Ma come hai ridotto questo paese?

Michael Moore

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Editore: Mondadori
Anno edizione: 2004
Formato: Tascabile
In commercio dal: 14 settembre 2004
Pagine: 261 p., Brossura
  • EAN: 9788804534143

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Gaia la libraia

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Michael Moore, incubo degli "Stupid White Men" di tutto il pianeta, è tornato più scatenato che mai con un obiettivo semplice e chiaro, per nulla ambizioso: l'uomo che si è intrufolato nella Casa Bianca grazie all'aiuto non proprio disinteressato dei suoi amici petrolieri deve sloggiare. Ma nell'occhio del ciclone non c'è solo il povero George W.: gli tengono compagnia sulla graticola quei famelici megaboss delle multinazionali che hanno rubato miliardi dai risparmi e dalle pensioni dei loro dipendenti, quei legislatori che hanno fatto a pezzi le libertà civili americane in nome della "sicurezza della patria", nonché quel certo cognato destrorso che riesce, un anno dopo l'altro, a rovinare i pranzi di famiglia con le sue idiozie.
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    Sergio

    17/11/2004 12:59:41

    Un libro piacevole che, sebbene pieno di fatti e citazioni, é narrato con gradevole stile ironico e tantino grottesco (almeno quanto il personaggio George W. Bush cui la domanda del titolo si rivolge). Un libro che sorprende quanti, secondo il recente costume italiano, abbiano frettolosamente etichettato lo scomodo Michael Moore come un comunista stalinista nemico della democrazia. Siamo di fronte piuttosto ad un innamorato del mito americano autentico, dei capitalisti 'umani' di una volta, alla Henry Ford, delle libertà fondamentali garantite dalla Costituzione Americana. Un mito calpestato dalle regole dell'economia globalizzata attuale, dettate dalle grandi multinazionali che realmente governano il mondo, lasciando ai cittadini la mera illusione della democrazia. Sapevate ad esempio che le grandi Corporations americane finanziano, senza farne mistero, le campagne elettorali di entrambi gli schieramenti? Con costi irrisori per i bilanci di tali multinazionali, la vittoria é garantita. Per gli amanti di Michael Moore una conferma, per i suoi delatori (ma solo quelli onesti), una montagna di fatti su cui riflettere aldilà delle posizioni di schieramento.

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