Le menzogne della notte

Gesualdo Bufalino

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Editore: Bompiani
Anno edizione: 2001
Formato: Tascabile
In commercio dal: 7 agosto 2001
Pagine: 192 p.
  • EAN: 9788845291500
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    Francesca

    03/09/2020 05:17:44

    Sopraffino e brillante, uno di quei libri che non esaurisce la propria ragion d' essere e la propria " funzione" all' interno delle pagine sulle quali è scritto; continua a germogliare nell'anima e nel pensiero. Scrittura barocca, codice alto, ma lettura agevole e totale: lo si legge con tutti i sensi che si hanno a disposizione. Come sia riuscito a farlo resta un mistero! Geniale l' idea, geniale l ' aver architettato etici dubbi e fotografato un cambio epocale che segna sia le vite individuali che il sentire sociale. Una splendida esperienza di lettura.

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    Sandro G 74

    10/08/2020 04:51:49

    Una delle tante perle letterarie di un vero fuoriclasse della parola scritta. Opera che rimanda per stile e trama ai romanzi ottocenteschi piu' raffinati, atmosfera compresa. Ma al di la' dell'intreccio narrativo e' la magnifica qualita' della prosa che fa la differenza, un linguaggio alto e barocco, ricco di sfumature multicolori, vale da solo l'acquisto di questo romanzo. Opera che ritengo comunque un gradino sotto rispetto al capolavoro di Bufalino, "Diceria dell'untore", quantomeno piu' moderna concettualmente e strutturalmente, e piu' inquietante nella sostanza; idem per la bizzarra e policroma raccolta di racconti "L'uomo invaso".

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    Kien

    01/07/2020 09:32:14

    Brioso, fresco e originale. Gesualdo Bufalino, professore Siciliano, fece il suo esordio come scrittore solo tardivamente, superati i sessant'anni di età, con "Diceria dell'untore". "Le menzogne della notte" è uno dei suoi romanzi più conosciuti e l'ho trovato brillante. E' un piccolo pezzo d'arte, una meravigliosa perla di letteratura. Lo stile di Bufalino è alto, immaginoso e ricco di metafore, dall'aggettivazione preziosa e ridondante, con risultati di barocca sontuosità. Bufalino stesso ha motivato le sue scelte stilistiche: «Il registro alto, lo scialo degli aggettivi, l'oltranza dei colori, mi pareva, e pare, il modo che ci resta per contrastare l'ossificazione del mondo in oggetti senza qualità e per restituire ai nostri occhi ormai miopi il sangue forte delle presenze e dei sentimenti.». Il romanzo si svolge su un'isola (probabilmente borbonica); i protagonisti sono dei prigionieri rinchiusi in una cella, che saranno giustiziati alle prime luci del giorno successivo. Il periodo coperto dal romanzo va dal crepuscolo fino all'alba. Durante questo tempo, con umore Decameronesco, i prigionieri si raccontano a vicenda esperienze di vita. Leggendo alcune recensioni, ho visto che alcuni lo hanno definito un "romanzo difficile": personalmente, posso dire di averlo letto senza sforzo in un paio di pomeriggi. Lo stile non è comune, ma sono sicuro che un lettore esperto non avrà nessun problema nella comprensione. Alcune divagazioni sono volutamente fitte e ingarbugliate, ma non sono rilevanti per la comprensione delle storie, la cui lettura va affrontata con curiosità, e nient'altro. Per i lettori meno esperti, affrontare uno stile simile potrebbe essere problematico; vi consiglio, in tal caso, di rimandare la lettura per poter apprezzare nel modo migliore possibile la struttura del romanzo. Consigliato.

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    Alex

    15/05/2020 22:19:33

    La lingua delle opere di Bufalino è alta, decisa, barocca, esuberante. "Le menzogne della notte" ripercorre le ultime ore di quattro condannati a morte, ciascuno dei quali, su consiglio di una quinta persona, un estraneo che divide la cella con loro, confida la propria storia ai presenti. Un gioco del rovescio continuo, inatteso e brillantemente congegnato.

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    Pino

    12/05/2020 11:19:53

    Amo profondamente Bufalino. Quando leggo i suoi libri percepisco la vera natura dello scrivere e le sensazioni che l'autore sa coglie e delle quali, di rimando, noi godiamo i frutti. Questo romanzo "breve" descrive la vera essenza della natura umana davanti al buio della notte che incombe sui quattro personaggi. Bufalino ci costringe alla lettura con una trama che è una spirale dove, mentre ci avvicina ad una fine che appare scontata, il lettore diventa anch'esso prigioniero in attesa di un verdetto già emanato.

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    FranLem

    07/03/2020 21:18:02

    Prima opera di Bufalino che leggo. Bel libro, penna eccezionale, telaio ben architettato. Consiglio!

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    Sandro G. '74

    04/11/2019 09:37:02

    Trama intrigante, atmosfera degna di un fuoriclasse della letteratura italiana, stile impareggiabile. Bufalino è stato una delle nostre migliori penne degli ultimi 50 anni, personaggio schivo, (come piace a me), lontano anni luce dai riflettori mediatici e letterari, anzi si sarebbe augurato, come affermò in un'intervista, di essere pubblicato postumo. In un mondo, quello letterario, ed in genere artistico, o pseudo tale, pieno di prime donne senza arte nè parte, il grande Gesualdo risplende ancora oggi come personaggio inusuale in contro tendenza alle mode del momento. Leggere un tipo di prosa così meravigliosa, al di là delle tematiche affrontate, è pura goduria intellettuale, da far leggere ai nostri ragazzi delle scuole superiori, per far loro rendere conto dello stato pietoso in cui si è ridotta la nostra meravigliosa e ricchissima lingua, e sul modo con cui oggigiorno molti scrittori italiani e non credono purtroppo di far letteratura, usando un linguaggio identico a quello parlato.

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    Alberto

    24/09/2019 21:54:21

    Non sospettavo di avere tra le mani un libro che mi avrebbe lasciato così di stucco sul finale: magistralmente scritto, il libro ti racconta, con stili e tinte differenti, delle vicende separate di 4 reclusi di cui un condannato a morte...ma forse no, forse si sta parlando di tutt'altro. Da leggere e gustare fino alla fine.

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    Lorenz13470

    21/09/2019 21:41:19

    Un libro scoperto per caso. Mi lasciava il desiderio fisico di continuare a leggerlo per capire come sarebbe finito. Cosa fanno dei condannati a morte per ribellione (vera o presunta) la loro ultima note? raccontano le storie della loro vita. fino all'ultimo non si sa se uno di questi accetterà l'offerta del governatore di salvare tutto il gruppo purchè si tradisse (in maniera anonima) il capo dei ribelli.

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    Chiara

    19/09/2019 10:23:47

    Uno dei più grandi maestri narratori siciliani, nel declinare il suo concetto di “isolitudine”, regala una delle opere della sua produzione più pirotecniche per ciò che riguarda la lingua e sorprendenti per la costruzione narrativa. Da divorare in una notte.

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    Marco

    04/09/2019 15:58:37

    Libro veramente bello, macinato in due giorni intensi. Siamo nell'800 in un'isola penitenziaria e sullo sfondo di un immaginario risorgimento borbonico quattro condannati a morte ripercorrono, insieme, le loro avventurose esperienze di vita. Insomma, un avvincente "Decamerone" notturno.

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    Cristina

    11/03/2019 22:18:24

    Ingredienti: un carcere in un’isola deserta siciliana a metà ‘800, l’ultima notte di 4 rivoluzionari condannati a morte, una proposta in extremis per aver salva la vita, 4 ricordi sospesi tra realtà e bugia per riempire l’attesa. Consigliato: a chi vuole scoprire uno scrittore di grande talento esibirsi in un piccolo “Decamerone” dalle tinte gialle, a chi è disposto ad accettare ogni menzogna per arrivare alla verità.

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    Marika

    22/12/2018 21:29:41

    Siamo a metà 800. In un carcere su un’isola deserta, quattro uomini decidono di riempire l’ultima notte della propria vita, prima di salire il patibolo, raccontando di sé. A turno, ogni condannato racconta la propria storia, tenendo viva l’attenzione del lettore fino alla fine. Tra l’altro ho apprezzato il modo di scrivere dell’autore.

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    Patrizio

    19/09/2018 12:48:31

    A noi due... Bufalino gioca come non mai con l'iperletterarietà, con il citazionismo, con l'invenzione letteraria, tutto all'interno di una cornice decameroniana. Capolavoro

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    Alinghi

    02/09/2018 13:20:32

    Bellissimo libro, avvincente coinvolgente con sempre piu forza con il progredire della storia. Storia semplice, ma potente. Unica pecca un italiano eccessivamente arcaico che richiede parecchie pagine per abituarcisi...da leggere

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    angelo

    27/08/2018 11:40:24

    Ingredienti: un carcere in un’isola deserta siciliana a metà ‘800, l’ultima notte di 4 rivoluzionari condannati a morte, una proposta in extremis per aver salva la vita, 4 ricordi sospesi tra realtà e bugia per riempire l’attesa. Consigliato: a chi vuole scoprire uno scrittore di grande talento esibirsi in un piccolo “Decamerone” dalle tinte gialle, a chi è disposto ad accettare ogni menzogna per arrivare alla verità.

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    Elena8573

    24/08/2018 09:55:58

    Vincitore del premio Strega questo mirabilissimo romanzo racchiude dentro di se uno stile ricercato nei termini e armoniosamente poetico. Sembra di leggere un libro classico nello svolgimento dell'intreccio narrativo grazie all'utilizzo di una terminologia assai ricercata e desueta. La storia si svolge tutta in una unica notte che porterà al patibolo 5 persone, le stesse che capitolo per capitolo narrano la loro storia, bellissimo. Lo consiglio anche se non ancora finito. Incipit: Mangiarono pochissimo o niente. Le portate, sebbene più ricche dell’ordinario, per come s’era ingegnato di condirle un secondino volenteroso, avevano un sapore nemico, ne’ v’era boccone che in gola non diventasse una cenere.

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    Luca Aquadro

    22/07/2017 11:06:46

    Un'isola. Un carcere. L'ultima notte di quattro patrioti italiani condannati a morte per lesa maestà nel Sud di metà Ottocento. Sono questi gli ingredienti di base del romanzo "Le menzogne della notte", pubblicato da Gesualdo Bufalino nel 1988. Ma, come in tutte le ricette che si rispettino, a fare la differenza sono i dettagli meno evidenti. E così, pagina dopo pagina, man mano che il lettore si ritaglia un posto nel buio della cella, il tempo pare fermarsi e il ritmo delle onde che si infrangono sugli scogli si fonde con quello della prosa d'arte dei discorsi dei morituri, in un decamerone notturno nel quale il confine tra la vita e la morte, tra il coraggio e la paura e, soprattutto, tra la verità e la menzogna, diventa sempre più labile. Che cos'è "Le menzogne della notte"? Un romanzo? Formalmente sì, nella sua prosa ritmata, colta, ricercatissima. Ma anche un metaromanzo, nel quale la grande narrativa ottocentesca è oggetto di omaggio e di dissezione. Una tragedia? Sì, nel rigoroso rispetto delle unità aristoteliche di tempo e di luogo. Ma anche un dialogo platonico, nel quale il mito della caverna rivive nel buio di un penitenziario borbonico. Un romanzo filosofico? Soprattutto. Nel quale il Grande Assente pare essere la Verità. "Se così è, niente è vero. Peggio: niente è, ogni fatto è uno zero che non può uscire da sé. Apocrifi noi tutti, ma apocrifo anche chi ci dirige o raffrena, chi ci accozza o divide: metafisici niente, noi e lui, mischiati a vanvera da un recidivo disguido; nasi di carnevale su teschi colmi di buchi e d'assenza..." (p. 129). Da leggere possibilmente di notte, possibilmente d'estate, possibilmente infischiandosene della differenza tra "maggiori" e "minori" dei manuali di letteratura. Da leggere.

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    Hush

    28/06/2016 01:02:16

    Quattro condannati a morte isolati su un'isola penitenziaria, alla loro ultima notte. Prima dell'esecuzione, decidono di ingannare il tempo (soltanto quello?) raccontandosi l'un l'altro una storia, un episodio che essi ritengono fondamentale della loro vita. Splendido esempio di quanto la letteratura possa ancora rapire e sorprendere con i propri colpi di scena. Avverto subito che lo stile è particolarmente elaborato, un po' complesso all'inizio, ma in breve ci si abitua. Non ho ancora letto nient'altro di Bufalino quindi non so se sia il suo modo di scrivere o se, semplicemente, abbia adattato lo stile all'ambientazione (siamo in un anno imprecisato del 1800). In ogni caso, è uno di quei libri che vanno letti.

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    paolo

    26/06/2016 10:04:28

    Dissertazione su come la realta'puo'essere apparenza e su come cio'che appare forse non e' reale esistono tante realta'quanti sono gli esseri umani che la interpretano e con la quale vengono a contatto.Libro pirandelliano scritto molto bene con stile personalissimo che risente delle risonanze ottocentesche dell'epoca in cui la vicenda si svolge in maniera intrigante e che ci regala un doppio finale degno di un giallo d'autore.

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  • Gesualdo Bufalino Cover

    Scrittore italiano. Si è rivelato tardivamente come narratore con il breve romanzo "Diceria dell'untore" (1981, Premio Campiello). In seguito ha pubblicato dei libri di poesia:("L'amaro miele", 1982), di memorie ("Museo d'ombre", 1982), "Il fiore breve ovvero le malizie della memoria", 1984), di aforismi ("Il malpensante", 1987), di scritti giornalistici ("Cere perse", 1985; "La luce e il lutto", 1988); un "Dizionario dei personaggi di romanzo da Don Chisciotte all'Innominato" (1982) e romanzi che hanno compiutamente rivelato il carattere lirico-autobiografico della sua scrittura: "Argo il cielo ovvero i sogni della memoria" (1984), "Le menzogne della notte" (1988, Premio Strega), "Calende greche" (1992), "Tommaso e il fotografo cieco" (1996). Da: "Enciclopedia della Letteratura", Garzanti,... Approfondisci
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