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Milena Agus

Editore: Nottetempo
Collana: Narrativa
Anno edizione: 2016
Pagine: 136 p., Brossura
  • EAN: 9788874526383
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Recensioni dei clienti

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    enza

    09/03/2017 13.45.40

    Una storia che ha deluso le mie aspettative. C'è qualcosa di poco sincero in queste pagine, del resto ben scritte. Si legge una certa costruzione fredda di una storia che dovrebbe invece essere molto calda. Non voglio dargli un voto troppo basso ma non posso dargli più di 3 stelle.

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    Gaia

    02/06/2015 23.27.00

    Bello, semplice, prosa tipicamente sarda, snella, essenziale, ma capace di far sognare, desiderare, ricordare, provare nostalgia. Forse si sarebbero potuti sfruttare al meglio le potenzialità e l'originalità dei personaggi e delle loro vicende per dar forma a un romanzo lungo, a una saga familiare meno frettolosa; verso la fine ho avuto come la sensazione di una certa fretta dell'autrice di concludere al più presto, ma forse la confondo con la mia voglia di portare a termine la lettura. Il finale è un pò deludente, scoprire che la storia d'amore è solo immaginaria, è stata per me una doccia fredda.

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    cristina

    21/12/2013 17.19.13

    Romanzo - o forse sarebbe più corretto definirlo racconto lungo - scritto con una paratassi disordinata, semplicistica e snervante: spesso tocca rileggere le frasi due volte per capirne il senso (e non è che abbiano espresso chissà quali grandi concetti!). Mi meraviglia che abbia vinto così tanti premi letterari. La trama in sé è abbastanza banale: una storia di famiglia in cui l'ultima della stirpe rievoca avi e vicende storiche. La trama potrebbe forse essere condensata da una delle pochissime frasi di rara poesia ed intensità: "Secondo mamma, in una famiglia il disordine deve prendere qualcuno, perchè la vita è fatta così, un equilibrio fra i due [ma i due chi/cosa?], altrimenti il mondo si irrigidisce e si ferma. Se la notte noi dormiamo senza incubi, se il matrimonio di papà e mamma è sempre stato senza scosse, se mi sposo con il mio primo ragazzo, se non abbiamo crisi di panico e non tentiamo di suicidarci, né di buttarci dentro i cassonetti della spazzatura, o di sfregiarci è merito di nonna, che ha pagato per tutti. In ogni famiglia c'è sempre uno che paga il proprio tributo perchè l'equilibrio fra ordine e disordine sia rispettato e il mondo non si fermi". E comunque non si può che parteggiare per la nonna, perchè la follia a volte è ciò che davvero può salvare una vita o, appunto, più di una.

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    Gaia

    09/12/2013 16.00.38

    A chi di noi non è mai capitato di sognare ad occhi aperti e grazie alla propria immaginazione riuscire a costrursi una sorta di vita parallela di sogni e desideri? La chiave di lettura di questo libro si basa proprio su questo concetto. La forza dell'immaginazione, che da alcuni può essere interpretata come una vena di follia, da altri può invece essere riconosciuta come fonte di un'originale propensione artistica. A seconda di quanto noi consideriamo importante la nostra immaginazione potremo apprezzare o meno questo racconto, carino e scorrevole.

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    Cinzia Scivoletto

    10/04/2013 12.52.18

    Vedo che i pareri su questo libro sono molto contrastanti. A me è piaciuto moltissimo; l'ho regalato parecchie volte e ho avuto riscontri diversi. Io invece l'ho amato sin da subito e durante la lettura in un unico pomeriggio, mi sono immedesimata facilmente e con piacere. Del libro ciò che mi è piaciuto maggiormente e ciò che mi ha fatto anche spesso ripensarci, è pensare a quanto fa e può fare l'immaginazione di noi donne, a volte capaci di viaggiare così tanto con la fantasia da credere addirittura che cose presenti solo nella nostra fantasia siano invece avvenute realmente. A volte si è così stanchi e delusi da ciò e da chi ci circonda che preferiamo "rifugiarci" in un mondo tutto nostro, dove le cose sembrano completamente diverse e le persone sono come noi le desideriamo. Un mondo che ti dà la dolcezza, la passione, la felicità che nel tuo presente non hai. E forse ci viviamo così intensamente e ci addentriamo così tanto in questo mondo virtuale che finiamo per farlo nostro, ci immergiamo tutto d'un fiato e ci facciamo bloccare il respiro. E' un viaggio interiore molto più profondo di quanto non si pensi, è l'immedesimarsi con la protagonista, con la storia così forte da farti trattenere il respiro per tutta la lettura. In fondo ci si immedesima in molti racconti, questo per me è stato uno di quelli. E per molti giorni dopo la lettura del libro qualche anno fa ci ho pensato e l'ho raccontato e soprattutto ho raccontato l'immedesimazione incredibile con la protagonista. Nella sua semplicità a me è piaciuto tantissimo. E' il libro ideale da leggere sull'aereo, in treno nelle poche ore che ti separano dall'arrivo. Personalmente non mi sono nemmeno fatta scandalizzare dalle "volgarità" come le chiamano molti di voi perchè io non le ho ritenute tali. Buona lettura a chi avrà voglia di accettare il mio consiglio. Cinzia

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    Nicoletta

    11/01/2013 11.30.44

    Ho scoperto per caso Milena Agus, ed essendo sarda da parte di papà, ho deciso di iniziare a leggere i suoi libri, per sentire meno la distanza da questa terra bellissima. Mal di pietre mi è piaciuto molto, anche se me ne sono resa conto solo alla fine, una volta terminato, quando lo chiudi e devi salutare i suoi personagi. Forse sì, i suoi lunghi periodi a volte creano un pò di difficoltà nella lettura, ma ho notato che è proprio una caratteristica dell'autrice, ed è presente in tutti i suoi romanzi. Mi è dispiaciuto molto leggere delle critiche così pesanti nei suoi confronti, perchè sì forse la parola capolavoro è grossa, ma leggendo le sue storie a volte era davvero come sentire il profumo di questa terra, la Sardegna, così bella e selvaggia e incantevole, magica e piena di colori come lei descrive! al contrario di quello che qualche lettore ha scritto, il fatto che riporti citazioni in Sardo mi piace davvero molto!! Un pò come Camilleri che riporta verbi siciliani all'interno del racconto senza trascriverli in corsivo, facendoti così venire il dubbio, mentre leggi di foga, che sia un verbo italiano o dialettale? molto bello!

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    Tiziana

    09/12/2012 15.05.21

    Scritto con stile affannoso e disordinato. Le parentele si intrecciano a ritmo serrato e poco ordinato, a volte confondendo chi legge.Pur essendo una storia poetica, finisce per essere un groviglio di ansie e rabbia, di disperazione e cupezza, di smania e delusioni. Non mi ha arricchito di nulla.

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    stefy

    07/12/2011 22.04.03

    questo è,secondo me, il classico libro in cui non ti perdi niente se non lo leggi ed è proprio tempo perso! A me non ha emozionato neanche un pò,non ho provato nessuna emozione nel leggerlo(non capisco come si possa definire bello questo libro!),un pò volgare e per niente romantico.E delle volte è anche di difficile lettura,non si capisce il filo del discorso... Non conviene perdere del tempo dietro a un libro così quando ce n'è altri tanti che emozionano e intrattengono mooolto di piu! Che delusione!!

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    elda

    27/08/2011 16.24.40

    Sorprendente la conclusione, ben scritta la storia, ma non imperdibile!

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    giorgio

    15/01/2010 14.03.55

    Intenso, coinvolgente e ironico, con una leggerezza simbolo di gran maestria, si legge d'un fiato. In poche pagine Milena Agus crea un microcosmo vitale, popolato da personaggi difficili da dimentica una volta terminata la piacevolissima lettura. Consigliato.

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    pier paolo

    22/12/2009 16.08.03

    il libro a me è piaciuto davvero molto. scritto in maniera molto semplice,ma diretto, mi ha emozionato davvero... lo consiglio

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    angela

    18/11/2009 21.24.02

    Concordo pienamente con chi dice che quando si commenta un libro è necessario mettere sempre "secondo me". E infatti secondo me questo è un bel libro, si legge bene e la storia è molto carina. In ogni libro di Milena Agus si trovano delle parole e delle immagini che a me rimangono impresse. Secondo me merita.

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    grm

    05/11/2009 11.53.09

    ho adorato questo libro ma non ho la pretesa che valga lo stesso per chi invece lo ha disprezzato. sarebbe giusto, però, premettere ad ogni commento fatto un bel "secondo me" in modo da evitare espressioni di giudizio così assolutistiche; all'inizio di ogni trama di fiction si stipula un patto letterario secondo il quale accettiamo di credere a tutto ciò che leggeremo (o vedremo sul palco o sullo schermo), a me pare che in molti qui abbiano rinnegato questo patto; se le volgarità non possono entrare in letteratura allora bisogna cancellare dall'elenco degli autori Pasolini, Tondelli e Palahniuk; a mio avviso la storia è commovente e scritta in modo da produrre un buon grado di immedesimazione con i personaggi, cosa che non fa mai male; ultima considerazione tecnica: scrivere una storia nella storia è segno di grande personalità e complessità narrativa, è vero un romanzo ha il compito di descrivere un mondo e questa è una semplice storiella, ma se adottiamo al 100% questo criterio le uniche opere riuscite della storia della letteratura sono la divina commedia, i promessi sposi e guerra e pace. un po' pochino.

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    gianni

    23/10/2009 15.00.57

    Una spudorata scopiazzatura di "VA dove ti porta il cuore", e decisamente mal riuscita. Infarcita con citazioni storiche noiosissime ed inutili ed espressioni sarde, e con l'aggiunta di gratuite volgarità molto grottesche. Ecco tutto... nulla di più... Non capisco perchè sia stato apprezzato dai critici e da parte dei lettori. Sono stati scomodati paragoni impegnativi e del tutto fuori luogo per questa storiella stiracchiata scritta in uno stile approssimativo e che non dice nulla di nuovo. E' un romanzo privo di idee e di mordente, che si riesce a terminare, anche se a stento, solo perchè è brevissimo e pubblicato a caratteri giganti. Altamente sconsigliato se avete un minimo di gusto letterario.

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    milly

    23/10/2009 14.54.04

    Ho comprato questo libro per uno strano motivo: avevo letto proprio qui pareri totalmente discordanti e contraddittori, e così ho desiderato farmi una mia opinione in merito. Ora debbo concordare in pieno con tutti quelli che hanno votato 1!!! E questo solo perchè non esiste lo zero... E' un libriccino davvero sopravvalutato e molto sponsorizzato, fatto passare per il capolavoro della Agus... posso immaginare gli altri!! E' noioso, trito e ritrito, infantile, appena abbozzato, inconsistente. E' involuto nello stile e nella trama, e non riesce mai a convincere in nessuna sua parte. Le volgarità disseminate sono gratuite e non aggiungono nulla all'esilissima trama scopiazzata da altri libri. Purtroppo ne è solo la brutta copia mal riuscita. Il finale è senza senso, i personaggi piatti e stereotipati. Dare 1 è già un regalo... Di sicuro non leggerò mai più nessun altro suo libro.

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    milena

    25/09/2009 14.48.00

    Questo romanzo ha un grande, grandissimo pregio: è breve... Lo strazio termina in fretta ( anche se non abbastanza). L'ho letto solo perchè un'amica ha avuto la pessima idea di regalarmelo, e per principio finisco tutti i libri. Ma vi consiglio di evitarlo, è davvero banalissimo e scritto in modo assolutamente retorico e poco credibile. Ripete sempre gli stessi concetti ed è noioso oltre ogni limite. Mi spiace molto, perchè in genere Nottetempo pubblica romanzi piacevoli, ma con questa autrice ha davvero fallito. Mi stupisce che in catalogo ci siano altri suoi titoli... Misteri dell'editoria...

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    jane

    08/07/2009 21.05.56

    magari non si può dare 5 a questo libro paragonandolo ad altri 'capolavori', ma chissà se poi sarebbe questo il modo giusto per 'dare i numeri'... perciò io dico 5 perché questo mi pare un piccolo gioiello perfetto in se stesso, che regala esattamente quello che in esso si cerca, niente di più e niente di meno. non ha pretese mancate. fa piangere e sorridere ed emozionare, che racconta una favola vera, ed una favola nella favola. bellissimo.

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    Stefania

    27/04/2009 11.08.40

    Sono d'accordo con chi definisce questo libro poesia. E' vero, a volte si è costretti a leggere tutto d'un fiato i lunghi periodi, ma in ciò consiste l'immediatezza di questo libro, sembra quasi di percepire dal vero i profumi della Sardegna.

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    Tinama

    19/01/2009 12.27.38

    E’ un libro che si legge con piacere e tutto d’un fiato senza essere leggero. Pur nella loro diversità e con i loro limiti e quelli che il tempo e l’ambiente impongono, i nonni protagonisti piacciono, ispirano simpatia, insegnano rispetto, si propongono come esseri singolari, ciascuno con una propria identità ben definita. Nonostante alcune dettagliate descrizioni crude sulle prestazioni sessuali della nonnina, il racconto rimane delicato e poetico per il fresco profumo di sentimenti che emana. Forse sarebbe più di effetto se ascoltato, per la presenza di periodi che, oltre ad essere lunghi, sembrano più vicini al linguaggio orale che a quello scritto. Gradevole la sorpresa conclusiva del finale.

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    maupes

    17/11/2008 12.16.35

    L’idea che sta alla base di questo breve racconto, incentrato sulle vicende erotico-sentimentali della nonna dell’autrice, che ne narra la travagliata vita in prima persona inserita nel contesto di un ambiente caratterizzato come quello sardo, non sarebbe neppure male. Non mi è piaciuto però lo stile dell’autrice che spesso sembra scrivere di getto tutto quello che le viene in mente, con periodi lunghissimi e frequenti divagazioni che finiscono per sfiancare il lettore nell’ardua impresa di seguirla. La verbosità quindi, condita da ripetute escursioni nel dialetto sardo (con traduzione a fondo pagina), finisce per rendere la lettura ostica, nervosa e faticosa. Ci si salva per il fatto che in fondo sono solo poco più di 100 pagine. Se la descrizione dell’ambiente famigliare e del contesto esterno è tuttavia efficace, a volte, l’insistenza nella descrizione di alcune prestazioni sessuali getta però un’ombra sulla volontà dell’autrice di ricorrere ad esse per colpire e stupire il lettore, piuttosto che per fornire un sostegno adeguato e necessario al racconto. Ma davvero poi questi nonni sono così sessualmente scatenati, fantasiosi e disinibiti, pur vivendo in un ambiente ed un’epoca storica caratterizzata da una grande castigatezza nei costumi?

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