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Amélie Nothomb

Traduttore: A. Grilli
Editore: Voland
Collana: Amazzoni
Edizione: 2
Anno edizione: 2002
Pagine: 128 p.
  • EAN: 9788886586962
Usato su Libraccio.it € 6,48

Un'isola. Il capitano e la sua pupilla abitano in un castello da dove sono stati eliminati tutti gli specchi, perché la giovane Hazel non veda il suo viso. è prigioniera? L'infermiera Françoise, chiamata a curare la fanciulla, scopre gli elementi di un mistero nella strana legge instaurata dall'inquietante padrone assoluto dell'isola. Con un doppio finale a sorpresa.

Recensioni dei clienti

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    Michael Moretta

    23/09/2014 11.09.24

    Settimo romanzo scritto dall'autrice belga e, come tutti i precedenti libri, anche questo è un piccolo capolavoro! Un breve testo ma descriverlo è piuttosto complicato. I temi trattati sono quelli cari a Nothomb...la bellezza, l'amore e la visione differente che ne hanno uomini e donne, il bene ed il male e la loro difficile convivenza negli esseri umani.  Mercurio era il messaggero degli dei e nel libro questo ruolo è svolto dall'infermiera Françoise, che viene inviata su di un'isola per curare una ragazza, Hazel, che vive sola con un vecchio capitano, Omer.  Il capitano è ricchissimo e l'isola è sua. Vive lì da solo con la ragazza, una cuoca, un maggiordomo e delle guardie del corpo.  Ben presto l'infermiera si accorge della situazione allucinante in cui si trova a passare il suo tempo. La casa è priva di qualsiasi oggetto che possa riflettere una immagine, le finestre sono poste così in alto che è impossibile vedere il mare, ed ovviamente vedere la propria immagine riflessa ed ogni volta che l'infermiera sbarca sull'isola viene perquisita dalle guardie del corpo del capitano. Hazel è giunta sull'isola cinque anni prima, raccolta dal capitano dopo che lei ed i suoi genitori furono vittime di un bombardamento.  Qui non posso dire altro se non che poco a poco l'infermiera scopre tutta la verità. Una incredibile serie di storie si nasconde dietro questa strana relazione tra il capitano ed Hazel, e l'infermiera, Mercurio appunto, sarà colei che risolverà questa situazione.  Come dicevo all'inizio, un libro davvero stupendo. Scritto bene, incisivo, incalzante come è lo stile di Nothomb, con un ampio uso del discorso diretto, ben costruito. Curioso il doppio finale che l'autrice ci dice essere stato qualcosa di spontaneo e che non si è sentita di eliminare!  I primi libri di Nothomb meritano davvero di essere letti e nascondono moltissime sorprese!!

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    Paolo

    24/06/2014 17.12.30

    Personaggi decisamente non ordinari. Cinici o straordinariamente appassionati? Dialoghi sostanziosi che fanno riflettere a ogni passaggio. Citazioni intriganti. Situazione anomala, paradossale e romantica. Per me la miglior nothomb!

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    amaranta

    22/05/2013 09.56.08

    Pochi ingredienti mescolati benissimo: tre personaggi che si legano indissolubilmente, un'isola, una montagna di libri e un mistero; dialoghi avvincenti, ironici e interessanti. E in più il lettore può scegliere il finale che preferisce. Assolutamente da leggere.

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    Lina

    25/04/2013 20.52.34

    interessante ma non imperdibile.

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    tristan

    02/04/2013 12.46.36

    Trama interessante, ma i dialoghi e lo sviluppo della storia sono stucchevoli e congiurano contro la volontà di creare quella "sospensione dell'incredulità" - anche se trovo più evocativo l'anglosassone "suspension of disbelief" - necessaria per apprezzare il racconto... Tra l'altro ho appena letto - nella recensione dell'edizione del 2006 - che si tratta di una trasposizione teatrale... Ora è tutto chiaro.... Voto: UNO, d'incoraggiamento... a me stesso per continuare a leggere gli altri libri della stessa autrice...

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    Lady Libro

    05/09/2012 20.39.06

    Che dire di questo libro? Leggero come un soffio di vento e di una bellezza delicata e fragile quanto il vetro... Grazie ai lunghi dialoghi (assolutamente onnipresenti nello stile Nothombiano) l'atmosfera varia di continuo: si passa dalla suspense più profonda, al mistero, alla follia, all'amore, alla solitudine, indignazione, rabbia... E anche alla tenerezza. E'splendido vedere quanto una persona possa sembrare importante per qualcuno, anche per un motivo apparentemente semplice e banale. Ci si rende veramente conto del valore dell'amicizia, un valore purtroppo a volte usato come un vestito che un giorno lo si indossa poi mai più. E'incredibile quanto delle semplici linee d'ebano come le parole possano regalare un mondo, un qualcosa di bello che non si dimenticherà mai. Non è semplice spiegare parole con altre parole. Ancora di più spiegare un intero universo con le parole stesse. Cosa sono gli aggettivi, in fondo? Dei limiti. Delle catene. Una prigione. Non bastano a descrivere l'indescrivibile. Il logos porta bellezza nella psiche umana, ma è anche un temibile e spietato carceriere che impedisce di provare le stesse emozioni tra persone, a meno che, appunto, uno non le sperimenti da sè, leggendo quelle parole, dolci e temibili portatrici di piacere. L'originalità e più della metà dello splendore di "Mercurio" si trova nei due finali del romanzo: indecisa fra il lieto fine o un finale triste... Be', la Nothomb li ha inseriti tutti e due! Ognuno può interpretare e apprezzare a modo suo il libro grazie anche a queste due conclusioni, ed è proprio questa una delle cose che più mi sono piaciute.

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    Silvia

    25/07/2012 12.32.01

    Libro davvero enigmatico e sorprendente... Inconfondibile stile Nothomb!

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    Pippomix

    11/05/2010 08.56.19

    Premetto che sono un assiduo lettore della Nothomb; detto questo penso che il libro incuriosisca soprattutto per le sue avvincenti citazioni letterarie ma devo ammettere che alla fine mi ha deluso per ciò concerne il nucleo del proprio canovaccio. Intendiamoci, Amelie è nota per le sue provocazioni dialettiche ed i suoi paradossi ma in "Mercurio" il tutto si riduce ad una vacua riflessione sulla natura tendenzialmente egoistica dell'amore. Sull'eros che non è agape ma che forse, proprio in quanto tale, vive del riflesso dell'agape stesso, nel senso che l'amato è da ritenersi appagato in quanto tale. Francamente piuttosto misera come riflessione.

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    Mon

    16/09/2006 13.31.09

    Un libro filosofico appassionante. Ogni pagina impregnata di quella filosofia di cui solo Amélie sa dare il massimo. La letteratura in primo piano, con citazioni letterarie di grande spessore. Non certo un grande capolavoro, ma sicuramente uno dei migliori di Amélie. Lo consiglierei a tutti, anche a quelli che potrebbero fare fatica a comprenderne il significato profondo

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    Andrea

    27/09/2005 18.51.27

    Forse non era il libro adatto a me in questo momento... Non mi è piaciuto molto, l'ho trovato superficiale, nel senso che non approfondisce una situazione che di per se prometterebbe molto. Dopo un inizio molto carico di sensazioni, si perde in una bolla di sapone, che scivola via insipida... Il doppio finale poi spezza il ritmo... soprattutto a chi come me preferisce il secondo..

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    Ossimoro

    09/07/2005 18.45.37

    Bellissimo... ho letto tutti i "Nothomb" in lingua originale e questo è il mio preferito...certo che l' amore fa fare cose veramente orribili...grazie Amèlie, ti vogliamo bene!!!

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    ila

    12/03/2005 22.17.41

    Niente da fare.Io e la Nothomb non riusciamo a comprenderci. "Mercurio" è sicuramente meglio di Antichrista (non che ci volesse molto)dato che la storia puo' essere considerata carina,ma il modo di scrivere della Nothomb proprio non mi va.Quel doppio finale poi,ha rovinato del tutto il libro. Peccato che non si possano dare i mezzi voti;altrimenti avrei optato per un 2 e mezzo

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    Benedetta

    10/03/2005 23.05.36

    Forse il più bello dei bellissimi libri di questa autrice, mai banale, mai scontata. Grazie, Amelie!

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    Giorgia

    19/05/2004 11.11.10

    Anche per me è tra i più bei libri della Nothomb. Intrigante, avvincente e fuori dalle righe. Se vi va, ripercorrete i gusti letterari della scrittrice leggendo i libri che spesso cita attraverso i suoi personaggi. Grazie a lei ho riscoperto la certosa di Parma!

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    ilaria

    04/10/2003 23.15.59

    semplicemente fantastico...da leggere e rileggere e rileggere ancora.personalmente trovo sia uno dei suoi migliori libri.dietro alla semplice storia di un amore folle e malato si nascondoni simbolismi e messaggi molto più profondi. ad ogni rilettura lo si apprezza in modo diverso, nel mio caso sempre di più. se avete la possibilità leggetelo in lingua originale....

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    chiara171

    31/08/2003 17.57.36

    Come "Ritorno a Pompei", anche questo libro della Nothomb non mi ha detto granchè, anzi, dopo avere letto questo vorrei aumentare un po' i miei voti per "...Pompei" e "L'igiene...". I dialoghi incalzanti e pungenti che sempre mi hanno affascinato nei suoi libri qui sono ridotti e un po' stanchi, mentre rimane come sempre interessante la surreale rappresentazione dell'amore estremo e tragico. 31/08/2003

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    Philippe Ziglioli

    02/04/2003 13.23.55

    Uno dei miei Nothomb preferiti, senza alcun dubbio. L'atmosfera claustrofobica del castello sull'isola, i misteri che circondano i personaggi, la determinazione di Françoise, tutto nel romanzo finisce per appassionare il lettore. E poi il doppio finale è una gradevole sorpresa.

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