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Mauro Simonazzi

Editore: Il Mulino
Anno edizione: 2004
Pagine: 455 p. , Brossura
  • EAN: 9788815097590

Quando, nel 1733, il celebre medico George Cheyne definisce la melanconia the English Malady, additandone le cause nel clima freddo e umido, nonché nel cibo troppo pesante e nello stile di vita sedentario prediletti dai suoi connazionali, il dibattito sull'argomento è già in corso in Inghilterra da un paio di secoli e investe simultaneamente i territori della medicina, della filosofia e della teologia. Lo hanno ravvivato, dopo le riflessioni medioevali sull'acedia, i processi per stregoneria del XVI secolo, che hanno visto da un lato gli inquisitori attribuire le varie patologie degli imputati alla possessione diabolica, dall'altro alcuni medici ricondurle invece risolutamente a cause naturali. L'interpretazione laica e scientifica finisce per prevalere, ma il dibattito continua sulle cause della malattia e sulle possibili cure: tramontata l'idea di placare le sofferenze del melanconico con preghiere e scongiuri, la scienza medica oscilla fra la tradizionale terapia che mira all'"evacuazione della bile nera" e il più moderno tentativo di "rinvigorire gli spiriti animali" ("rafforzare le difese", diremmo oggi) contro le insidie del morbo. Nel ricostruire i conflitti scientifici e filosofici che sul terreno di questa discussione proiettano le tensioni e le dinamiche di tutti i principali saperi del tempo, Simonazzi dà uno spazio particolare al trattato di Mandeville sull'ipocondria, caratterizzato dalla proposta rivoluzionaria di una terapia tutta psicologica, da condursi attraverso il linguaggio: un testo di grande interesse, non soltanto per le sue risonanze "pre-psicoanalitiche", finora trascurato tanto dai filosofi quanto dagli studiosi di storia della medicina.

Mariolina Bertini