Mal di folgore. Memorie di un paracadutista imperfetto

Stefano Lippi

Editore: Felici
Anno edizione: 2008
In commercio dal: 19 maggio 2008
Pagine: Brossura
  • EAN: 9788860191922
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Descrizione
Memorie di un paracadutista imperfetto, recita il sottotitolo, di questo volumetto che racconta con un filo ricorrente di ironia, le vicissitudini di un'esperienza militare nei paracadutisti. Dalla visita dei "tre giorni", a quando si scende dal camion con le prime urla in stile filmico da Full Metal Jacket, passando dalle assurdità che spesso questo tipo di vita comporta. "Si sente urlare, sì, ma le parole sono ben scandite e soprattutto non sono rivolte contro di noi. Si è seduti confortevolmente in qualche poltroncina con i bracciali e si aspetta la fine del film, la morale, tutto quello che uno si aspetta da un film" dice l'autore "Noi invece eravamo sull'attenti, carichi di bagagli, non potevamo conoscere la fine del film e gli sputacchi li sentivamo sulla pelle."

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    Il professore

    27/02/2015 18:45:09

    Un libretto di 80 pagine con le dimensioni di un breviario dove l'autore racconta ,con l'ironia tipica delle genti di toscana, l'esperienza vissuta del servizio militare nei parà. Sopraffazioni ,prepotenze ,umiliazioni e quant'altro che ha dovuto subire come chi ha fatto il militare quando la leva era obbligatoria. Un'esperienza che per la maggior parte dei giovani ha insegnato solo ad avere rancori verso uno Stato che funziona male ,dove la raccomandazione ,l'astuzia e la disonestà vengono premiate. Alla faccia di chi in mala fede o per semplice ignoranza della realtà ha sempre sostenuto l'utilità della leva.

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    massimo

    04/03/2011 09:03:26

    Pessimo. Magari è vita vissuta, ma descrive sostanzialmente i classici luoghi comuni sulla naja, dai nonni carogna ai marescialli di mensa ladroni. Peccato perchè lo spunto iniziale era carino e la prosa gradevole. Ma in fondo, specie dopo aver letto il finale ci si chiede se valeva la pena di leggere le "memorie" di un imboscato. Perchè per gran parte di quelli che hanno scelto di fare il paracatudista, la SMIPAR era una tappa in vista di esperienze ben più stimolanti. Non l'obiettivo per fare la naja sotto casa. Probabilmente chiunque ha fatto davvero il militare, anche di leva, ma in un reparto operativo, avrebbe da raccontare aneddoti e esperienze assai più interessanti. Non dimentichiamo che all'epoca del libro c'era già stata la missione in Libano e subito dopo sarebbero iniziate quelle in Kurdistan, Somalia, Ex Yugoslavia, Mozambico (tanto per rimanere a quelle che hanno visto come protagonisti i soldati di leva). Peccato perchè in Italia di libri sull'argomento ne escono ben pochi.

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