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Mia cugina Phillis - Elizabeth Gaskell - copertina
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Descrizione

"Mia cugina Phillis" è un racconto in cui la scrittrice, assumendo il punto di vista del mondo rurale, si confronta con il cambiamento. Questo libro delinea una vicenda umana intimamente legata all'impatto psicologico-comportamentale prodotto dalla strada ferrata sulla campagna inglese e sui suoi abitanti. Sfondo della vicenda è la Fattoria della Speranza in cui tutto pare procedere secondo i ritmi della natura. In questo mondo idilliaco si muove Phillis Holman, una ragazza innocente e sensibile. L'incontro con l'ingegnere ferroviario Holdsworth fa conoscere a Phillis l'amore e le pene d'amore, ma l'improvvisa partenza di Holdsworth segna la fine del sogno. Opera con testo originale a fronte.
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Dettagli

2
2001
24 settembre 1993
318 p.
9788831758420

Valutazioni e recensioni

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Un pennello – più che una penna - che crea immagini in modo elegante e sicuro, diluendo colori che entrano uno nell’altro, escono dai propri contorni e interagiscono fino a dare un quadro ad acquarello coerente, dai toni delicati e decisi allo stesso tempo; fino a rendere questo racconto ottocentesco un piccolo gioiello di stile, di misura e armonia. Uno spaccato della campagna inglese, splendidamente ritratta. Una vita scandita dai ritmi precisi dei campi da coltivare e dai precetti religiosi, ma che si muove oltre le incombenze quotidiana. Passa attraverso gli impulsi della modernità, attraverso la curiosità e la voglia di altra conoscenza, di un arricchimento che vada oltre il Verbo, insieme ad Esso. La vita, come un foglio di carta, assorbe i colori dei suoi personaggi, delle loro personalità tratteggiate senza clamore, la cui impressione si espande come in un acquarello, appunto, mescolandosi e restituendo l’ingenuità, l’illusione, la forza dell’onestà, la genuina fiducia e l’apertura a nuovi i sentimenti a nuove idee, la capacità di rinascere da se stessi, dopo il dolore, come in un’intima celebrazione dell’esistenza.

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Maunakea
Recensioni: 4/5

1864 - Cousin Phillis, leggero, delicato, atmosfere e delicatezza vittoriana di sentimenti, molto dolce, una lettura piacevole

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Roberta
Recensioni: 3/5

Una delicata storia d'amore sullo sfondo di un mondo rurale armonioso e lavoratore. L'io narrante Paul, descrive i primi turbamenti d'amore della cugina Phillis.

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scheda di Galeotti, A.E., L'Indice 1995, n. 7
recensione pubblicata per l'edizione del 1995

Il grande romanzo femminile inglese, con l'eccezione di pochi capolavori, in Italia è in generale poco conosciuto, guardato con sufficienza, ritenuto lettura per signorine. Peccato: perché non solo di grandissima e godibilissima letteratura si tratta (la prima grande fioritura collettiva di talenti femminili) ma anche del più ricco strumentario di lavoro ché i filosofi/e morali possano desiderare. Ed è su questo aspetto che vorrei richiamare i lettori potenziali di "Mia cugina Phillis". L'autrice, brava anche se di caratura inferiore rispetto a Austen, alle Bronte e a Eliot, nota soprattutto come biografa di Charlotte Bronte, merita di essere conosciuta soprattutto per l'interesse delle sue storie. "Mia cugina Phillis" ha un impianto classico e una narrazione distesa e piacevole, facilmente seguibile sul testo originale: c'è un io narrante, Paul Manning, che è anche personaggio non protagonista e cugino di Phillis Holman, l'eroina (bella, colta e ingenua) sfortunata in amore. C'è l'innamorato, Mr Holdsworth (bello, ricco e seducente), destinato ad abbandonare. Ma la vicenda non è così prevedibile e scontata grazie al contesto e allo sfondo in cui la storia si svolge, alla caratterizzazione dei personaggi e all'assenza di un giudizio morale nonostante il male prodotto. A rendere non banale la storia c'è innanzi tutto la famiglia di Phillis, con lo straordinario padre ministro 'dissenter', agricoltore e uomo di lettere oltreché di Dio; la più ordinaria madre, e il contorno di semplici e saggi lavoranti e domestici. C'è il padre di Paul, inventore, uomo dell'era industriale, convinto assertore dell'ingegno, del merito, del sapere tecnico. E c'è la campagna inglese, come sempre idillica, e il progresso industriale, non demonizzato. La cosa interessante è che non ci sono colpevoli nel dramma di Phillis, che infine supererà la prova uscendone adulta: è piuttosto il dramma dell'autoinganno che coinvolge un po' tutti gli attori, a eccezione della vecchia Betty che non "sa", ma "sente" la verità. Ed è anche un caso tipico in cui il male è prodotto più dalla sorte che dalle responsabilità dei singoli.

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Conosci l'autore

Elizabeth Gaskell

1810, Londra

(Londra 1810 - Alton, Hampshire, 1865) scrittrice inglese. In alcuni suoi romanzi (Mary Barton, 1848; Nord e sud, North and South, 1855) si avverte l’eco dei problemi sociali del tempo (il conflitto tra capitale e lavoro, quello tra nord industriale e sud agricolo), che la G. affronta con partecipazione umanitaria. L’opera più nota, Cranford (1853), è uno studio di ambiente provinciale, ora lirico ora ironico. Sono da ricordare anche Ruth (1853), in difesa della parità sociale e sessuale della donna, e un’eccellente biografia di Charlotte Brontë (1857).

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