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Sven Hassel

Collana: Narrativa
Anno edizione: 1998
Formato: Tascabile
  • EAN: 9788817030656

nella classifica Bestseller di IBS Libri - Narrativa straniera - Avventura - Narrativa di guerra e combattimento

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Recensioni dei clienti

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    Vittorio

    19/05/2016 15.58.58

    Duro racconto autobiografico di Sven Hassel (vero nome Willy Arberg), che testimonia ancora una volta quanto possano essere disumane e disumanizzanti la Guerra e la Dittatura. Hassel riesce a restituire molto bene le drammatiche situazioni, vissute durante il secondo conflitto mondiale nell'esercito tedesco, in un battaglione di disciplina. Da leggere.

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    susanna bottini

    10/05/2016 17.37.55

    M i ricordo molto bene di questi libri, negli anni '70 e '80 erano molto diffusi. Un po' per il contenuto, e molto per la veste grafica che era (ed è in parte rimasta) un po' modesta, di quelle che ti fanno pensare che si tratti di letteratura quasi di serie B, non ne avevo mai letto uno. Questo primo libro che ho finito di leggere non è male, anche se ho trovato dei difetti. Lo stile, che molto spesso sembra un'imitazione non troppo ben riuscita di Remarque - al quale Hassel evidentemente si ispira spesso -, e alcune cose del tutto inverosimili, tipo il soldato con soli tre denti che comunque mangia come un lupo, di tutto. In ogni modo, una lettura non spiacevole, anche se non l'ho trovata entusiasmante. Leggerò anche qualcos'altro e vediamo se mi ricrederò.

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    Alessio

    11/04/2014 20.12.11

    Non si parla di operazioni militari, strategie, burocrati o generali, di vinti o vincitori, "si parla solo di Guerra", spogliata di tutti i contorni storici, date, mappe geografiche, armamenti e tutto ciò che da sempre siamo stati abituati a leggere fin dall'infanzia nei libri di scuola. Siamo di fronte ad Una testimonianza, fredda, a tratti "sembrerebbe distaccata", e cruda di ciò che è stato IL SECONDO CONFLITTO MONDIALE. Il tutto visto dagli occhi e vissuto dai personaggi della 5° compagnia di disciplina, soldati senza idoli, svuotati della loro dignità, sull'orlo di un continuo esaurimento, poichè rincorsi quotidianamente dall'unico sentimento che poi è il filo conduttore di tutta la prosa ...LA PAURA DI MORIRE...Chi cede autolesionandosi, chi aspetta ormai, impassibile l'ora del tragico destino, chi fraternizza con il nemico, poichè del resto il vero ideale che accomuna tutti, sul fronte, e la consapevolezza di essere mandati a morte da fanatici, bugiardi ed "imbianchini isterici". Tutto ciò è racchiuso in questo prima volume, autobiografico, una denuncia a tutto ciò che è stato il più grande crimine della storia dell'umanità.

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    Gondrano

    11/04/2013 12.32.01

    Primo di una serie di libri di questo autore che ha vissuto la Seconda Guerra Mondiale nelle file della Wermacht e descrive gli orrori attraverso i quali è passato. Non viene risparmiato niente, tutto è sulla carta, e non occorre un grosso sforzo d'immaginazione per sentirsi al suo fianco tanto nel mezzo dell'azione quanto in un letto d'ospedale. Mi ha conquistato, e leggerò tutto quello che ha scritto.

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    Stefano

    04/04/2012 12.58.08

    E' il primo libro che leggo di Sven Hassel e di sicuro non sarà l'ultimo! Hassel racconta la propria esperienza di soldato, nell'esercito tedesco durante il secondo conflitto mondiale, dipingendo un'affresco duro e forte sulle condizioni in cui erano costretti i fanti tedeschi, anche loro innocenti vittime della follia hitleriana.

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    Silvia

    29/07/2011 15.28.04

    Molto bello, intenso e toccante questo libro. Ma questo libro non è un romanzo: è il racconto romanzato di tutto quello che succede all'autore in prima persona, dal momento in cui viene processato per diserzione in poi. In questa autobiografia si vivono insieme all'autore e ai suoi compagni delle esperienze assurde, crude, terrificanti. E' il racconto della guerra, così come veniva vissuta dai principali protagonisti, in prima fila al fronte, con la paura negli occhi, con la disperazione, la fame, il freddo, il terrore di non farcela... Si vive questa guerra assurda con un'altra ottica, da un altro punto di vista, che sta nel mezzo: che cioè non è nè quello delle vittime ebree deportate e sterminate, nè quello degli uomini in divisa che tiravano i fili stando dietro alle scrivanie. Si vive la guerra attraverso gli occhi di altre vittime: uomini comuni costretti ad arruolarsi, ad uccidere x sopravvivere, soldati con soli 3 settimane di addestramento, soldati di 16 o 62 anni, soldati che indossano la divisa tedesca ma che odiano le SS e Hitler... Sono uomini comuni che sognano la pace, la fine di tutto, uomini disposti a perdere un braccio o una gamba pur di non combattere più, uomini che fraternizzano con il "nemico", che riescono a vedere l'assurdo in una guerra ormai persa... uomini che vedono morire tutti i propri amici e compagni, uno dopo l'altro e che alla fine non possono far altro che rassegnarsi al destino aspettando che tutto finisca, in un modo o nell'altro... Molto toccante e particolarmente commovente la parte finale... Leggerò sicuramente anche gli altri libri di Hassel, che mi sento di consigliare solo a chi piace il genere. Voto: 10/10

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    Luigi

    17/11/2010 13.20.27

    un libro nudo e crudo sulla seconda guerra mondiale, dalla parte di chi la guerra l'ha persa. Il romanzo è molto triste, anche se godibile per l'ottima prosa dello scrittore. Nelle sue pagine riviviamo la storia (autobiografica) del soldato tedesco spedito sul fronte russo in una guerra devastante (sotto tutti i punti di vista). Un libro da leggere per capire, a fondo, gli orrori del secondo conflitto mondiale e per "immedesimarsi" negli uomini che l'hanno vissuto in prima persona.

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