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Traduttore: A. Nadotti, N. Gobetti
Editore: BEAT
Collana: BEAT
Anno edizione: 2011
Formato: Tascabile
Pagine: 510 p., Brossura
  • EAN: 9788865590317
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Recensioni dei clienti

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    giorgio g

    04/01/2016 16.45.35

    Avevo letto su una rivista letteraria la recensione della trilogia di Amitav Gosh ed, incautamente, l'avevo acquistata tutta. Ora che sono riuscito con immane fatica a finire il primo volume dell'opera, mi sto interrogando se continuare con gli altri due libri o se passare ad opere più di mio gusto. Cosa mi ha infastidito? Parecchie cose: prima fra tutte il linguaggio in cui si riscontrano termini marinareschi noti soltanto ai "lupi di mare" (qualche esempio: "calumare la gomena!", "scalmiere e tornichetti"; "le ancore della goletta erano spedate e i parrocchettieri pronti ad alare le drizze"; "il canestrello si è sganciato e il fiocco e la briglia del bompresso si sono impigliati nel buttafuori"; "stroppato con l'amantiglio"). E poi le inserzioni di intere frasi nei linguaggi più diversi, bengali, hindi e urdù che rompono lo scorrere della narrazione ed ancora le oscenità e le schifezze profuse a piene mani dall'autore in particolare nel descrivere le condizioni dei due prigionieri a bordo della nave Ibis. Cosa si salva? Forse la descrizione delle miserrime condizioni dell'India del XIX secolo, a cui si contrapponevano le smisurate ricchezze dei pochi privilegiati. Un opera a mio avviso sconsigliabile.

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    GIANLUCA NEGRINI

    29/09/2014 16.39.44

    Un'epopea corale. Tante voci, suoni, profumi, colori. Tante emozioni e istinti primari. Ruota tutto intorno ad una nave ma è la portata dell'umanità che vi gira intorno quella che impressiona. Sono diventato complici dei sentimenti dei personaggi di questo romanzo veramente coinvolgente. Sono finito, pagina dopo pagina, in un mondo antico, a me completamente sconosciuto. E' la bellezza del racconto ricco di particolari storici e dettagli insoliti (soprattutto per il lettore occidentale). La scelta stilistica, suffragata anche da un intervento finale dei traduttori, di lasciare molti termini o frasi nella lingua originale ha appesantito la lettura in alcuni momenti. A ciò si aggiunga il ricorso, privo di legenda, a termini molto tecnici del mondo marinaresco. Nel complesso un ottimo romanzo.

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    Smapel

    02/06/2014 23.06.12

    Consigliatissimo. Libro d'avventura che si legge tutto d'un fiato. Magnifica ambientazione storica.

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    stefano

    11/07/2013 12.35.52

    Un meraviglioso guazzabuglio di lingue, persone, odori, storia. Una lettura che richiede pazienza ma gratifica con pienezza. Una bella esperienza. Passo al secondo

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    camillagatto

    02/12/2012 20.51.38

    Bel libro letto con piacere sto aspettando il 3 è uscito ? Lo regalo a Natale , ma ho qualche problema a trovarlo .

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    leonardo de chanaz

    15/11/2012 18.01.09

    Un'epopea, un romanzo di livello altissimo. Sensibile alla psicologia dei protagonisti, attento ai dettagli, travolgente e coinvolgente. Un capolavoro, una perla. Ho già letto il secondo e aspetto il terzo. Lo consiglio a tutti.

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    rosy

    29/05/2012 18.54.55

    Un capo lavoro si legge senza fiatare!sono impaziente di leggere il terzo volume. Ho vissuto con i personaggi di questa saga e non vedo l'ora di ritrovarli

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    Woland

    23/11/2011 23.48.24

    Ogni Vero Lettore mantiene il ricordo e la nostalgia dei primi incontri con i grandi, generosi romanzi che forgiano il gusto per la lettura, capaci di mescolare le storie con la Storia, che ci hanno tenuti svegli quando eravamo ragazzi o adolescenti. Poi crescendo si diventa più sofisticati, o forse solo rassegnati a mode letterarie più stitiche nel suscitare passioni, ma i Veri Lettori sperano sempre di ritrovare la sensazione di leggere sull'orlo del vuoto, senza cadervi dentro. Ora, immaginatevi Charles Dickens imbarcato sul Pequod di Melville e vi farete un'idea della fusione di effetti presenti nel romanzo di Amitav Ghosh, "Mare di Papaveri". Primo atto di una trilogia, racconta le avventure della goletta Ibis e del suo equipaggio, un microcosmo etnico e linguistico in cui si intrecciano le storie di una vedova sfuggita al rogo e di un raja condannato ai lavori forzati per debiti, di una giovane orfana francese e del meticcio americano figlio di una schiava liberata, più un'intricata ragnatela di personaggi, schiavisti, coolies, danzatrici, e un assortimento di lascari, marinai provenienti da tutti gli angoli dell'oceano indiano, comandati da Serang Alì, "personaggio d'aspetto formidabile", che ricorderà a molti il vecchio Long John Silver. Questo intreccio di storie si dispiega sullo sfondo della Storia, quando il colonialismo inglese impone alle campagne indiane la produzione dell'oppio, da usare come merce di scambio imposta con la forza alla Cina, quando si avvia, dice Ghosh, "un modello economico, militare e ideologico, che allunga la propria ombra anche sul presente. Le guerre dell'oppio rappresentano l'alba del libero commercio, guerre del capitalismo in difesa del capitalismo, con strutture e modelli che troviamo anche oggi negli stessi luoghi, con le stesse dinamiche, per le medesime ragioni". Se alla fine della lettura vi sentirete impazienti per il seguito, siete Lettori Fortunati: il secondo episodio, "Il fiume dell'oppio", è già in libreria.

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    Woland

    21/11/2011 10.34.47

    Ogni Vero Lettore mantiene il ricordo e la nostalgia dei primi incontri con i grandi, generosi romanzi che forgiano il gusto per la lettura, capaci di mescolare le storie con la Storia, che ci hanno tenuti svegli quando eravamo ragazzi o adolescenti. Poi crescendo si diventa più sofisticati, o forse solo rassegnati a mode letterarie più stitiche nel suscitare passioni, ma i Veri Lettori sperano sempre di ritrovare la sensazione di leggere sull'orlo del vuoto, senza cadervi dentro. Ora, immaginatevi Charles Dickens imbarcato sul Pequod di Melville e vi farete un'idea della fusione di effetti presenti nel romanzo di Amitav Ghosh, "Mare di Papaveri". Primo atto di una trilogia, racconta le avventure della goletta Ibis e del suo equipaggio, un microcosmo etnico e linguistico in cui si intrecciano le storie di una vedova sfuggita al rogo e di un raja condannato ai lavori forzati per debiti, di una giovane orfana francese e del meticcio americano figlio di una schiava liberata, più un'intricata ragnatela di personaggi, schiavisti, coolies, danzatrici, e un assortimento di lascari, marinai provenienti da tutti gli angoli dell'oceano indiano, comandati da Serang Alì, "personaggio d'aspetto formidabile", che ricorderà a molti il vecchio Long John Silver. Questo intreccio di storie si dispiega sullo sfondo della Storia, quando il colonialismo inglese impone alle campagne indiane la produzione dell'oppio, da usare come merce di scambio imposta con la forza alla Cina, quando si avvia, dice Ghosh, "un modello economico, militare e ideologico, che allunga la propria ombra anche sul presente. Le guerre dell'oppio rappresentano l'alba del libero commercio, guerre del capitalismo in difesa del capitalismo, con strutture e modelli che troviamo anche oggi negli stessi luoghi, con le stesse dinamiche, per le medesime ragioni". Se alla fine della lettura vi sentirete impazienti per il seguito, siete Lettori Fortunati: il secondo episodio, "Il fiume dell'oppio", è già in libreria.

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    Daniela

    11/09/2011 23.58.53

    Un bel romanzo scritto in maniera chiara, pulita e con un fantastico intreccio. Attendo con ansia il seguito!

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    Elena

    30/04/2010 10.02.43

    Semplicemente bellissimo! Attendo con ansia il seguito...

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    mariuccia

    07/01/2010 22.23.53

    Magnifica epopea. Aspetto il seguito

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    diletta

    03/08/2009 14.49.08

    libro presentato come splendido racconto della storia dell'India, risulta pesante, duro ed infinito....le pagine si saltano e non si capisce come l'autore abbia avuto intenzione di invogliare i lettori ad affrontare una trilogia con questo inizio !

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    Alessandra Ferrari

    03/06/2009 21.56.00

    Bellissimo libro che ti porta in epoche e mondi lontani di grande fascino. La tecnica di tratteggiare le vicende dei vari personaggi per poi fonderli nell'avventura dell'ibis aiuta a tenere viva l'attenzione che ogni tanto decade anche per la mole ed il peso del libro. Non do il massimo della votazione solo perchè mi sembra che la fine della storia sia un pò affrettata e monca, come se l'autore si fosse reso conto solo alla fine di aver scritto già troppo e di dover chiudere in fretta.

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    Sandra

    25/05/2009 00.41.22

    Un libro bellissimo che non stanca mai malgrado la mole,che ci porta in mondi lontani,ci racconta di vite diverse,di amori diversi,di realtà lontanissime eppure affascinanti.Veramente non vedo l'ora che venga pubblicato il seguito.

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    ivana

    09/03/2009 12.18.43

    Il libro, anche per la sua mole, ci permette di tuffarci al suo interno e avere la sensazione visiva ma anche sonora di essere parte di quella variegata folla che si aggira fra fiumi, mari e canali della citta di Calcutta. Grande preparazione e studio anche per narrare gli interessanti riferimenti storici.

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    Attilio Alessandro

    22/01/2009 07.59.28

    Bellissimo libro, molto, molto meglio di Shantaram. L'atmosfera è resa come in un dipinto iperrealista con tantissime sfumature diverse: il linguaggio dovrebbe essere incomprensibile ma l'abilità di Ghosh fa si che si possano capire persino le frasi scritte in hindi o in bengali o negli strani dialetti delle varie etnie asiatiche. Consiglio di leggerlo a chi ama i boni libri.

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    nadie

    09/01/2009 20.57.56

    Che dire? Stupendo. Non paragono mai i libri di autori diversi, e non ho letto altro dell'autore, una storia straordinaria, scritta e tradotta con maestria

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    simona

    18/12/2008 11.59.35

    In questo romanzo Ghosh ripropone un tema centrale della sua produzione, la diaspora indiana e non solo, in una forma narrativa che ricorda modelli classici ( il romanzo storico e quello d’avventura, alla Kipling) ma con elementi molto moderni, prima di tutto l’uso del linguaggio. Il tema dell’ibridazione e delle combinazioni e mutamenti di identità, lingue e modi di vita che si verificano quando gli individui escono dal contesto a cui sembrerebbero destinati dalla nascita è qui inquadrato in India, nell’anno 1838, ed è legato a fenomeni storici e sociali quali l’abolizione della schiavitù, il dominio inglese sull’India e le relazioni tra inglesi e aristocrazia indiana, la divisione in caste. A questo riguardo Ghosh non perde l’opportunità di esporre il proprio punto di vista sul colonialismo, sulle vere motivazioni di guerre apparentemente condotte a favore della libertà, sugli stereotipi che influenzano il modo in cui inglesi e indiani si relazionano. La nave Ibis è il padre-madre, l’incubatrice, in modi diversi per ogni personaggio, di nuove identità e di legami non più basati su regole tradizionali (le gerarchie sociali, la divisione in caste, in certi limiti anche la distinzione tra i sessi). In questo mi ha ricordato, in chiave ovviamente molto diversa, l’aereo dei Versi Satanici da cui vengono espulsi Saladin Chamcha e Gibreel Farishta. Ghosh non si limita a parlare di ibridazione, ma la mette in atto fisicamente nel linguaggio, una miscela di ligue, dialetti e gerghi. Ho letto nella nota che l’autore ha voluto che fosse preservata il anche in traduzione una leggera (molto molto leggera – Ghosh non è tipo da spaventare i lettori) osticità del testo, proibendo ad esempio l’uso di glossari e note esplicative. Termini e frasi in lingue straniere o in gerghi particolari non pregiudicano comunque in nessun modo la comprensione: Ghosh come ho detto è di animo gentile, non vuole allontanare nessuno e ha cura di spiegare e chiarire i passaggi chiave.

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    gianluca guidomei

    18/11/2008 12.20.25

    Erano anni che non leggevo un libro di avventura così bello. Amitav Ghosh considera quest' opera ( che in realtà sarà una trilogia ) come il vertice della sua produzione e devo ammettere che il primo capitolo di questa saga gli dà ragione. Oserei scomodare Kipling, del quale si respira la grande capacità di descrivere l' infinita eterogeneità del mondo indiano. C'è soprattutto in Ghosh la volontà di descrivere come l' incredibile mescolanza di etnie, culture, condizioni sociali rendano l' India moderna un paese-continente straordinario e forse inimitabile ( e qui c'è per fortuna una grande differenza con il filo-colonialismo di Kipling ). Il veliero Ibis, i protagonisti Deeti e Zachary sono degni di stare nell' olimpo della letteratura. Aspetto con ansia il seguito.

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