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    Elvira S.

    17/05/2014 13.08.23

    Splendido film. Intensissimo, doloroso, ma mai incline al vittimismo, al pietismo, alla retorica, che sono pericoli reali quando si trattano temi del genere. Bravissime anche le attrici, tutte e quattro le protagoniste, anzi cinque inclusa la balbuziente. E quei primissimi piani bergamaniani. Mi colpisce che sia stato un uomo ad affrontare questo tema e poi a saperlo sviluppare con tanta forza e delicatezza. Bravo davvero. Mi è piaciuta anche la sceneggiatura, sobria, acuta, forse persino troppo (se volessi trovare un neo) nel parlato della rumena e delle altre. Molta poesia e molta realtà. Moltissima tristezza, dall'inizio alla fine, perchè è tutto come sembra, c'è troppa verità. Penso che questo film debba essere conosciuto dalle associazioni e gruppi sul pensiero femminile. Io farò la mia parte. Maternity Blues non è solo un bel film, é un film importante.

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    Daniele

    05/07/2013 10.01.09

    A me è sembrato uno dei film italiani più belli di sempre: per il coraggio, per la direzione delle attrici (e di due bravi attori), per il rifiuto degli effetti - e dei giudizi - facili. Una speranza. E' probabile che, anche se il cinema vi appassiona, non abbiate sentito parlare di «Maternity Blues». Gira poco, nonostante sia stato distribuito da Fandango. E i media ovviamente non possono/vogliono informare su un film che affronta un tema rimosso, ma soprattutto che evita di dare giudizi, che non colloca il bene tutto da una parte e il male tutto dall'altra. In modo sommesso ma profondo Fabrizio Cattani ci ricorda quanto sia pesante sulle madri, soprattutto nei Paesi cattolici, l'obbligo di essere madonne, sante per forza. Qualunque cosa succeda loro, quale sia la loro età e il contesto, spesso le concrete, fragili donne credute "madonne" restano sole: se la depressione post partum (che viene appunto definita maternity blues oppure baby blues) si protrae, se per mille motivi non reggono, se intorno a loro crolla tutto? eccole senza aiuti, magari con accanto tante e tanti a pontificare che l'istinto della maternità risolverà ogni cosa, che "le creature" sono sempre e solo una benedizione.E' importante che un film così circoli, sia discusso. E che persone come Fabrizio Cattani (ma anche Grazia Verasani che oltretutto ha collaborato alla sceneggiatura del film) possano raccontarci queste storie, aiutarci a riflettere e anche farci incontrare nell'Italia a maggioranza maschilista, manichea e violenta ma sempre ipocrita. Dà speranza un film così.

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    Chiara V.

    23/05/2013 15.52.10

    Sono rimasta seduta muta per lunghi minuti dopo la fine del film. Come se, in qualche modo mi dispiacesse abbandonare e lasciar andare queste persone, perchè grazie al film ho capito che anche loro sono persone, non soltanto criminali o pazze. Il film mi ha colpito il cuore in pieno, cosa che non mi ricordo quando mi successe l'ultima volta al cinema. Questo é cinema vero, perchè fa quello che sarebbe il compito del cinema: ovvero non a scopo di lucro, ma per commuovere, far riflettere, lasciarci dentro un messaggio, un punto interrogativo, un vuoto. Straconsiglio a tutti che non hanno paura di emozionarsi profondamente. Io sono uscita dal cinema piangendo. Film meraviglioso.

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    Mario

    23/05/2013 14.40.43

    Bellissimo, davvero: anche la regia, la sceneggiatura sono davvero straordinarie. le attrici sono tutte dei "gioielli" per il resto mi sono ricordato delle prime volte che sono entrato in un carcere, anche di massima sicurezza, ed ho trovato semplicemente degli esseri umani. Si parla anche della nostra vita: di quello a cui non pensiamo spesso ma che ci appartiene? il senso di colpa, la vita che prende direzioni incomprensibili, il "già deciso" che ci invade l'esistenza.. Non è facile raccontare quello che mi ha colpito. Direi l'atmosfera del film, l'insieme. Però vorrei sottolineare alcune cose. - La scena in cui la madre si estranea talmente da se stessa e dal mondo d mettere il figlio in lavatrice insieme ai panni. Vorrei sottolineare il decoro, il rispetto, il pudore con cui il regista tratta la scena. Il dramma è in primo piano ed è tutto molto chiaro senza che nulla evochi uno splatter. La telefonata, il pianto dei bimbi . La situazione è complessa e il regista ne esce con un'eleganza e un'espressività unica! - La scena in cui la ragazza incontra il marito con quella frase che sembra "volteggiare" su tutto il film :" continuare ad essere il marito del mostro". Il pianto di lei è l'essenza del cinema. Bravissima l'attrice. ma ci sarebbe molto da dire

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    cristina

    11/02/2013 12.30.51

    Un film cupo e lento, recitato in maniera didascalica. Peccato, perchè il tema è di grande attualità e poteva dare spunti di riflessione più incisivi. Carino solo il titolo.

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  • Produzione: Fandango, 2012
  • Distribuzione: CG Entertainment
  • Durata: 95 min
  • Lingua audio: Italiano (Dolby Digital 2.0 - stereo)
  • Lingua sottotitoli: Italiano per non udenti; Francese; Inglese
  • Formato Schermo: 2,35:1
  • Area2
  • Contenuti: dietro le quinte (making of); video musicale; scene inedite in lingua originale; trailers