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Stefano Cammelli

Editore: Il Mulino
Collana: Intersezioni
Anno edizione: 2005
Pagine: 249 p. , Brossura
  • EAN: 9788815108463

Recensioni dei clienti

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    Marco B.

    14/10/2006 17.05.36

    Ho letto il libro - compresa la postfazione e le note alla postfazione - e mi è piaciuto. Mi piace l'idea di presentare quel mondo attraverso le storie quotidiane e i ricordi di quanti ci vivono, e mi piace l'idea di storie orali e individuali che diventano storia scritta e corale. Mi piace scoprire che, oltre a quello di cui si parla tutti i giorni a proposito del Vicino Oriente, c'è tutto un altro universo, rispetto al quale, di solito, noi Occidentali mostriamo poco interesse. E se queste storie non fossero state raccolte tra la gente e riproposte al lettore solo con il minimo di rielaborazione necessaria, come insiste a dire Cammelli? Tutto sommato non cambierebbe molto. Chissà cosa ne pensa quel gran lestofante di Manzoni che ci vuol fare tutti fessi con la storia del manoscritto secentesco!

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    Giovanni Berceti

    14/09/2006 19.20.59

    Un libro semplice, bello. L’autore racconta storie di vita di tutti i giorni. Non filosofia, non uomini di potere o massimi sistemi. Nella vita quotidiana si comprendono i problemi del Medio Oriente, l’assurdità di certe situazioni. È questa normalità che mi è piaciuta. Una normalità che spiega più di qualunque discorso quale dramma devono vivere queste popolazioni alle prese con il terrorismo integralista islamico. Un libro semplice, che dovrebbero leggere i ragazzi a scuola.

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    Lucio Z.

    31/01/2006 06.40.18

    Il libro mi è piaciuto. Chi lo ha scritto conosce il suo mestiere. Però ci sono due cose che non condivido: come si fa a parlare di Medio Oriente senza spendere una sola parola su Israele? Cammelli avrà le sue ragioni ma a me la cosa è suonata male, molto male. La seconda cosa che non mi è piaciuta è questo prendere in giro il lettore sperando che creda che queste storie sarebbero state registrate per davvero. Caro Cammelli: lei ha scritto dei bei racconti, filo palestinesi ed anti-ebraici. Ha diritto di farlo, ma non prenda in giro il lettore! Resta il fatto che il libro è bello.

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