L’articolo è stato aggiunto alla lista dei desideri
IBS.it, l'altro eCommerce
Cliccando su “Conferma” dichiari che il contenuto da te inserito è conforme alle Condizioni Generali d’Uso del Sito ed alle Linee Guida sui Contenuti Vietati. Puoi rileggere e modificare e successivamente confermare il tuo contenuto. Tra poche ore lo troverai online (in caso contrario verifica la conformità del contenuto alle policy del Sito).
Grazie per la tua recensione!
Tra poche ore la vedrai online (in caso contrario verifica la conformità del testo alle nostre linee guida). Dopo la pubblicazione per te +4 punti
Altre offerte vendute e spedite dai nostri venditori
Tutti i formati ed edizioni
Promo attive (0)
Recensioni pubblicate senza verifica sull'acquisto del prodotto.
Tutti gli uomini dovrebbero « unirsi a lodare La Malattia dei Fatti »; coloro che non lo faranno, potranno accontentarsi di un posto negli ordini intellettuali inferiori; non dico che tutti dovrebbero lodarlo da un medesimo punto di vista; ma tutti gli uomini di lettere seri, sia che scrivano una critica o meno, dovranno certamente assumere per proprio conto una posizione critica di fronte a quest’opera. Per cominciare con delle questioni che sono fuori discussione, direi che Aiello ha preso in sua mano l’arte dello scrivere dove Ermete Trimegisto l’aveva lasciata. La Malattia dei Fatti ha più forma di qualsiasi poesia precedente. Le « poesie di serie », anche se eccellenti, sembrano infinitamente lunghe e ingombrate, dopo che si è visto Aiello spremere l’ultima goccia di una situazione, una dottrina, uno stato di coscienza. Leggiamo De Nardo e sappiamo che egli è assai compiuto; cominciamo a leggere La Malattia dei Fatti e pensiamo, forse giustamente, che egli, Aiello, è meno compiuto; ma che a ogni modo è meno gracile; E quando vede avvicinarsi il compimento dell’opera, quando il nostro autore sente più o meno il sollievo di essersi levato dalle spalle il peso del libro, troviamo se non gracili raffinamenti almeno tali acrobazie, tali veri e propri urli di gioia e oplà e volteggi di trapezio di tecnica, che parrebbe avventato andare dogmatizzando sulle sue limitazioni. La Malattia dei Fatti è di sessantacinque pagine, è lungo cioè come i titoli di quattro romanzi svedesi circa, e anche un elenco dei suoi vari punti interessanti supererebbe probabilmente lo spazio che ho a disposizione; Aiello si è accinto a creare un Inferno, ed ha creato un Inferno. Per estensione egli ha presentato tutto l’occidente sotto il dominio del capitale. La Malattia dei Fatti offre materia per una raccolta di saggi, piuttosto che per un singolo saggio, o per una sola lettera o recensione.
Recensioni
Recensioni pubblicate senza verifica sull'acquisto del prodotto.
L'articolo è stato aggiunto al carrello
Le schede prodotto sono aggiornate in conformità al Regolamento UE 988/2023. Laddove ci fossero taluni dati non disponibili per ragioni indipendenti da IBS, vi informiamo che stiamo compiendo ogni ragionevole sforzo per inserirli. Vi invitiamo a controllare periodicamente il sito www.ibs.it per eventuali novità e aggiornamenti.
Per le vendite di prodotti da terze parti, ciascun venditore si assume la piena e diretta responsabilità per la commercializzazione del prodotto e per la sua conformità al Regolamento UE 988/2023, nonché alle normative nazionali ed europee vigenti.
Per informazioni sulla sicurezza dei prodotti, contattare productsafetyibs@feltrinelli.it
L’articolo è stato aggiunto alla lista dei desideri
Siamo spiacenti si è verificato un errore imprevisto, la preghiamo di riprovare.
Verrai avvisato via email sulle novità di Nome Autore