Recensioni March. Libro uno

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    23/09/2018 08:20:19

    Sono un appassionato della nona arte e penso che il fumetto sia il mezzo ideale per esprimere l'azione, il movimento, l'evoluzione e l'impatto di temi importanti con un linguaggio nel contempo semplice e diretto. Questa graphic novel mi ha fatto ripensare e riflettere come tematiche che oggi diamo per scontate nel mondo occidentale, ma che fino a "pochi decenni fa" non lo erano, quali l'uguaglianza e il diritto di essere trattati da pari a pari, permangano di attualità in un mondo in continua evoluzione e che le rivoluzioni pacifiche portano sempre nel lungo termine a migliorare ed arricchire la società.

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    01/11/2017 10:03:47

    Bellissima Graphic Novel, comprerò altri

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    21/09/2017 12:54:51

    “Because of you”. Barack Obama sa che senza John Lewis non sarebbe salito su quel podio di fronte al Campidoglio. Per questo, dopo aver prestato giuramento come 44° Presidente degli Stati Uniti, consegna nelle mani di Lewis un biglietto su cui ha scritto tre semplici parole: “E’ merito tuo”. Perché se nel ’59 a Nashville John Robert Lewis non avesse deciso di sfidare le leggi razziali sedendosi al bancone di un fast-food per chiedere un sandwich, non ci sarebbe stato nessun primo Presidente nero della storia americana, nessuna Aretha Franklin che canta “My Country, 'Tis of Thee” di fronte a mezzo milione di persone in delirio, nessun Obey trasformato nello street artist più cool del pianeta grazie alla Hope obamiana. Eppure, nonostante gli insulti, le minacce e i lividi collezionati negli anni, pochi conoscono la sua storia. Siate onesti: quanti di voi, quando si parla di diritti civili degli afro-americani, non pensano a Martin Luther King o a Malcolm X? Di certo non vi verrebbe in mente questo vecchio pastore battista cresciuto tra i campi di granoturco a Troy, in Alabama. Per rimediare, leggete March. Se in Django Di Caprio non vi era simpatico o se avete sbadigliato guardando Selma, questa è la storia (a fumetti) che fa per voi. È una storia straordinaria, perché racconta di come un uomo, armato solo del suo coraggio e di una fede incrollabile, possa far saltare il Sistema. Senza esplosivi. Senza armi. In un’epoca in cui Facebook non esisteva e l’hashtag #BlackLivesMatter non era ancora stato inventato. Qualcuno potrebbe obiettare che i suoi sforzi sono stati vani, perché oggi alla Casa Bianca c’è Trump e il KKK non è scomparso (ha semplicemente sostituito i cavalli con le auto). Ma è proprio per questo che la sua storia va letta. Per sapere quali danni provocano i seminatori d’odio. Quindi mettete da parte i fumetti Marvel e leggete la storia di John Lewis, capace di sconfiggere i nemici senza l’aiuto di superpoteri. Scoprirete che i supereroi esistono davvero.

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