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Simonetta Agnello Hornby

Editore: Giunti Editore
Collana: Scrittori Giunti
Anno edizione: 2014
Pagine: 272 p. , Brossura

34 ° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Classici, poesia, teatro e critica - Saggistica - Saggi letterari

  • EAN: 9788809786837
  Simonetta Agnello Hornby è arrivata per la prima volta a Londra nel 1963, e il libro inizia propria da quella data, per lei fatidica. Perché, ormai, è cittadina londinese a tutti gli effetti. Lo è nonostante il retaggio italiano, anzi siciliano come ama lei stessa sottolineare, che ha descritto in tanti libri di successo. Partecipa alla vita politica e sociale di quel paese, da fervente laburista, e quella seconda patria è ormai diventata per lei la prima, tanto che ha affermato di voler morire lì, in Inghilterra, continuando a lasciare la Sicilia ai ricordi, a una frequentazione più sporadica. Stavolta, anche l'ispirazione letteraria è arrivata per lei dalle terre di Oltremanica, dalla città fondata dai romani nel 43 d. C., e diventata una delle metropoli più importanti e ricche di storia dell'intero pianeta. "Londra ci offre tutto ciò che la vita può offrirci", sostiene la scrittrice, citando però Samuel Johnson, quello che è il suo vero cicerone tra le strade di questa città sempre viva, sempre sorprendente. Agnello Hornby chiarisce sin dal titolo di non avere l'ambizione di scrivere un trattato, ma di raccontarci la propria Londra, quello che questo luogo le ha dato, quello che le piace e le interessa. Il materiale a sua disposizione è abbondante, lo divide per noi in capitoli con le singole offerte e suggestioni, siano esse culturali, architettoniche, gastronomiche. Come accennato, tra tanti personaggi possibili la sua vera guida, puntualmente citata, è il creatore di un famoso dizionario dedicato alla lingua inglese, personaggio centrale del Settecento. Johnson sosteneva che "ogni uomo è il miglior biografo di se stesso", e poiché Agnello Hornby, descrivendo Londra, ci parla appunto di sé, dei propri gusti, dei propri amori, ecco perché Johnson, con il proprio acume, diventa un cicerone ideale. Grazie a lui l'autrice de La Mennulara ci porta lungo il Tamigi, tra i segreti della città, alla ricerca di curiosità e luoghi di elezione. Una differenza tra i due, sesso, epoca, nascita a parte, ci sarebbe: Johnson, come riporta Samuel Boswell, diceva di provare "una certa inclinazione a non far nulla". i sentiva un pigro, insomma, un salottiero, anche se seppe cambiare la storia della cultura del proprio paese. Agnello Hornby è avvocato, scrittrice, un po' siciliana, molto inglese: una donna dai molteplici impegni, compreso quello di moglie e di madre, di cuoca raffinata. Difficilmente, c'è da credere, ha potuto condividere la pigrizia con il grande Johnson.   Fabrizio Pasanisi  

Di Simonetta Agnello Hornby conosciamo quasi tutto. Della sua storia familiare sappiamo attraverso i suoi romanzi più riusciti, ambientati tra Agrigento e Palermo, all’interno della sua famiglia di nobili origini. La sua passione per la cucina, invece, ha riempito le pagine dei suoi saggi e anche la sua attività di avvocato e giudice minorile è stata oggetto di attenzione da parte degli editori italiani. Il motivo è certamente la grande abilità di scrittura dell’autrice, capace di appassionarsi e appassionare di conseguenza il lettore anche sulle questioni apparentemente marginali della sua vita.
Mancava sullo scaffale un elemento, forse il più affascinante in tutta la sua vicenda biografica, che è la ragione per cui il suo italianissimo cognome, Agnello, viene seguito da quel misterioso “Hornby”. Sposata con un uomo inglese e residente a Londra da più di quarant’anni, Simonetta Agnello Hornby dedica queste pagine alla sua città di adozione e scrive un diario appassionato della sua permanenza a Londra che diventa alla fine quasi la biografia di una città e dei suoi abitanti.
Dal suo primo viaggio, nel 1963, subito dopo il liceo, per apprendere la lingua, fino al trasferimento nel 1972, quando decide di mettere su famiglia nella capitale britannica. L’unica città metropolitana d’Europa e la più civile e all’avanguardia di tutte le altre, è una città capace di ammaliare con il suo continuo e eterno trasformarsi. I giovani che approdano a Londra negli anni Sessanta e Settanta vestono e agiscono come una tribù metropolitana che non si stanca mai di stupirsi per tutto quello che li circonda. La Londra Vittoriana, quella Tudor e quella contemporanea si avvicendano senza soluzione di continuità, in un caleidoscopio di immagini che non possono lasciare indifferenti, soprattutto se si è una giovane diciassettenne appena arrivata dalla periferia del mondo.
Una fascinazione che l’autrice descrive in maniera magistrale, anche attraverso le parole del noto intellettuale illuminista inglese Samuel Johnson, che è uno dei suoi numi tutelari e che apre con una sua massima estremamente british tutti i capitoli di questo libro. Sono le sue parole a descrivere meglio l’esperienza londinese dell’autrice e di tanti altri giovani che ogni anno vi approdano, da sempre, come fosse la terra della libertà. “Quando un uomo è stanco di Londra, è stanco anche di vivere; perché Londra offre tutto ciò che la vita può offrire”.
In fondo basta solo superare quell’ostilità iniziale che ogni metropoli oppone al viaggiatore distratto. Simonetta Agnello Hornby scopre l’anima più nascosta della città e la descrive con grande partecipazione e intensità. Mano a mano che la narrazione prosegue però ci accorgiamo che la città cambia forma, da metropoli per studenti diventa la terra natale dei suoi figli, diventa una città elegante e accogliente, che offre tutte le comodità e le migliori occasioni per godersi la vita anche alle famiglie e ai professionisti affermati. I quartieri, le piazze, i musei sconosciuti ma anche le chiese e persino le strade nascoste tra i palazzi, vengono descritte sin nei minimi dettagli. Un libro che ci farà venire voglia di partire subito.

Recensioni dei clienti

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    Silvana

    12/09/2016 12.04.57

    Anch'io ho abitato a Londra e questo ritratto cittadino non ha fatto altro che demolire,sminuire qs fantastica e affascinante citta'. Per chi non conosce la citta'sconsiglio caldamente la lettura di qs libro...

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    chiara

    18/08/2016 22.06.39

    Libro consigliato per chi ama Londra e per chi ha avuto la fortuna di conoscerla perdendosi nelle sue strade. Un'autobiografia leggera per chi vuole una facile e scorrevole lettura.

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    Patrizia

    01/01/2016 09.36.21

    Peccato, dopo aver letto "La Mennulara" ero certa di aver conosciuto una scrittrice con S maiuscola e invece niente di avvincente e stimolante in questo "La mia Londra" una guida turistica personale della Agnello Hornby, in una Londra che non trovo, in una Londra che non è alla portata della gente comune, peccato davvero peccato. Un'ultima considerazione quando un autore scrive pensa alla persona che acquisterà la sua opera??? pensa ai soldi che spende, dato che ogni libro è una cifra considerevole in un budget da persona "normale"???

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    Dario

    06/11/2015 20.40.28

    Un libro che purtroppo non sono riuscito ad amare forse per colpa mia. Non è scattata proprio l'alchimia giusta.

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    gianni

    18/07/2015 19.48.57

    è un libro che si legge velocemente. Piacevoli dettagli londinesi di 6na città affascinante.

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    starbros

    15/05/2015 19.32.59

    Mi aspettavo un libro alla portata di tutti, invece fin dalle prime pagine si respira un'aria snob e altezzosa, fino ad essere irritante per chi non ha altrettanti mezzi economici e posizioni lavorative .....Direi piuttosto una visita senza scendere mai da cavallo e se anche si dovesse scendere e si dovesser vedere una raltà che che non piace, si é sicuri di poter rimontare sul proprio cavallo senza subirne troppo le conseguenze.... Peccato mi aspettavo di meglio

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    eleste

    28/12/2014 19.35.31

    Pagine pervase di ottimismo e buon umore, fitte, fitte di aggettivi e descrizioni strettamente personali. Così com'è la sua conversazione, libera e spontanea ricca di aneddoti curiosi senza alcuna selezione o pudore seppur a volte banali. Un sole che squarcia le nubi, che tinge di rosa e di verde il grigiore londinese e spesso scombina il british aplomb come un colpo di vento che porta via i loro cappelli, rivolta gli ombrelli e apre i loro trench scoprendoli. Resta comunque una sua visione personale da un punto di vista privilegiato non replicabile da chiunque sia come Agnello che come Hornby anche quando vuole farci credere il contrario e racconta che schiacciava i sassi sui gradini della chiesa o mangiava i panini portati da casa sulle panchine ai giardini. Irritante e snob l'ostentazione del cognome londinese per acquisire fama e onore ed ottenere un ruolo sociale. Ristoranti, teatri, musei, circoli, banche, villette, un alto tenore di vita di Simonetta ineguagliabile; ... non potendolo imitare, la mia Londra sarebbe low-cost e quindi perdurerà il mio scarso interesse e attrazione per questa città la cui apertura è solo quella dell'autrice mentre disoccupazione divari e disagi sociali sono in realtà superiori a quelli di altre capitali europee.

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    claudia

    01/09/2014 21.34.09

    Ho letto il libro in 4 giorni, in vacanza. A me è piaciuto molto, forse perché, nel mio piccolo, alcune esperienze riportate le ho vissute. Ho riconosciuto i posti e gli odori. Ho riso e pianto, leggendo, fingendo un improvviso raffreddore per non farmi beccare ! Londra è una città magica ed il libro, col suo garbo, la racconta molto bene...

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    Meena

    04/08/2014 21.27.30

    delizioso! mi è piaciuto moltissimo e mi ha fatto provare tanta nostalgia per Londra!

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    Titty

    14/07/2014 16.39.48

    La prima parte un pò noiosa, la seconda invece molto bella; leggendolo ho riassaporato l'atmosfera londinese, che è meravigliosa. Consigliato!

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    Sofia

    10/07/2014 21.15.16

    Non ho mai letto nulla di questo genere perchè ritenevo che fossero storie noiose. Con "la mia Londra" mi sono ricreduta. Questo libro mi è stato regalato e visto che l'occhio mi era già caduto in libreria ho deciso di iniziarlo subito. Amo Londra infinitamente, e questa lettura è stata piacevole! Un mix tra diario da viaggio e biografia. Ho scoperto cose nuove e mi sono rivista in altre. Consigliato!

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    giorgio g

    27/06/2014 09.33.43

    Una lettura piacevole: questa volta Simonetta Agnello Hornby ci regala alcune ore di intrattenimento con la "sua" Londra, la città che l'ha adottata e che lei dimostra di apprezzare. Destino comune a molti emigrati, il suo (anche se lei è un'emigrata di lusso), una quasi schizofrenia che fa amare, oppure odiare, sia la terra di origine sia quella di acquisto. In questo caso, per fortuna, è amore, amore per la sua Sicilia, della quale ci ha regalato le storie (impagabile "La mennulara") ed amore per l'Inghilterra che ha raccontato nel suo ultimo libro, un excursus attraverso la storia, gli usi e i costumi di questa città e dei suoi abitanti. Raffinata la scelta di inserire all'inizio di ogni capitolo uno degli aforismi di Samuel Johnson: abbiamo conosciuto non soltanto Londra ma anche questo letterato del diciottesimo secolo di cui molti di noi non conoscevano l'esistenza!

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    giulio agnoli

    25/06/2014 08.14.11

    Non sono daccordo con il giudizio precedente, mi sembra invece che il libro sia un collage interessante di ricordi personali e storia della città che fanno sentire un po di quell atmosfera particolare che si respira a Londra. Forse il mio giudizio è condizionato dall'amore che provo per questa città, ma credo che possa interessare anche a chi vuole farsi un'idea dell'anima di Londra

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    Daniel Montrose

    15/05/2014 19.06.50

    Ho letto con curiosità questo libro di Simonetta Agnello Hornby. Avevo come molti apprezzato la Mennualara e devo dire non sono più riuscito ad apprezzare i suoi successivi libri. Questo ultimo libro conferma il giudizio dato su gli altri lavori della scrittrice. Il libro è scritto bene ma risulta fiacco e noioso. Non si capisce più di tanto dove voglia andare a parare e sinceramente sembra un libro scritto un po' con la mano sinistra. Certo alcuni scorci di Londra sono suggestivi.

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