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Cristian Mannu

Editore: Giunti Editore
Collana: Scrittori Giunti
Anno edizione: 2016
Pagine: 160 p. , Brossura
  • EAN: 9788809819511

Recensioni dei clienti

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    MPP

    24/11/2016 03.48.42

    Storia di Amore, di morte e di resurrezione. Note di altissima poesia che ricordano Edgar Lee Masters e Fabrizio de Andrè. Lirica purissima e commovente, cruda e tenerissima.

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    Eva

    10/10/2016 13.33.05

    Una storia drammatica con personaggi che non mi hanno trasmesso alcun emozione; la lettura scorre veloce,la struttura del racconto sembra essere allettante all'inizio..poi mi assale una certa noia..per fortuna sono solo circa 100 pagine.. e infine parole un po' troppo volgari..troppo ricco di espressioni dialettali..

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    Mariflo

    25/09/2016 18.24.21

    Per una divoratrice di libri come me, una vera fatica. Eppure, il fatto che la narrazione riguardasse la mia terra, costituiva una grossa attrattiva. Invece poche emozioni e un vuoto finale. Interessante la struttura del racconto, il fatto che ogni capitolo riprende la stessa storia, quella di Maria di Isili appunto, ma dal punto di vista di ognuno dei protagonisti. Ogni capitolo è intervallato da parti che sono vera e propria narrazione e parti, scritte in corsivo, che sono più delle riflessioni: ecco, soprattutto queste, le ho trovate noiose, inutili e autoreferenziali.

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    Sergio Pancaldi

    14/07/2016 16.33.38

    Premio Calvino 2015. Libro bellissimo che alterna voci e stili. Al centro c'è la storia di una donna vista da prospettive sempre diverse. Sorprende la capacità dell'autore di plasmare la lingua e la sua musica. Testo potente, evocativo, universale. Le poche frasi in sardo non disturbano, sono sempre sciolte, e il testo scorre veloce dall'inizio alla fine. C'è la grandezza dei poemi omerici e della tragedia greca dentro quest'opera, c'è il ritmo di Pavese, ma ci sono anche i profumi della Sardegna e gli odori della vita vissuta dalle persone più umili e vere. Consigliatissimo.

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    Laura

    03/05/2016 16.24.01

    Il libro si legge in due ore, indubbiamente ben scritto. Ho apprezzato in particolare la narrazione: gli eventi raccontati da ciascun personaggio si arricchiscono di particolari, divergono, e si svelano per come ognuno li ha vissuti, percepiti e sofferti... Comprendo - da sarda conoscitrice della lingua sarda - le perplessità dell'amica trentina: la traduzione di certe espressioni non arriva mai al lettore con lo stesso livello di intensità. Al di là di ciò, il mio voto é medio perché ritengo che sia difficile tratteggiare personaggi "deleddiani" così estremi come Maria ed Evelina senza essere Grazia Deledda.

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    evelyn

    02/05/2016 05.46.03

    Lettura scorrevole, libro che si legge in poche ore. Intenso il ritratto di Maria... mi sono commossa leggendo alcune pagine. Tuttavia non lo consiglierei ... io l'ho preso anche perché nella quarta di copertina di parla di accabadore (e da qui il mio pensiero al bellissimo "Accabadora" della Murgia) , ma a me non pare di aver letto di accabadore in questo romanzo ....eccessive inoltre le espressioni sarde... gli isolani potranno apprezzarle più di me, trentina, anche per le sfumature e il contesto culturale. il finale è raffazzonato alla meno peggio, all'improvviso il racconto si proietta molto in avanti rispetto al periodo in cui è ambientato il racconto nei primi capitoli e sinceramente ho fatto fatica a collocare improvvise apparizioni di nipoti e bisnonne ... tutte poi con lo stesso nome, Maria e Rosaria...beh .. ho occupato il tempo in una domenica piovosa e ho imparato il termine "mischineddu"..

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