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Lois Lowry

Traduttore: S. Congregati
Editore: Giunti Editore
Collana: Y
Anno edizione: 2012
Pagine: 208 p. , Rilegato

Età di lettura: Young Adult.

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39° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Narrativa straniera - Fantascienza - Fantascienza

  • EAN: 9788809751736

Recensioni dei clienti

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    Clara Parravicini

    17/03/2015 09.18.10

    Il messaggero è il terzo capitolo della saga creata da Lois Lowry, iniziata con The giver, e questo romanzo è un po' la summa dei precedenti libri. Il protagonista di questo capitolo è Matty, già presente nel precedente romanzo come personaggio secondario. Matty, lasciata la comunità in cui era nato e cresciuto, decide di andare a vivere nel Villaggio insieme al padre cieco della sua amica Kira, protagonista del precedente romanzo. Al Villaggio però, Matty e il padre di Kira non sono gli unici "volti noti" della serie, perché il capo della comunità si scopre essere proprio Jonas, protagonista del primo libro, The Giver. In questa comunità ideale, retta su alti valori morali, dove tutti sono ben accetti, qualcosa improvvisamente cambia e un losco figuro con baratti miracolosi devia gli abitanti del Villaggio dalla retta via e li spinge all'isolazionismo e all'egoismo. Prima che il Villaggio venga chiuso, Matty viene incaricato di andare a prendere Kira e riportarla al padre, ma attraversare il bosco che separa le due comunità si rivela essere un'impresa mortale per i due amici, che dovranno far ricorso al loro dono per riuscire nell'impresa. Prosa scorrevole, finale dolceamaro e decisamente al cardiopalma, per un libro e una saga che da sempre grande importanza alla morale, trattando anche di temi scomodi come ad esempio la tolleranza, la comprensione, l'accettazione, ecc... Consigliato.

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    anna

    18/01/2013 19.11.25

    la perfetta concatenazione dei primi due libri della serie... molto coinvolgente! l' ho letto tutto d' un fiato... bellissimo!

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    Becky

    11/11/2012 19.40.14

    Il messaggero è il romanzo di congiunzione dei primi due volumi della saga. Scritto ancora una volta in modo accattivante ed ancora una volta talmente aperto da essere snervante. Fatta eccezione, naturalmente, per la chiara fine del protagonista: agnello sacrificare per purificare il mondo intero? sin troppo evocativo.

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    Giu93

    17/04/2012 22.53.15

    Premetto di non aver letto i due precedenti volumi della trilogia. Spesso mi piace fare di questi esperimenti, entrare nella storia quando questa è già da un po' che è iniziata e testare la mia reazione. Spesso non è molto buona ma talvolta capita il libro che mi piace. Per quanto riguarda questo libro ho avuto la seconda reazione delle due che vi ho sopra indicato, nonostante ciò devo anche dire che se hai letto i due precedenti questo ne rappresenta l'anello di collegamento. Non che sia un libro illeggibile separatamente ma, da quello che ho potuto capire leggendo le trame dei due precedenti, questo è profondamente legato a The Giver e Gathering Blue. Il Messaggero è ambientato all'interno di un villaggio chiamato Il Villaggio governato dal Capo, un giovane uomo dagli occhi azzurri. Gli abitanti del villaggio vivono sulla base di semplici regole, regole di onestà e generosità. Questo villaggio si presenta come una piccola oasi situata al centro del mondo malvagio e crudele, è protetto da una Foresta che li isola dal resto del globo e che permette il passaggio ininterrotto solo a particolari prescelti. Gli altri devono stare attenti a riconoscere gli Ammonimenti che la Foresta lancia loro. Se ne scorgono qualcuno non potranno più attraversarla. Matty, il giovane protagonista, possiede la capacità di essere sempre ben accettato dalla Foresta. Il ragazzo vive con il Cieco in serenità fino a quando inizia a scorgere i segni del cambiamento nelle persone che lo circondano e nella Foresta stessa. L'onestà e la generosità stanno piano piano scomparendo tramutandosi in cattiveria e egoismo. Matty non sa di essere l'unico al mondo capace di fermare tutto ciò.Leggere Il Messaggero si è rivelata una lettura scorrevole e molto piacevole. Ogni parola scritta dalla Lowry è ricca di significati che il lettore può interpretare. Un'allegoria del mondo odierno e non solo. Un libro da leggere e da far leggere.

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    Yuko86

    13/03/2012 18.45.25

    In The giver avevamo conosciuto un mondo apparentemente perfetto, rivelatosi in realtà uno specchio per allodole: non c'erano colori né sentimenti, solo un grigio rigore. In Gathering Blue le persone erano crudeli e uccidevano coloro che erano diversi, deboli. Ne Il Messaggero sembra invece di aver finalmente raggiunto una dimensione "normale" e idilliaca, anche se non perfetta. Eppure il male e la crudeltà giungono anche qui. Qual è allora in realtà il vero problema? Cos'è che impedisce all'uomo di vivere una vita felice? Io direi l'uomo stesso. Ma non è facile dirne il perché. Si potrebbero incolpare le pulsioni e i sentimenti negativi: nel mondo di The Giver però erano stati banditi, eppure la società non era di certo perfetta. Di certo non si può dare la colpa alle persone più deboli: hanno gli stessi diritti di tutti gli altri. Cos'è allora che rende l'uomo così incline all'autodistruzione? La Lowry non ce lo dice, ma ci mostra come, comunque vadano le cose, esista sempre e comunque una speranza, che risiede proprio nell'uomo stesso. L'uomo è l'artefice del suo destino. Il Messaggero è un libro che, pur utilizzando un linguaggio molto semplice, tocca temi importanti e spesso controversi, fornendoci importanti spunti di ragionamento. Matty poi è un protagonista fenomenale: si prova subito affetto per lui e si vivono con lui anche le più piccole emozioni. Forse, tra i protagonisti dei tre libri, è quello a cui ho voluto più bene. Altri personaggi sono molto importanti ai fini della narrazione (Kira, il Capo, il Veggente), e anche quelli solo accennati lasciano comunque una forte impronta nel lettore: il maestro di scuola, la moglie del Raccoglitore, il banditore al mercato del baratto? tutti hanno una qualche caratteristica o hanno compiuto un qualche atto che li rende inconfondibili e indimenticabili. Il finale è meraviglioso. Niente cliffhanger o espedienti simili. Un finale vero e proprio, che si imprime a fuoco nella memoria.

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    Arianna1989

    04/03/2012 23.52.05

    Terzo romanzo di una trilogia che parla in chiave allegorica dell'animo umano e della nostra società... Protagonista di questo romanzo è il giovane Matty, un ragazzo ancora piccolo, ma che sta iniziando a diventare adulto... Vive con il Veggente, un anziano signore che lui reputa come un padre in un villaggio dove regna la pace e l'onesta e a capo di questo villaggio c'è il Capo. Ha un ruolo fondamentale nel romanzo, infatti, è il messaggero del villaggio. Gli vengono affidati messaggi sia da consegnare all'interno del villaggio sia nei villaggi esterni... un compito che lo rende molto orgoglioso di sè stesso. Non vi descriverò più nel dettaglio il romanzo perchè non voglio rovinarvi in alcun modo la lettura però vorrei parlarvi un po' della scrittura e delle trame particolari di cui la Lowry è grande maestra... Non adoro particolarmente l'autrice, mi piacciono i suoi romanzi però devo ammettere che non impazzisco più di tanto... La Lowry ha l'abilità di descrivere in modo schietto, crudo e fin troppo realistico la realtà della società odierna, dei problemi che ci sono ora e che ci saranno anche nel futuro... una società alla ricerca della stabilità e del benessere, con insidie pericolose, come la Foresta in questo romanzo, che rappresentano le paure delle persone e le difficoltà che si hanno al giorno d'oggi. Da The Giver - Il donatore dove avevano parlato di Jonas e della società perfetta dove tutto era impostato in un certo modo e niente poteva andare in modo errato, dove ogni cosa era programmata e per poter trovare un modo per liberarsi di queste catene era scappare da questa società... In Gathering Blue vediamo come Kira con la sua tenacia tenterà di essere accettata in una società dove tutte le cose che non sono giuste vengono uccise o abbandonate. Un romanzo molto profondo che rende le persone più consapevoli di quello che ci circonda.

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    Eleonora89

    02/03/2012 14.20.40

    Questo romanzo merita davvero di essere letto: è scorrevole, piacevole e, soprattutto, ha molto da comunicare. Il mondo abitato da Matty e da coloro che lo circondano, in fondo, non sembra essere poi così lontano dal nostro, soprattutto in merito alla corruzione e all'egoismo che lo possiedono. E' bene, di tanto in tanto, fermarci a riflettere su quello che, effettivamente, stiamo diventando, tutti noi; ed è proprio per questo, che la Lowry ha scritto questa trilogia. Leggiamola, dunque. Diffondiamola. Perchè ne vale la pena.

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    Girasonia76

    02/03/2012 10.19.18

    Cosa mi avrebbe riservato Il messaggero - Messenger? Che tipo di società mi sarei ritrovata ad osservare? E' stupendo il modo in cui la Lowry abbia saputo ricongiungere le due storie, creandone una nuova. Il modo in cui abbia ripreso i protagonisti dei primi due volumi e abbia conferito loro un ruolo fondamentale: quello di creare un nuovo ordine, un ordine necessariamente umano. E' straordinario come l'autrice abbia messo a punto un progetto ad ampio respiro, che partendo dall'analisi dei diversi tipi di società, arrivi a formulare l'idea della necessità della collaborazione, del sacrificio, dell'impegno di ogni cittadino, della distinzione di ruoli. Jonas è cresciuto ed è riuscito a creare una società migliore, aperta, accogliente, disponibile. Kira anche è cresciuta ed è riuscita a portare il cambiamento nella sua società, rinunciando alla possibilità di riconciliarsi col padre per poter dedicarsi a migliorare le cose. Il legame tra i due sarà il piccolo Matty, già presente nel secondo volume, il piccolo messaggero che può portare velocemente messaggi da una comunità all'altra. Non vi dirò di più, per non togliervi assolutamente il gusto di sapere come questa storia si evolverà. La Lowry non fa scelte di comodo: non scrive per accontentare i lettori, non improvvisa facili emozioni o l'immediato immotivato sbocciare di un amore. No, la sua visione del romanzo, e probabilmente del mondo intero, è più saggia, più matura. Non prende in giro chi legge: lo aiuta, lo spinge alla riflessione, fa sì che il cervello e il cuore si mettano in moto insieme. Vuole aprire gli occhi del lettore e mostrargli il marcio che c'è intorno e dentro di lui, e vuole allo stesso tempo fargli capire che la chiave per cambiare le cose c'è: bisogna solo alzarsi e cercarla. I suoi romanzi sono brevi, circa duecento pagine, eppure in quelle poche pagine riesce a raccontare la storia del mondo. E a far sì che quella storia sia la storia di ognuno di noi.

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    Stefania

    01/03/2012 19.49.34

    Ultimo capitolo della trilogia distopica "The Giver" di Lois Lowry. È ambientato nel 2073, circa otto anni dopo gli eventi narrati in "The Giver - Il Donatore" e sei anni dopo la fine di "La Rivincita - Gathering Blue". Un romanzo che può essere letto come una grande metafora. E come la slitta rossa di Jonas diventò il simbolo di coraggio e speranza in The Giver, Matty diventerà qui il simbolo della salvezza, della redenzione. Mi ha colpito come questa autrice sia riuscita a trattare tematiche così forti e serie in modo velato, con stratagemmi adatti anche ad un pubblico giovane, narrando una storia che scorre in modo piacevole e coinvolgente, facendoti allo stesso tempo riflettere e sognare ad occhi aperti. Bellissima la descrizione delle mani di Kira che tessono l'arazzo o di Burla, il cucciolo adottato da Matty, che attende il suo padrone graffiando la porta di casa, come piacevole è il senso di pace che infonde il Veggente. Un romanzo breve, una trilogia che scorre tutta d'un fiato, ma con grandi insegnamenti. Assolutamente consigliata ai giovani, ma anche agli adulti. Un'ottima lettura.

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    Tintaglia

    29/02/2012 13.14.26

    Finito in un sol boccone. The give è uno dei romanzi più inquietanti che abbia mai letto, e avevo apprezzato anche Gathering blue, nonostante la società barbarica in cui si muoveva Kira non avesse su di me lo stesso effetto di gelido turbamento del villaggio perfetto di Jonas. Aspettavo quindi il terzo capitolo della saga come un punto di svolta, in cui tutti i fili si unissero in un arazzo completo, simile a quelli che tesse Kira. Invece sono rimasta delusa: il romanzo scorre con piacere e facilità, ed è stato un piacere ritrovare anni dopo i personaggi che avevo incontrato, ma credo che l'autrice volesse fare domande, e non dare risposte, ma sono rimasti troppo punti oscuri per me; o forse lo vedo così solo perchè le aspettative erano molto alte, e tutte concentrate su una risoluzione, un compattamento di vicende e personaggi, non un'ulteriore problematizzazione.

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    Sara Booklover

    20/02/2012 14.26.21

    "Il messaggero" è il terzo libro della serie "The Giver". Ancora una volta la Lowry stupisce il lettore con una storia apparentemente semplice, lineare, ma che porta al suo interno significati reconditi, dove la natura selvaggia e ostile che circonda il villaggio si trasforma in una metafora di vita. Ancora una volta l'autrice ci mostra come non esista un vero e proprio modello da seguire per costruire un mondo migliore. Dopo la perfezione asettica e senza sentimenti del mondo di The Giver" e l'imperfezione lampante del mondo ingiusto e violento di "Gathering Blue"; il mondo di "Il Messaggero" dovrebbe rappresentare la vita di mezzo, la formula giusta e ponderata tra il troppo perfetto e il troppo imperfetto, ma anche così sembra non funzionare. Il messaggio che vuole dare l'autrice è che ci sono sempre sfumature di ogni grado e intensità, e che solo le persone nella loro unicità possono fare la differenza. Un libro splendido, che devono assolutamente leggere tutti coloro che hanno già letto e apprezzato i due precedenti libri, e che solo in questo modo si riuscirà davvero ad entrare in sintonia con questo terzo tassello della saga. Ne consiglio la lettura a chiunque, senza distinzioni di sesso ed età!!!!

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    Flynn

    17/02/2012 18.12.49

    In questo romanzo avviene una sorta di processo inverso, in quanto le società incontrate nei due volumi precedenti sembrano cambiare e modificarsi in meglio, diventando meno rigide, mentre in quella qui presente, che inizialmente sembrava quasi utopica, iniziano ad insinuarsi egoismo ed intolleranza. Inoltre, come Jonas e Kira, protagonisti rispettivamente di "The Giver" e di "La rivincita", anche Matty ha una particolare capacità, un dono speciale che lo spaventa e che scoprirà poco a poco. Proprio Jonas, ora diventato il Capo del Villaggio, e Kira, ricompaiono in questo romanzo, che fa anche da unione tra i due libri precedenti e fa assumere ad essi nuovi significati. Per me è stato bellissimo ritrovare questi personaggi, alcuni anche in modi che non mi aspettavo, mi ha coinvolto molto di più nella storia, proprio per il fatto che sono personaggi già conosciuti. È bello vedere gli sviluppi delle loro vicende ed i cambiamenti che hanno subito. L' atmosfera è simile a quella dei primi due volumi, c'è sempre qualcosa di misterioso, segreto, nascosto e strano, si sa e si capisce che c'è, ma non si comprende immediatamente o con chiarezza di cosa si tratti. Questo dà un senso di incertezza ed aumenta la curiosità di capire cosa stia effettivamente succedendo, in questo caso, al Villaggio. Ho trovato quel qualcosa in più per essere definitivamente coinvolta nella storia e per comprenderla quasi completamente. Anche se ancora non c'è un senso di conclusione, in generale, pensando ai tre libri insieme, grazie in particolare a questo, c'è un senso di completezza e di una storia unica. Inoltre, cosa che nei volumi precedenti mancava, c'è anche un po' di amore, che non fa mai male. La parte finale è abbastanza angosciante e sono felice di aver letto questo libro sapendo che ce ne sarà un altro e che quindi non è questa la conclusione della serie. Penso che ci sia ancora molto da poter dire su questa vicenda.

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