Mele - Richard Milward - copertina

Mele

Richard Milward

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Traduttore: V. Latronico
Editore: Bompiani
Anno edizione: 2008
In commercio dal: 19 marzo 2008
Pagine: 243 p., Brossura
  • EAN: 9788845260452
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Gaia la libraia

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Due quindicenni a Middlesbrough. Lui, Adam, è uno "sfigato", non ama le feste e non conosce il sesso; l'unica trasgressione è rubare le riviste porno nascoste dal padre. Lei, Eve, è disinibita, bella, sensuale, ama il sesso, le discoteche, gli sguardi dei ragazzi che si posano su di lei, vestita appena da un top, mentre balla, imbottita di popper e alcol; suo padre non c'è e sua mamma è malata. Estroversa come'è, Ève si incuriosisce di un timido come Adam: la sua sensibilità finora nascosta, vince il richiamo delle feste, delle droghe sintetiche, delle notti insonni e allucinate. Ed è così che Adam ed Eve hanno il loro primo incontro ravvicinato, ma è solo l'inizio di un tenero e pericolosissimo amore. Una storia sull'amore tra due ragazzi invischiati nelle perversioni del mondo, eppure pervasi da un'innocenza antica, primordiale. Due novelli Adamo e Eva che, come tutti i ragazzi, tentano di riscrivere, senza pensarci troppo, e senza saperlo, le regole della vita.
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    sere85

    03/06/2008 17:43:47

    Carino... con questo ho detto tutto.

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    elena

    04/04/2008 12:22:48

    forse saranno state le troppe aspettative legate a molte recensioni entusiaste, ma a me questo libro proprio non è piaciuto. Non solo non c'è amore, ma non ho trovato nemmeno l'ombra di un sentimento o un briciolo di umanità in questi personaggi irreali, ragazzini sperduti nel mondo delle droghe, della violenza e del sesso occasionale. Potrebbe comunicare tanto sulla realtà degli adolescenti del nuovo millennio, ma resta sempre in superficie, cercando di sconvolgere il lettore con uno stile diretto e incisivo, che però fa trapelare poco o nulla fra le righe. Lette le prime 50 pagine, si è già letto tutto quello che c'è da sapere e che questo libro può lasciare. Fra i due protagonisti, voci narranti che si alternano nei vari capitoli, preferisco sicuramente Adam, molto più vero, molto più umano e molto più sperduto... ma il rischio di cadere in uno stereotipo non abbandona nemmeno lui.

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