Ma gli androidi sognano pecore elettriche?

Philip K. Dick

Traduttore: R. Duranti
Curatore: C. Pagetti
Editore: Fanucci
Anno edizione: 2017
Formato: Tascabile
In commercio dal: 24 luglio 2017
Pagine: 269 p., Brossura
  • EAN: 9788834733752
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Descrizione

Nel 1992 la Guerra Mondiale ha ucciso milioni di persone, e condannato all'estinzione intere specie, costringendo l'umanità ad andare nello spazio. Chi è rimasto sogna di possedere un animale vivente, e le compagnie producono copie incredibilmente realistiche: gatti, cavalli, pecore. Anche l'uomo è stato duplicato. I replicanti sono simulacri perfetti e indistinguibili, e per questo motivo sono stati banditi dalla Terra. Ma a volte decidono di confondersi tra i loro simili biologici. A San Francisco vive un uomo che ha l'incarico di "ritirare" gli androidi che violano la legge, ma i dubbi intralciano a volte il suo crudele mestiere, spingendolo a chiedersi cosa sia davvero un essere umano.

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    Valeria

    31/10/2018 11:17:34

    Penso sia uno di quei libri che vanno letti. Punto. Personalmente, mi aspettavo di più, ma è questione di gusti

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    Jessy

    31/10/2018 09:13:32

    Per chi ha amato blade runner questa è una lettura obbligatoria! Per quanto ci siano cose differenti dal film, l'atmosfera è sempre la stessa!

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    Kavaluvaa

    20/09/2018 10:34:24

    Per fortuna il cinema ha reso famoso un capolavoro che in teoria non necessiterebbe di alcun aiutino esterno per ottenere la fama che assolutamente merita. Si tratta del libro da cui è tratto il celebre Bladerunner, tuttavia per quanto la trasposizione cinematografica (diventata rispetto al testo indipendente per l'approfondimento di altri temi) può essere valida, il testo resta un must per tutti coloro che hanno anche solo conosciuto il film. Viene presentata una parodia di una civiltà basata sull'empatia, sintomo di una paranoia collettiva dell'uomo verso la macchina dalla quale egli vuole distanziarsi attraverso l'empatia elevata a culto obbligato e a religione: chi non ha con sé un animale domestico è malvisto dalla società, e il mondo, ambientato in uno scenario post-apocalittico manca di animali. E quindi qual è la trovata geniale dell'autore? Dare agli uomini in custodia degli animali elettronici verso i quali devono mostrare empatia, e, allo stesso tempo, diventare spietati assassini (anche se il termine stesso è dai personaggi contestato) di androidi umani che fuggono dalle colonie soltanto per poter vivere liberi come gli uomini. Molte altre sono le chicche inserite da Dick all'interno del romanzo per mostrare quanto un'estremizzazione dell'empatia e dell'emotività sono di degrado per l'umanità, come ad esempio la macchina modulatrice di emozioni in grado di far provare le emozioni (socialmente) giuste in ogni situazione, e uno spiccato disprezzo razziale(?) verso gli androidi che è identico rispetto a quello provato verso certi tipi di uomini (gli anaffettivi e chi non supera determinati test cognitivi-comportamentali). Recuperate questo capolavoro e confrontatelo con quell'altro capolavoro che è il film.

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    Marta

    19/09/2018 19:22:52

    Il quesito che ci pone Dick in questo capolavoro è: "Chi è uomo e chi non lo è?". Nella società futuristica proposta da Dick, dove uomini e androidi vivono a stretto contatto, la risposta a questa domanda è di vitale importanza. "Cosa ha l'uomo che manca all'androide?" L'empatia. Per Dick è la capacità di comprendere lo stato d'animo altrui che differenzia un essere umano da una macchina umanoide. Ai cacciatori d'androidi però è necessario mettere da parte i loro sentimenti di empatia per terminare, quindi uccidere, della macchine che somigliano a degli esseri umani ma sono diversi da quest'ultimi proprio perchè mancano di empatia! Come sempre Dick utilizza la fantascienza per parlare d'altro e questo fa di "Ma gli androidi sognano pecore elettriche?" uno dei suoi romanzi più profondi.

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    Luca

    19/09/2018 06:23:50

    Mesi fa, da neofita dickiano, questa è stata la prima lettura che ho deciso di intraprendere tra le tante disponibili nel catalogo costruito negli anni dal grande maestro della fantascienza statunitense. Scelta banale, dettata dal blasone del film-culto Blade Runner, liberamente ispirato al romanzo in oggetto. È quindi una lettura che mi sento di consigliare? Assolutamente sì! È però il romanzo di Philip K. Dick dal quale suggerirei di partire per incominciare a conoscere l'autore? Assolutamente no! Se si dovesse infatti stilare una top 5 delle opere di Dick, "Ma gli androidi..." vi entrerebbe a fatica o, più probabilmente, ne sarebbe addirittura escluso. Suggerisco pertanto di partire informandosi prima sull'intero catalogo di Dick, senza lasciarsi abbagliare da questo o dai tanti altri adattamenti cinematografici e televisivi dei suoi romanzi e dei suoi racconti. "Ma gli androidi..." resta comunque un buon libro si-fi, a mio parere migliore del film che ne è stato tratto, dal quale differisce notevolmente per sviluppo della trama ed intenti. Incipit interessante, sviluppo buono, con spunti avvincenti, ma finale "in calando". Buona lettura a tutti!

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