costretti ad abbandonare Parigi e la vita miserabile che era loro toccata in sorte dopo la morte del padre, i Sauvelle avevano presto e in circostanze avventurose trovato la loro fortuna altrove, in una piccola baia nei pressi de La Rochelle, dove un ricco signore, fabbricante di giocattoli, aveva bisogno di una governate che curasse i suoi affari. Tra Simone e l’affabile Lazarus Jann l’intesa era stata immediata: entrambi avevano modi garbati e una conversazione sciolta ed entrambi avevano in fondo allo sguardo l’ombra della perdita della persona amata.
Non c’era nessuna ombra invece nella vita di Irene con i suoi quindici anni. A Cravenmoore aveva fatto presto amicizia con Hannah, la giovane cuoca del signor Jann, e soprattutto con suo cugino Ismael, un giovane marinaio affascinante e taciturno con la passione per i racconti del mistero e per le storie del passato. Era stato proprio lui, un giorno in cui con la sua barca a vela avevano raggiunto l’isolotto del faro, a raccontarle la storia delle luci di settembre. Si raccontava che molti anni prima, durante il primo plenilunio di settembre, una donna fosse fuggita da Cravenmoore durante una festa in maschera, che la giovane avesse raggiunto con una barca l’isola del faro e che non avesse mai più fatto ritorno sulla terra ferma. Quei pochi testimoni che la videro salpare non la riconobbero a causa della maschera e nessuno rinvenì mai il suo cadavere, ma da allora tutte le notti di luna piena di settembre il bosco di Cravenmoore si illumina di un misterioso bagliore rossastro: le luci di settembre.
La curiosità, o forse l’incoscienza, porterà i due giovani e il piccolo Dorian a scoprire la natura dell’entità che sconvolge ogni anno la vita di quel tranquillo borgo francese, conducendoli lungo una strada impervia alla quale nessuno di loro, a un certo punto, potrà sottrarsi. L’ombra di un mistero che continua a inseguire anche i lettori, sin da quando il giovane e bellissimo Andreas Corelli fa la sua prima apparizione nelle pagine de L’ombra del vento. Un personaggio inquietante che riappare anche in queste pagine, nella Normandia nel 1936, e che forse si materializzerà un giorno là dove il male ha toccato il suo apice.

Recensioni dei clienti

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    alex

    06/08/2015 07.13.09

    Un libro per ragazzi o poco più che tali, un bel thriller che fa parecchio paura. Gli manca però qualcosa...

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    Tumau56

    08/07/2013 11.08.38

    Mi aggiungo ai delusi da questo libro. Siamo tutti caduti nell'innamoramento de "l'ombra del vento "ma questo libro è di una pochezza davvero rara. Un libro, forse, per ragazzini affascinati dalla magia ( va di moda da anni...).Trama sgangherata. Un eccesso di metafore mielose e scontatissime, ridondanti e ripetute. Alcune oltre il ridicolo.Le ultime 30, 40 pagine sono un vero calvario di avvitamento senza costrutto. Da non leggere perché il tempo è importante e ci sono migliaia di libri che meritano il nostro tempo di appassionati della lettura

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    ilaria

    17/06/2013 12.05.57

    dire che mi ha deluso non è proprio corretto, però sicuramente non è all'altezza dei libri precedenti... assomiglia troppo al gioco dell'angelo e non è altrettanto bello. gli dò tre perchè comunque è scritto in maniera impeccabile e scorrevole come sempre, ma la trama è abbastanza assurda e inverosimile e non intriga come gli altri libri.

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    Laura

    18/01/2013 15.16.54

    Che delusione! Una trama assurda e inverosimile, sicuramente non il mio genere. Di scorrevole lettura perché per fortuna ben scritto e tradotto, ma il contenuto lascia molto a desiderare. Peccato!

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    Greta

    13/09/2012 15.44.07

    Zafon è la prova vivente che mai si dovrebbero leggere i lavori degli scrittori pre-buon libro (vedi L'ombra del vento). Storia noiosa e personaggi delineati con un machete

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    armando

    13/07/2012 21.51.27

    La trama è zoppicante ma zafòn scrive in maniera divina...

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    ANNA

    12/06/2012 08.41.54

    L'autore in una nota introduttiva spiega che questo romanzo è stato scritto pensando ad un pubblico giovanile, ma si augura che possa raggiungere anche i lettori trentenni quarantenni e anche ottantenni: beh, non saprei, mi sono ritrovata in mano un libro che nulla aveva a che vedere con lo Zafon che mi aveva tanto affascinata ne L'Ombra del Vento, Il Gioco dell'Angelo, Marina e Il Prigioniero del Cielo, letto appena prima di questo. Non ho ritrovato nessuna magia, nessun coinvolgimento, la trama si, è fantasiosa, ma ridondante di aggettivi eccessivi, per non parlare dell'epilogo, un'esposione di effetti speciali alla Harry Potter e Sorelle Hallywell.... No mi dispiace, Zafon in questo libro non c'è.

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    simona

    23/04/2012 14.19.13

    sapendo fin dall'inizio che si tratta di un libro rivolto a ragazzi, mi aspettavo un libro semplice e di facile lettura. E' logico che l'ombra del vento e il gioco dell'angelo sono un'altra cosa. In ogni caso mi è piaciuto.

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    CARLO

    23/04/2012 07.11.00

    Ho preso il libro attratto dalla copertina e dalla storia....si è rivelato una vera bufala...solo l'inizio si salva...lo sconsiglio...storiella da quattro soldi

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    steve

    23/02/2012 13.58.02

    Non posso dire che questo di Zafon sia un buon libro. No mi ha preso per niente.Mi sembrava un po buttato li, poco ricercato. Mi da l' idea che l' autore questa volta non si sia "impegnato" ... Poco soddisfacente ... 2 punti solo. ciao

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    Giacomo

    03/02/2012 10.03.36

    Libro breve e piacevole, non credo sia logico paragonare ogni opera nuova di qualsiasi autore ai precedenti successi, ogni libro va valutato a se..a mio avviso una lettura più che piacevole.

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    cristina

    01/02/2012 14.07.57

    il gioco dell'angelo e l'ombra del vento sono inderogabilmente due libri ottimi a seguire Marina e il palazzo della mezzanotte che anche se sono state dichiarate letture per ragazzi a me cmq son piaciute molto ma sia questo sia il principe della nebbia, sono proprio deludenti o forse è giusto dire esclusivamente narrativa per ragazzi, sono dei racconti intrigranti, misteriosi, veloci e semplici... purtroppo anche se il suo scopo è di catturare anche i non piu' giovani, con questo racconto, perche' di sicuro non puo' dichiararsi un romanzo, i "grandi" li lascia molto delusi. Fà acqua da tutte le parti e i personaggi sono descritti troppo velocemente e la vicenda è .......... gli manca tutto per essere un vero romanzo. Quindi fatelo leggere ai ragazzini, perche' per loro è davvero una lettura piacevole e rapida.

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    VITTORIO

    28/12/2011 17.52.07

    Il romanzo l'ha scritto prima del suo migliore, a mio giudizio, "L'ombra del vento" e si vede. Fantasioso e poetico, già si può comprendere che R.Zafòn non vuole scrivere solo per ragazzi. La storia però è un poco debole, superficiale e si chiude quasi di corsa. Comunque piacevole.

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    bobo83

    19/12/2011 23.04.30

    Non posso paragonarlo alle sue ultime opere più famose, visto che è stato scritto ben prima. Già si può notare il suo stile, il suo modo di esprimersi elegante e poetico. Purtroppo la storia non convince, troppo fantasiosa e campata per aria. Molto meglio "Il palazzo della mezzanotte".

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    Valentina

    03/12/2011 18.42.02

    Premettendo che il fatto di aver scritto un quasi capolavoro come L'ombra del vento non significa che tutto ciò che scriverà o abbia scritto questo autore si debba confrontare con esso,questo Le luci di Settembre a me è piaciuto oltre ogni misura.Molto più del Gioco dell'angelo,troppo ingarbugliato a mio avviso.Qui ci sono atmosfere splendide,che in alcuni momenti mi hanno riportata ai romanzi di Agatha Christie,ambientati proprio negli anni di questo romanzo.Anni che di fatto affascinano.A ciò si aggiunge un'ambientazione molto suggestiva e ottimamente descritta e una storia semi horror molto intrigante,che non ti molla fino all'ultimissima pagina senza mai annoiare,in un crescendo di suspence!And last but not least un'aurea di nostalgia che pervade l'inizio e la fine,tema questo molto caro a Zafon e che io amo in modo particolare,quella nostalgia triste per un passato che non può tornare.Concludendo:un libro a suo tempo indirizzato ad una lettura per ragazzi ma che invece è forse più adatto ad un pubblico più maturo!!

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    stefania

    29/11/2011 19.31.19

    Non do come voto uno solo perchè, magari a chi non ha letto gli altri libri dell'autore, la storia potrebbe (dico potrebbe) piacere!!! è identico all'altro romanzo "Marina"....ha stufato con le stesse tematiche e poi modo di scrivere noioso! ma allora mi chiedo, "l'ombra del vento" l'ha scritto lo stesso autore?!?

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    mchiara

    14/11/2011 12.14.19

    Non raggiunge la sufficienza. Il libro si riesce a leggere solo perchè Zafon è un grande scrittore e sa come incollare il lettore alla pagina. Purtroppo però la storia è molto debole. E alla fine scopri pure quanto sia inverosimile e sconclusionata. Peccato. Forse l'autore potrebbe in futuro farsi aiutare da qualcuno per mettere a punto le trame. A lui il compito solo di cucire le storie e i personaggi...Ma questo mi sembra piuttosto la trama di un altro libro...

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    kampax

    06/11/2011 19.45.35

    Ma come si fa a valutare 5 una storiella banale e cinematografica come questa ?

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    Beatrice

    04/10/2011 11.28.09

    Un mix fra Marina e Il Gioco dell'Angelo, più bello di Marina, ma decisamente meno bello del Gioco dell'Angelo, che secondo me - dopo L'ombra del Vento, imbattibile - è il miglior libro di Zafon. A questo ho anche preferito Il Palazzo della Mezzanotte. Comunque, come sempre, Zafon riesce ad appassionare il lettore con un ritmo incalzante e uno stile inconfondibile.

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    Eliza

    04/10/2011 11.01.03

    che dire, una delusione purtroppo...io ho sempre adorato Zafon ma tra questo e il palazzo della mezzanotte, una vera tragedia secondo me...

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