I magnifici Sette

The Magnificent Seven

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Titolo originale: The Magnificent Seven
Regia: John Sturges
Paese: Stati Uniti
Anno: 1960
Supporto: DVD

18° nella classifica Bestseller di IBS Film Film - Western

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Un villaggio messicano è sistematicamente saccheggiato da un bandito. I contadini esasperati si rivolgono ad un pistolero, il quale ingaggia per la difesa cinque mercenari, ciascuno con le proprie caratteristiche e la propria specifica abilità con questa o quell'arma. Il film ha avuto vari seguiti.
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    Michele Bettini

    13/07/2013 13:34:50

    I sette combattono per una causa non loro e vanno molto oltre il consentito, poiché agli immaturi piacciono le sparatorie. Di questo film si è sempre detto tutto il male possibile e che "comunque era un bel film", mettendo chi non era d'accordo, sul fatto compiuto. Io dico che era un pasto abbondante e saporito, ma che subito dopo è arrivata l'indigestione e a seconda dei casi le conseguenze sono state la diarrea, il vomito, il colera, il ricovero. "Certo Sergio Leone era un'altra cosa", "un padre" (snaturato), ovviamente per le menti malate, che sono troppe. I personaggi sono divertenti, ma improbabili, fino all'inverosimile. Yul Brinner, votato alla morte, si salva ed è un'ingiustizia. L'unico di buon senso nel film è proprio il capo dei banditi, Wallach, la cui magnanimità raggiunge l'apoteosi della stupidità. Si spara e si uccide come in una grande parata e alla fine si brinda. Tutti morti, o illesi, e magari se qualche pallottola è entrata dentro il cuore, "si tratta solo di un graffio!". In fin dei conti si tratta solo di un film, abbiamo solo scherzato. Chi esalta questo film e Sergio Leone (in tempi in cui si annullano 7 vittorie al Tour, perché gli esami effettuati accertano il doping) è perché non ha visto altro, non conosce la storia e mai troverebbe il coraggio per recarsi ad una vera sparatoria.

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    Davide

    03/05/2013 21:11:29

    Non voglio entrare nel merito della discussione accesasi sul tema spaghetti-western. Tralasciando che Leone è per me come un secondo padre, notifico che da questa pellicola viene il primo germe di critica del mito del West ( pur con profondo debito a Kurosawa ) che giungerà poi a compimento nella trilogia del Dollaro. Tornando al film in sè , onore alla colonna sonora e alla bravura di interpreti come Eli Wallach e Steve McQueen, mentre Brynner mi è parso ,seppur bravo, troppo legato al suo cliché di eroe deciso e irriducibile per animare fino in fondo le indecisioni di un personaggio che sarebbe dovuto essere più improntato alla malinconia virile. Sturges ha una regia un po troppo frettolosa ma se la cava molto bene nelle scene di combattimenti, con un ottimo senso dello spazio ( li si che ha imparato dall originale nipponico ). In definitiva, un bel western che coinvolge e merita di essere rivisto.

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    HULK

    02/04/2009 10:41:02

    Partendo dal dato storico Il 'West del cinema Western NON E' MAI ESISTITO', trattasi di invenzione mitopoietica, trattasi di luogo mitologico. Arrivano i nostri, dopo 'Soldato blu' film 'REVISIONISTA', son comparsi GLI INDIANI VITTIME, HANNO IMPARATO DAI BIANCHI A SCOTENNARE, NON VICEVERSA. . Fin da bimbo bombardato dal Western, poi nelle fotografie d'epoca 'MA CHE BARBE, CHE BAFFONI A MANUBRIO'. IL SERGIONE LEONE, HA INFLUENZATO, CONTAMINATO, AMMAESTRATO, NON IL SOLO CINEMA WESTERN, MA IL CINEMA IN GENERALE. non scherziamo por favor

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    *Sir Psycho Sexy*

    24/01/2008 16:00:00

    ottimo film western...un cast eccezionale...gli americani non hanno certo bisogno di noi Italiani x sapere come fare un film western, basta vedere quanti registi hanno girato dei capolavori (Ford, Peckinpah, Struges ecc.)...va detto anche, che come Leone, non c'è mai stato nessuno...

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    Diego

    14/02/2007 20:34:50

    Sono d'accordo solo in parte con Teresa perché chi ha visto i western di Leone (capolavori inimitabili) HA VISTO DEI VERI WESTERN. E' anche vero però che non si può dire che Leone ha insegnato agli americani a fare western perché prima di lui sono venuti registi come John Ford o Anthony Mann che a fare western erano imbattibili (vedi film come "Ombre rosse" o "Sentieri selvaggi" di Ford o "L'uomo di Laramie" e "Terra lontana" di Mann). Comunque parlando di questo film bisogna dire che è un buon western di un regista bravino (Sturges ha fatto altri buoni film, come "Sfida all'ok corral" o "Joe Kidd" o ancora "Sfida nella città morta") ma di certo non un grande come i registi che ho nominato prima. Gli attori sono bravi (e qui non ci sono dubbi visto che Brynner, Wallach, McQueen o Bronson sono dei veri professionisti)ma forse un qualcosa di più si poteva fare. Rispetto a "I sette samurai" di Kurosawa non ci sono paragoni, però. Resta comunque un buon film, che prende dall'inizio alla fine.

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    Teresa

    07/07/2006 21:42:07

    Vorrei dire due piccole cose (senza offendere né essere scortese con qualcuno in particolare) … 1) se si preferisce il genere spaghetti western all’italiana di Sergio Leone …. vuol dire che non si conosce affatto il genere WESTERN !!!!! E CHE NON HA MAI VISTO UN FILM WESTERN!!!! 2) affermare che Leone ha insegnato agli americani a fare i film western … vuol dir che non si conosce affatto il genere WESTERN !!!!! E CHE NON HA MAI VISTO UN FILM WESTERN!!!! GLI AMERICANI GIRAVANO FILM WESTERN SIN DALLA NASCITA DEL CINEMA (BASTA LEGGERE UNA QUALSIASI ENCICLOPEDIA!!!) ERA, È LA LORO VITA, LA LORO STORIA, LA LORO CULTURA!!! OMBRE ROSSE, un titolo per tutti, attori del calibro di Gary Cooper, John Wayne , James Stewart, e registi come John Ford, Howard Hawks per citare magari i più famosi … ma senza scordarsi di quelli che nei cartelloni avevano il nome scritto con caratteri più piccoli e che hanno fatto grande il genere WESTERN. I gusti son gusti e ognuno è libero di esprimere liberamente le proprie opinioni .... ma fare certe affermazioni... Il WESTERN è quello con indiani, praterie, carovane, pistoleri, fuorilegge, malefemmine, sceriffi, e settimo cavalleggeri ....insomma quello epico!, e “I magnifici sette” ne è una nuova rilettura (a parte l’ispirazione da “I sette samurai”). Il western di Leone è fatto di sceriffi, pistoleri e fuorilegge … e allo spettatore è bastato! Non tolgo nessun merito a Sergio Leone, che è stato un grande regista e ha girato grandissimi film (compresi i western).... dai grandi registi italiani (assistente regista di Vittorio De Sica in Ladri di Biciclette) e dai grandi registi americani (aiuto regista di William Wyler in Ben Hur) ha imparato così tanto, da aver avuto l’intelligente idea che nel cinema poteva esserci un genere nuovo … il western all’italiana o più popolarmente detto spaghetti western!

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    Veronick

    10/06/2006 05:08:02

    Non amo i western...Ma sono stata catturata da questo film!!Bellissimo!!

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    Bullitt

    01/02/2006 17:19:40

    Ho sempre guardato con simpatia i film di Sergio Leone, ma dire addirittura che ha insegnato il western agli americani mi sembra esagerato...I suoi films non possono reggere il confronto nè con "I magnifici sette",che è un ottimo film,nè con autentici capolavori come "Ombre rosse","Sentieri selvaggi","Winchester 73",e altre decine di titoli che potrei continuare a citare.Tornando al film in questione,la colonna sonora da sola ne giustifica la visione,per non parlare poi dei protagonisti (il grande Mc Queen su tutti),personaggi realistici,ben disegnati e caratterizzati,non come le macchiette dei vari spaghetti-western...Fino a quando si scherza,va bene,ma il western è una cosa seria...Fate un pò di ripasso!

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    DJ

    25/09/2005 16:08:15

    UNA LEGGENDA!!!!! il re del cool è sempre il migliore!!!! E la colonna sonora dove la mettiamo?????

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    Mac_User_91

    31/07/2005 15:25:06

    Per Sandro: che paragoni, mannaggia! Leone paragonato a Sturges? Scusa, sai, sarebbe come paragonare una 44 magnum con una fionda; oppure come paragonare Charles Lindbergh ad un pilota di aeroclub; oppure come paragonare Roby Baggio ad un giocatore da III categoria. Non so se mi spiego. Leone era il massimo, inarrivabile. Sturges, un volonteroso artigiano. Non dimenticare che Leone ha insegnato agli americani a fare i film western! Comunque, i "Magnificio sette" è un film leggendario. Leone ha reinventato il cinema western, un po' come Kubrick, con 2001, ha aperto nuove vie nel cinema di SF. Ciao.

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    NICOLA

    11/07/2004 14:10:26

    FANTASTICOOOOOOOOOOOOOOOOO!!!!!!!!!!!!!!!GRANDE ELI WALLACH

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    sandro

    03/06/2004 11:23:50

    Sarà che sono abituato agli spaghetti western di Leone, ma amici miei proprio non capisco cosa gli avrà dato tutto sto successo.

Vedi tutte le 12 recensioni cliente
  • Produzione: MGM Home Entertainment, 2001
  • Distribuzione: Warner Home Video
  • Durata: 122 min
  • Lingua audio: Italiano (Dolby Digital 5.1);Inglese (Dolby Digital 5.1);Francese (Dolby Digital 5.1)
  • Lingua sottotitoli: Italiano; Inglese; Francese; Olandese
  • Formato Schermo: 2,35:1
  • Area2
  • Contenuti: trailers; commenti tecnici; foto; dietro le quinte (making of)
  • Allegati: booklet
  • Yul Brynner Cover

    Nome d'arte di Julij Borisovic Briner, attore statunitense di origine russa. Di origini zigane, giramondo dai mille lavori (è stato perfino trapezista in un circo a Parigi), nel 1940 arriva negli Stati Uniti al seguito di una compagnia teatrale. Dopo aver esordito sul grande schermo in piccole parti, nel 1951 ottiene un grande successo a Broadway con il musical The King and I. Cinque anni dopo è l'interprete della versione cinematografica di W. Lang (Il re ed io, 1956) con cui vince l'Oscar. Calvo e tuttavia affascinante, interpreta il ruolo di eroe responsabile e onesto in tanti film di successo: I dieci comandamenti (1956) di C.B. DeMille, Karamazov (1958) di R. Brooks, Ancora una volta con sentimento (1959) di S. Donen, I magnifici sette (1960) di J. Sturges, Invito a una sparatoria (1964)... Approfondisci
  • Eli Wallach Cover

    Attore statunitense. Debutta nel teatro all'età di trent'anni, assumendo presto parti di rilievo nell'American Repertory Theatre. Grazie a una recitazione severa ed estremamente espressiva, ottiene un grande successo in La rosa tatuata (1951) di T. Williams e Il rinoceronte (1961) di E. Ionesco. Significative anche le sue apparizioni al cinema, dove si rivela attore-caratterista dalla maschera incisiva e di grande temperamento: Baby Doll (1956) di E. Kazan, I magnifici sette (1960) di J. Sturges, Gli spostati (1961) di J. Huston e Lord Jim (1965) di R. Brooks. Dopo aver fornito la sua migliore interpretazione in Il buono, il brutto, il cattivo (1966) di S. Leone, conferma le sue qualità di interprete in L'oro dei McKenna (1970) di J. Lee Thompson, Il romanzo di un ladro di cavalli (1971) di... Approfondisci
  • Steve McQueen Cover

    Attore statunitense. Passa una giovinezza di stenti e mestieri precari e d'istinto arriva ai corsi del celebre Actor's Studio, dove impara a controllare la sua fisicità irruente ottenendo, dopo gli esordi in teatro, una parte al fianco di P. Newman nel pugilistico Lassù qualcuno mi ama (1956) di R. Wise. Nel 1960 si arruola nel gruppo di pistoleros-mercenari di I magnifici sette di J. Sturges e nel 1963 primeggia da protagonista in La grande fuga, ancora di Sturges, in cui impone definitivamente il suo personaggio tutto azione e maschera da duro. Asciutto e scattante in un'epoca non ancora di fitness ed eroi muscolari, aggiunge una serie di sfumature ai suoi adrenalinici personaggi trovando un giusto equilibrio fra azione pura e recitazione fino a raggiungere uno stile ancora imitato dai divi... Approfondisci
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