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Jean-Claude Schmitt

Traduttore: M. Garin
Editore: Laterza
Edizione: 6
Anno edizione: 2007
Formato: Tascabile
Pagine: 159 p. , ill. , Brossura
  • EAN: 9788842073437

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    Bruno Bianco

    06/02/2015 18.24.50

    Originariamente pubblicato nel 1988 come capitolo dedicato alle superstizioni nell'"Histoire de la France religieuse" (vol. I: "Des origines au XIVème siècle") diretta da J. Le Goff e R. Rémond, questo saggio di Jean-Claude Schmitt ha già conosciuto meritatamente cinque ristampe nella traduzione italiana. Sebbene ovviamente l'angolo di visuale sia concentrato prevalentemente sulla Francia, nondimeno il lavoro getta luce sulla storia della mentalità religiosa del medioevo in generale. Non si tratta solo di un repertorio delle credenze superstiziose della religiosità popolare, ma anche di un'analisi delle strategie di neutralizzazione da parte della gerarchia ecclesiastica cattolica, sui resoconti della quale è in prevalenza basata la nostra conoscenza del fenomeno. Tali strategie appaiono differenti nell'Alto e nel Basso Medioevo (rispettivamente secc. V-X e XI-XIV): mentre nel primo periodo la Chiesa applica schemi tipologici astratti inquadrando le "devianze" nelle teorie elaborate dalla Patristica (e in primis da S.Agostino), che vedono in esse sopravvivenze della religiosità pagana, nel secondo la diversificazione progressiva degli strati sociali con la comparsa dei ceti cittadini induce le autorità ecclesiastiche ad una più attenta osservazione delle concrete manifestazioni delle credenze popolari. E' anche il tempo in cui il consolidamento dell'organizzazione gerarchica del Cattolicesimo sviluppa istituzioni come l'inquisizione, nel segno di una crescente intolleranza verso ogni forma di "devianza" dall'ortodossia, in cui il confine tra superstizione ed eresia si fa labile, come dimostra il sempre più ampio diffondersi dell'accusa di "stregoneria". Un sobrio apparato iconografico e una bibliografia essenziale completano il volume, che ha il pregio di un'esposizione chiara ed accessibile non solo ad un pubblico di specialisti.

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