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Lui è tornato - Timur Vermes - copertina

Lui è tornato

Timur Vermes

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Traduttore: F. Gabelli
Editore: Bompiani
Anno edizione: 2013
Pagine: 443 p., Brossura
  • EAN: 9788845272813
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Farsa, satira, pura comicità, analisi spietata e corrosiva del nostro tempo. Un romanzo d’esordio di intelligente umorismo.

Ricordate Le memorie di Schmeed di Woody Allen?: “Nella primavera del 1940, una grossa Mercedes venne a fermarsi davanti al mio negozio di barbiere al 127 di Königsstrasse ed entrò Hitler. ‘Voglio una spuntatina leggera’ disse ‘e non tagliatemi molto sopra.’ ’’ Schmeed, il barbiere del Reich, depositario dei segreti del Führer. Ecco: il romanzo di Timur Vermes sembra rimandare alla comicità di Allen. È l’estate del 2011. Adolf Hitler si sveglia in uno di quei campi incolti e quasi abbandonati che ancora si possono incontrare nel centro di Berlino. Egli non può fare a meno di notare che la guerra sembra cessata; che intorno a lui non ci sono i suoi fedelissimi commilitoni; che non c’è traccia di Eva. Non può non sentire un forte odore di benzina esalare dalla sua divisa sudicia e logora; e non riesce a spiegarsi l’intorpidimento delle sue articolazioni e la difficoltà che prova nel muovere i primi passi in una città piuttosto diversa da come la ricordava. Regna infatti la pace; ci sono molti stranieri; e una donna (sì, proprio una donna, per giunta goffa), tale Angela Merkel, è alla guida del Reich. 66 anni dopo la sua fine nel Bunker, contro ogni previsione, Adolf inizia una nuova carriera, stavolta a partire dalla televisione. Questo nuovo Hitler non è, tuttavia, né un imitatore, né una controfigura. È proprio lui, e non fa né dice nulla per nasconderlo, anzi, è tremendamente reale. Eppure nessuno gli crede: tutti lo prendono per uno straordinario comico, tutti lo cercano, tutti lo vogliono, tutti lo imitano. Il mondo che Hitler incontra 66 anni dopo, infatti, è cinico, spudorato, bramoso di successo e incapace di opporre qualsiasi resistenza al “nuovo” demagogo. Al massimo riesce ad apporre il compulsivo “mi piace” “non mi piace” dei social network. Farsa, satira, pura comicità, analisi spietata e corrosiva del nostro tempo, il romanzo d’esordio di Timur Vermes è un gioiello di intelligente umorismo, ed è divenuto in breve tempo, grazie al passaparola, un fenomeno editoriale con pochi precedenti.
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    Michele Lucivero

    19/04/2018 15:42:15

    Nonostante il finale aperto, che lascerebbe pensare ad un seguito più scoppiettante e degno del personaggio messo in scena, lo scrittore dal 2013 non ci racconta più niente, lasciando cadere nel vuoto un’impalcatura fittizia che regge abbastanza bene la prova, non solo editoriale, e si presta altrettanto degnamente, come è accaduto, a trasposizioni cinematografiche e adattamenti nazionali, perché in fondo anche noi italiani abbiamo avuto il bel personaggio storico quantomeno stravagante che vorremmo vedere alle prese con la postmoderna democrazia liberale e con l’ambiguo pluralismo culturale. L’esperimento narrativo, giocato tutto sull’anacronismo, è molto ben riuscito e risulta accattivante nell’intrecciare i reali pensieri del personaggio storico, recuperati nei suoi scritti e nelle sue biografie ufficiali, con una realtà contemporanea che non ha fatto ancora i conti con il suo passato, che non ha ancora risolto definitivamente alcuni conflitti sociali, politici e culturali, ma che ne ha aggiunti altri, materiale elettorale utilissimo per l’avanzata di un nuovo Führer, che poi è sempre il vecchio e che in determinate situazioni potrebbe ancora riscuotere un impressionante successo, giacché, in fondo, individuare dei nemici verso i quali far confluire l’odio della comunità, e da ultimo eliminarli, ha sempre funzionato come strumento politico per chi rinuncia alla fatica del pensare.

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    Fax Mac Allister

    04/01/2018 18:40:13

    -“Non dovresti rasarti i capelli in quel modo, sembri un militante dell'estrema destra.”- -“Papà, tranquillo, non è nazismo, solo un principio di calvizie…”- Abel Mac Allister e Fax Mac Allister A life in a Fax - Fax Mac Allister - Copyright©

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    marcostraz

    07/12/2017 17:28:43

    Libro particolare e bizzarro, sicuramente non comune...certamente lo si appezzerebbe di più conoscendo meglio la realtà tedesca, specialmente quella politica, che probabilmente è il vero centro del libro e il vero bersaglio della satira...

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    Enrico Corvetti

    16/06/2016 22:42:23

    Divertente ma non nuova l'idea di far rivivere nel presente un personaggio del passato, divertente per le prime 50 pagine, alcune delle quali strappano il sorriso, le altre 350, però, sono abbastanza monotone e ripetitive, non supportate da una valida trama. Va bene la satira, comunque di effetto relativo per chi non sia Tedesco o conosca bene i personaggi della politica tedesca, capisco la critica sulla società moderna, la forza delle televisioni, la comunicazione in generale, appare tuttavia poco credibile il successo che nel libro tutti attribuiscono a quella che, alla fine, altro non è che una semplice macchietta, per non parlare della sensazione di disagio che accompagna il lettore pensando agli infiniti lutti ed al dolore che il vero Hitler ha provocato. Non avendo una vera trama, il libro non ha neanche una vera fine : Arrivato faticosamente a pagina 389, con la piccola curiosità di scoprire almeno come finirà, il lettore scopre all' improvviso che il libro è finito ... le 50 pagine successive sono note dell' autore, interessanti ma altro rispetto al romanzo. Insomma, un libro che a mio giudizio tradisce le attese, scritto in maniera scorrevole, presto diventa monotono e prevedibile, non è male ma se ne può fare a meno ...

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    Alessandro

    25/05/2016 19:23:20

    Un libro ironico ma che fa riflettere su un personaggio storico più conosciuto del 900 catapultato nel secolo nostro...e

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    barbara

    06/05/2016 11:12:16

    Questo libro parte benissimo. Una sagace critica della società moderna. Poi però perde l'ironia, la verve caustica... e la storia da sola non basta più. Diventa noioso e si aspetta un colpo di scena, una svolta che non arriverà mai...

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    Yuri

    22/04/2016 17:22:58

    Un romanzo arguto, intelligente, pungente, sagace, ironico e impeccabile nella sua drammatica sincerità. Non nasconde nulla, non rinnega nulla, ma lo fa con una dialettica sorprendente.

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    Gabriele

    12/12/2014 10:25:12

    Un'operazione di marketing ben congegnata resta pur sempre un'operazione di marketing: e questo libro sembra confermare in pieno i pregiudizi che avevo, e che mi avevano portato ad ignorarlo. Ora però l'ho letto, e posso dire che, al di là di una traduzione oggettivamente modesta, che non riesce (ovviamente?) a tenere il passo con la caustica ironia dell'autore sulla più stringente attualità tedesca, resta solo - appunto - una brillante idea iniziale, tirata per le lunghe e con risultati molto altalenanti all'occhio del lettore. Molto più interessanti le "note dell'autore" in appendice, in cui Vermes, oltre a fornire informazioni bio-bibliografiche sempre interessanti, mostra una verve ben diversa da quella del romanzo. Forse un'operazione a metà tra il saggio e l'attualità fantastorica sarebbe stata più interessante - ma non sarebbe certo stata una brillante operazione di marketing...

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    Daniela Caneschi

    04/09/2014 15:56:50

    Spunto brillante, svolgimento modesto e tirato troppo per le lunghe. Hitler come novello Candido alle prese con le stramberie del mondo moderno stufa nel giro di poche pagine, per l'insistenza quasi puerile di certi passaggi, mentre il lettore non tedesco difficilmente sarà in grado di cogliere i numerosi riferimenti presenti ai personaggi contemporanei della vita politica e dello spettacolo della Germania. Si fa fatica ad arrivare in porto e la sensazione che è, racchiuso all'interno della bellissima copertina, ci sia più fumo che arrosto.

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    Brunella

    14/03/2014 06:29:50

    Romanzo veramente sopra le righe : surreale, ironico e per certi versi intrigante. Il ritorno di Hitler nella nostra epoca è geniale! Ci sono alcuni punti un po' lenti e noiosi ma non è un problema. Quello che mi ha deluso è stato il finale perchè è un NON-FINALE. Quando mi sono accorta di essere arrivata all'ultima pagine del libro ci sono rimasta male perchè in realtà il finale non c'era. Solo per questo la mia valutazione è arrivata a 3.

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    Daniele

    28/01/2014 17:39:27

    ... alte le aspettative... disastroso il risultato!!! L'idea è buona ma mal sviluppata!!! Se l'idea era creare un romanzo tragi-comico [come si prevede dai primi capitoli] con sfumature storiche... ha centrato l'obiettivo a metà!!! Tanti sbadigli e poche risata-amare!!!

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    Anto1962

    18/01/2014 14:19:48

    Un ponte storico fatto con ironia e satira. potrebbe essere un valido e stimolante strumento nelle scuole per analizzare la storia del Reich e la situazione odierna non solo della Germania ma dell'Europa. Piacerebbe ai ragazzi e permetterebbe loro di approfondire argomenti e eventi storici con l'animo del detective e del sociologo. Geniale

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    Umberto75

    06/01/2014 19:56:05

    Terribilmente geniale oltre che un ottimo ripasso storico del più buio periodo della storia. L'autore con sarcasmo e cinismo ci mostra come un "mostro" del passato possa tornare al comando a furor di popolo, nonostante le indicibile nefandezze commesse. Consigliato a chi vuol sorridere ma anche riflettere.

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    astrid49

    11/12/2013 20:47:36

    Non riesco a finirlo. ...noiosissimo!

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    NADIA3

    10/11/2013 17:47:17

    Poteva essere un argomento molto originale e, se trattato bene, molto sarcastico invece alla fine è un buon ripasso di storia a volte un po' noioso e pedante in fondo non si capisce dove l'autore vuole andare a parare.Bisogna anche dire che forse su certi argomenti c'è veramente poco da ridere e allora teniamoci il trattato di storia senza contestare.

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    Franz

    06/11/2013 16:20:33

    Inizio esilarante, ma a lungo andare tende a diventare noioso

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    Lorenzo

    04/11/2013 11:40:23

    Racconto paradossale e divertente di un Adolf Hitler (quello vero!) che ricompare, non si sa come, in Germania ai giorni nostri. Il libro racconta con ironia (ma non solo) della sua seconda vita, tra l'ambientamento al nuovo mondo dove tutti lo prendono come imitatore del Fuhrer e la sua voglia di tornare al potere come ai "bei" tempi. Finale un po' in sospeso ma sul quale ognuno può riflettere. Veramente bello, consigliato!

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    Petar

    28/10/2013 11:51:10

    Libro sardonico fin dalla copertina, per cui ottimo sia nell'intento che nello sviluppo, ben inteso ovviamente il genere con cui si ha a che fare. Eccellente ritratto di una società sempre più cieca di fronte alla sua stessa essenza, avviluppata nel sensazionalismo mediatico, che di fatto scioglie ogni limite di decenza in virtù dell'audience e della libertà di espressione. Molte le note scomode: dagli affondi alla politica, al sciovinismo pseudo-francese della fanatica ricerca della lingua-pura, fino ad arrivare all'inquietante apparizione di ammiratori hitleriani, di vecchia e nuova data. "Basterebbe così poco..." e siamo all'epilogo, sotto l'ombra cupa del ritorno applaudito del Führer.

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    alessio

    11/09/2013 16:50:39

    Parte bene ma poi....che noia! Ho voluto finirlo perchè non lascio mai un libro incompiuto, ma che fatica, sembrava un ripasso di storia della 5 superiore, magari voleva essere questo e quindi lo scrittore ha centrato il punto. Poi il finale non l'ho capito del tutto.... insomma, se avete altro da leggere è meglio!

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    Lorso57

    04/09/2013 20:02:32

    L'idea che sta alla base del libro è piuttosto furba ed audace ma ammetto che l'esecuzione da parte dell'autore risulta decente. Ovviamente ci sono numerosi riferimenti alla specifica situazione tedesca che non riusciamo a cogliere appieno. Interessante il tema della televisione che al giorno d'oggi può fare di chiunque una star acclamatissima. Vista l'enormità negativa del protagonista c'è tuttavia un chiaro freno interiore che impedisce al lettore di apprezzare a fondo le varie situazioni ironiche e paradossali che Vermes ci propone.

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