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Hilary Putnam

Traduttore: G. Criscuolo
Editore: Adelphi
Anno edizione: 1993
Pagine: 360 p.
  • EAN: 9788845910227

scheda di Marconi, D., L'Indice 1994, n. 3

È il primo volume dei "Philosophical Papers" di Putnam (il secondo era già stato tradotto, sempre da Adelphi, nel 1987); contiene prevalentemente articoli degli anni sessanta, il periodo in cui il filosofo di Harvard si era occupato più intensamente di filosofia della matematica e della fisica. Putnam è oggi molto noto, anche per la sua recente attività semidivulgativa o comunque rivolta a un pubblico più vasto di quello degli addetti ai lavori filosofico-analitici; attività che lo rende più simile (credo intenzionalmente) a un filosofo "continentale". Può dunque essere interessante tornare ai saggi che hanno fatto la sua fama presso i professionisti. Tra quelli qui inclusi, i più noti e influenti sono forse quelli dedicati alla fisica dei quanti e alla sua logica: Putnam sostiene che la meccanica quantistica impone l'adozione di una logica diversa da quella classica. Si può dunque sostenere che la logica è "in un certo senso una scienza naturale"; è il mondo a decidere - rendendo vera la teoria dei quanti piuttosto che un'altra teoria - quale logica è quella "giusta", cioè quella che tratta come equivalenti le proposizioni che sono davvero equivalenti (NB: in questa edizione, la formulazione conclusiva di p. 204 è resa incomprensibile da un errore di stampa. Si legga p. (q V r) = p.q V p.r). Da cui il titolo originale ("La logica è empirica?") dell'articolo qui ristampato come "La logica della meccanica quantistica". Un altro testo molto celebre è "Ciò che le teorie non sono" (1962), con cui Putnam contribuì a smantellare la dicotomia tra teorico e osservativo, caratteristica dell'epistemologia del neopositivismo, ponendo una delle premesse della filosofia della scienza postpositivista.