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Il mestiere di dirigere
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Il mestiere di dirigere - Claudio Dematté - copertina
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Descrizione


Una raccolta dei principali scritti di Claudio Demattè il "professore manager" recentemente scomparso, tratti dagli editoriali che egli scriveva per Economia & Management, la rivista della SDA Bocconi da lui fondata: una sintesi di ciò che egli riteneva utile per la formazione di un'adeguata e moderna classe dirigente in Italia. Aziendalista attento ai problemi di gestione d'impresa, economista interessato ai problemi di policy e di governo dell'economia, uomo di finanza, Dematté è stato oltre che un appassionato docente e un fine ricercatore, anche un manager di notevole caratura alla guida di imprese come la Rai nel 1993 e le Ferrovie dello Stato nel 1998.
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Dettagli

2004
15 settembre 2004
Libro tecnico professionale
384 p.
9788845309755
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Indice

Parte prima. L’impresa: un organismo da far crescere
Parte seconda. Persone alla guida delle imprese
Parte terza. Ripensare la corporate governance
Parte quarta. Strategia, finanza e mercati azionari
Parte quinta. Internazionalizzarsi per competere: un imperativo urgente
Parte sesta. Economia digitale: illusioni e disinganni.

La recensione di IBS

"Claudio Dematté ha tenuto sempre la testa alta, il cervello al riparo, i piedi per terra. Saggezza montanara e scienza raffinata. E il cuore attento a non perdere di vista l'uomo, nello studio a volte necessariamente freddo e schematico dei modelli d'impresa e di gestione. Tutto ruota intorno alle persone, alle loro qualità, alla loro preparazione. Non c'è procedura o formula che tenga. Il modello vincente è quello che coinvolge e motiva. Tutto deve essere flessibile, ma non lo spirito con il quale si lavora, la missione di un'impresa, il suo legame anche storico con la società a cui molto ha dato, ma dalla quale moltissimo ha ricevuto. Quando Dematté parla del managing by values, come modello alternativo a quello più rigido delle regole e delle procedure, si riferisce proprio all'insieme di qualità immateriali di un'organizzazione aziendale che nessun bilancio riporta correttamente e integralmente. Un modello certamente da non idealizzare. E Dematté non amava alcun totem manageriale e rifuggiva da semplificazioni e da esaltazioni. Ma certamente un terreno fertile per stimolare la creatività e scongiurare uno dei più gravi pericoli che corre un'impresa, non soltanto economica: la sclerosi del potere, la procedura come garanzia di scarsa concorrenza interna, il lento scivolare in una burocrazia autoreferenziale. L'ossessione del controllo anche a sacrificio dello sviluppo, dunque del futuro."
(dalla Prefazione di Ferruccio de Bortoli)

Profilo autore
Claudio Dematté (1942-2004) era professore ordinario di Economia aziendale presso l'Università Bocconi di Milano. Nel 1971 fondò la Scuola di Direzione Aziendale dello stesso ateneo, di cui fu prima direttore generale (dal 1973 al 1990) e poi presidente (dal 1996 al 2002). Nel 1988 fondò la rivista Economia & Management, di cui fu direttore editoriale fin dalla nascita. Ricoprì incarichi di grande importanza in aziende e gruppi di primo piano nell'economia del nostro Paese: presidente della Rai nel 1993, delle Ferrovie dello Stato nel 1998, membro di numerosi consigli di amministrazione, era inoltre presidente di E-Capital Partners, società di advisoring nel corporate finance e nella finanza etica, e di Aifi, l'Associazione Italiana Private Equity e Venture Capital.

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