Martha Peake - Patrick McGrath - copertina

Martha Peake

Patrick McGrath

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Traduttore: A. Raffo
Editore: Bompiani
Anno edizione: 2003
Formato: Tascabile
In commercio dal: 21 maggio 2003
Pagine: 372 p.
  • EAN: 9788845254420
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È la storia di Martha Peake e di suo padre Harry, poeta e contrabbandiere, dal quale ha ereditato l'ardore ma non la passione per il gin. Quando Harry, offuscato dagli effetti dell'alcol, commette un ultimo innominabile gesto di brutalità, Martha, temendo per la sua stessa vita, decide di fuggire nelle colonie americane. Una volta al sicuro si immerge nelle ardenti passioni della ribellione, ma anche in questo nuovo mondo è incapace di sfuggire alla morsa del passato. Coinvolta in una rete di tradimenti, si riscatta con un ultimo, indimenticabile atto di coraggio.
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    Claudio

    23/09/2018 18:51:38

    Differente è l'aggettivo che mi sento di attribuire a questo romanzo. Rispetto al resto della sua produzione, infatti, è apprezzabile il taglio storico, meno attento alla psicanalisi del personaggio e più descrittivo. Harry, il protagonista di "Martha Peake", è il classico poeta maledetto, deforme nel fisico e tormentato dal suo passato, il quale lo porterà ad allontanarsi dall'amata figlia Martha, le cui vicende, a dispetto dell'ambientazione retrò, regalano uno spaccato di vita a mio avviso tremendamente attuale. Un testo da leggere tutto d'un fiato, che ispira a riflettere sui lati più oscuri dell'animo umano.

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    Lela

    28/03/2015 13:32:59

    un mcgrath diverso dal solito, forse per via dell'ambientazione storica. ho letto tutto ciò che ha scritto l'autore cercando di seguire la sua evoluzione stilistica (nell'ordine di uscita inglese: grottesco, spider, il morbo di haggard, follia, martha peake, port mungo, trauma e l'estranea). martha peake, a mio parere, non è nè peggio nè meglio di follia: è semplicemente unico. il fatto che, l'autore, riesca a mettere in primo piano i sentimenti dei protagonisti è sempre un piacere. mcgrath ti fa entrare dentro i personaggi stessi e alla fine del libro quasi ti spiace lasciarli. mi piace l'alone di mistero che si ritrova costantemente, c'è sempre un qualcosa di sospeso che lascia libera interpretazione. chi è davvero ambroise? nessuno lo saprà mai...

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    SPTW

    05/01/2011 17:18:32

    Ho letto Martha Peake tanti anni fa e non mi piacque affatto, così come "Il morbo di Haggard" , e "Spider". Dopo questi libri fallimentari non ho più letto nulla di questo autore. Di lui consiglio solo "Follia" e "Grottesco", che sono i suoi primi romanzi: coinvolgenti ed innovativi.

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    mari

    07/01/2010 10:20:56

    Romanzo stranamente artificioso. Sembra che McGrath abbia voluto cimentasi nell'impresa di scrivere al giorno d'oggi un romanzo settecentesco. Somiglia infatti, nell' ambientazione, nei personaggi, e nell'impostazione narrativa, a una via di mezzo fra Cime Tempestose e La lettera scarlatta. Tuttavia non è che un'imitazione, e si sente: nella profusione di lacrime, di drammi, di disgrazie, di eroismi, il lettore avverte la forzatura, e Martha Peake non potrà mai rimanerci nel cuore come Cathy Earnshaw.

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    Francesca

    14/09/2009 12:19:14

    Bellissimo romanzo, migliore di follia.

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    valentina

    31/07/2009 14:32:45

    Il primo approccio che ho avuto con questo scrittore è stato il libro "Follia". Mi è piaciuto molto pertanto ho pensato di continuare con un altro libro dello stesso autore..... che delusione!!!!!!!! monotono, cupo, in certe parti anche al di fuori della realtà. Direi che non lo consiglio per niente. Ciao a tutti

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    Elisa da Torino

    31/01/2009 15:02:04

    Anche la scrittura è fine e ben strutturata, questo romanzo non mi ha lasciato molto... L'ho letto dopo FOLLIA e in parte speravo in una storia e una narrazione che avessero lo stesso impatto. Resta un buon libro, ma non il migliore di P.MG.

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    ilaria

    12/06/2008 16:12:18

    bellissimo!letto tutto d'un fiato!il finale mi ha fatto emozionare!un altro capolavoro insieme a follia,belli alla pari!

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    moreno

    19/03/2008 11:22:02

    nelle prime 150 pagine non sembra neppure McGrath, prolisso, poca suspance..ti viene voglia di smettere.. poi da quando Martha va in America il libro prende quota.. e diventa piacevole. Non sono d'accordo con chi lo giudica il miglior libro di McGrath.

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    Davide D.

    08/05/2007 23:07:41

    Patrick McGrath è sicuramente uno scrittore molto discontinuo, con degli alti e bassi lontani anni luce fra loro. Bellissimi "follia", "grottesco", decisamente meno belli "spider", "il morbo di Haggar". Con Martha Peake spero abbia toccato il fondo. Una trama assurda raccontata con un linguaggio prolisso, pieno di Oh! Ah! Ahimé! Un finale che ti lascia con diversi punti interrogativi sospesi sopra la teca cranica. Un libro da evitare.

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    Roberto

    31/08/2005 09:35:34

    Intenso, scorrevole, complesso, torbido. Sicuramente un bel libro (forse non all'altezza degli altri dello stesso autore - Follia resta un capolavoro almeno per me). Concordo sul fatto che possa essere un po' banale nell'avvicendarsi degli accadimenti ma il risultato finale non è male. La scrittura di McGrath è sempre piacevolissima e la sua capacità di descrivere gli stati d'animo dei diversi personaggi è semplicemente eccezionale.

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    more

    02/05/2005 23:45:29

    sono d'accordo con biancolupo,non mi è piaciuto,sono arrivata a fatica a metà poi sono andata direttamente alle ultime pagine così giusto per vedere come finiva ed era come pensavo, prevedibile e banale. niente a che vedere con 'follia' che mi ha catturato dall'inizio alla fine. la leggere anche 'il morbo di haggard' e 'grottesco' dello stesso autore.

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    biancolupo

    06/04/2005 10:42:46

    Spesso mi viene il dubbio di essere io a non saper apprezzare le cose, ma francamente dissento dall'entusiasmo dei precedenti messaggi. Ho trovato questo libro in biblioteca e ho splafonato i tempi di riconsegna: lettura faticosa, storia banale, personaggi senza spessore, atmosfere d'epoca e luoghi per nulla tratteggiate, superficialmente didascalico e nemmaanco evocativo, intreccio da romanzo d'appendice. Dico: ma se mi ambienti una vicenda in America alle soglie della rivoluzione, ma almeno fammi 'na bella descrizione della natura selvaggia, degli intrecci e intrighi politici, dell'ambiente sociale dei coloni.... Macchè, niente... In biblioteca hanno anche "Follia"; che dite: val la pena?

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    Silvia

    13/01/2005 14:25:11

    Molto bello, nè più nè meno di Follia.

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    Viktoria

    20/09/2004 21:09:42

    Bello ma un pò ferraginoso nella prima parte. Si movimenta, esplode e sorprende solo nella seconda metà che è meno prosaica e più incalzante.

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    dalia caimi

    28/08/2004 21:14:40

    mi spiace doverlo ammettere ma con questo libro il mio scrittore preferito mi ha deluso. ho trovato la storia alquanto prevedibile e noiosa. non voglio infierire oltre ma il testo non può reggere il confronto con gli altri racconti di macgrath.

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    Eddie V.

    15/04/2004 00:45:25

    Nè meglio nè peggio di Follia... semplicemente meraviglioso come solo Mc Grath riesce ad essere in ogni romanzo! talvolta struggente...

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    kiki

    31/03/2004 21:24:36

    bellissimo libro. molto avvincente scorrevolissimo.... anke se follia personalmente non si batte!

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    maria

    10/02/2004 13:23:57

    E' un libro da leggere tutto d'un fiato. Migliore di follia.

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  • Patrick McGrath Cover

    Scrittore inglese. Il padre lavorava come psichiatra nel manicomio criminale di Broadmoor, dove il giovane Patrick passa gran parte della propria infanzia.A 21 anni si è trasferito in Canada dove ha lavorato nell’ospedale di Oakridge. Non ha perciò seguito la strada del padre e non si è laureato in psichiatria; la sua irrequietezza lo ha portato altrove, alla scrittura, ed ha immediatamente conquistato i lettori con la trama originale e coinvolgente di Follia, con oltre 500 mila copie vendute, e un successo che dura nel tempo.Dai suoi romanzi sono stati tratti i film The Grotesque (1995), di John-Paul Davidson, Spider (2002), di David Cronenberg e Asylum, di David Mackenzie nel 2005. Approfondisci
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