Categorie

Davide Van de Sfroos

Editore: Bompiani
Collana: AsSaggi
Edizione: 2
Anno edizione: 2005
Pagine: 200 p. , Brossura
  • EAN: 9788845234231
Approfitta delle promozioni attive su questo prodotto:

Recensioni dei clienti

Ordina per
  • User Icon

    xavor

    10/11/2006 17.47.44

    C'è un uomo alla ricerca di sé stesso e una donna che da sé, dal suo passato, rifugge. L'uomo dall'anima bivalente che di sé più non sa niente, o forse mente, si chiama Herbert Fanucci ma per gli amici è Vittorio Cadenazzi, di professione fotoreporter - paparazzo scomodo, anche se per gli amici di una vita la sua professione resta ignota. Semplicemente un giorno è andato via da Lenno, il suo paesino sul lago di Como, e dopo tanto è tornato, all'improvviso è tornato, con in mano una macchina importante e il suo mistero vivente. Dice di essere tornato per scrivere un libro che lo riguardi e riguardi la sua gente ma, in parte, mente. Ricapitolando: Maria Luna Reyes è la donna che scappa dal passato, lui è l'uomo che dal passato è tornato. Ma l'incrocio di destini banale e consumato finisce qui. Entrambi hanno qualcosa da nascondere, entrambi hanno qualcosa da raccontare... Una storia che si dipana in maniera originale, raccontata in prima persona dal protagonista con una strategica terza persona nel finale, nel commuovente finale. Duecento pagine che si voltano senza che ce ne si accorga. C'è tanto Davide Van De Sfroos, cantante, scrittore, poeta e paroliere emiliano e artista completo in questo libro. Dopo Ligabue ecco un altro che sa fare di tutto un po' (gli mancano i film, come Luciano) e lo sa fare anche bene! C'è tanto Davide Bernasconi in questo libro. Che è più o meno la stessa persona. Chissà forse, un giorno, anche lui soffrirà dello sdoppiamento d'identità come il suo personaggio. Forse un giorno anche lui si chiederà se sia più lui o più il suo pseudonimo e allora si che ne vedremo delle belle! (e avrà più paura di cantare o di scrivere?!?... Nel libro capirete che intendo! ;oD) . Daniele.

  • User Icon

    Dami

    26/06/2006 01.14.39

    E' un libro dove il Davide Bernasconi mette un po' della sua fantasia e della sua poesia per creare lintelaiatura della storia e poi è come un bambino che gioca ad immaginarsi un mondo che vorrebbe creare tutto per se. Davide ama davvero tanto la musica e ci gioca anche in questo libercolo, a volte anche troppo. Ama tutta la musica... anche la sua, a tratti arriva addirittura all'autocelebrazione, ma credo, anzi spero, più per troppo amore che per presunzione.

  • User Icon

    Matteo Fumagalli

    19/02/2006 14.15.27

    Poco ci manca ad esser definito capolavoro,nella sua semplicità riassume poesia e mistero,quotidianità "laghee" e ricerca di umanità..belle molte battute ad effetto anche se il cui senso non solo letterale ma anche "spirituale"è comprensibile solo ai "madrelingua" di questo crudo ma poetico dialetto alto-lombardo.In effetti l'autocelebrazione stecca un pò..peccato veniale. Matteo

  • User Icon

    graziano

    16/02/2006 12.02.19

    Per quanto mi riguarda: prova non superata. Certi dialoghi stridono come sabbia sotto i denti, la storia...vabbé, l'autocelebrazione, poi, poteva risparmiarsela. Lasciamo perdere le citazioni dei personaggi famosi e quel batterista finale. Insomma, per tanto mi piaccia il De Sfroos cantautore, così poco mi è piaciuto il De Sfroos romanziere.

  • User Icon

    awayfromeyes

    15/01/2006 20.18.37

    Come sempre, ogni cosa che esce da quell'uomo è qualcosa di magico e pieno di atmosfera. l'unica pecca: poteva risparmiarsi l'autocitazionismo e utilizzare un altro violinista per il finale.

  • User Icon

    alice62

    10/01/2006 12.30.07

    Van DE Sfroos e' la voce profonda,ultima e piu' bella del romanticismo lombardo; in questo libro riassume una vita di canzoni e di esperienze di vita che esplodono in fuochi pirotecnici di fantasia,nostalgia,ricordi citazioni.Un libro bello come di notte i fuochi sul lago.Splendido.Incantevole.

  • User Icon

    Simone

    09/01/2006 23.06.39

    Forse se uno non conosce il Davide cantante non riesce a cogliere in pieno questo libro. Forse se uno non conosce i suoi luoghi non riesce a capire appieno queste pagine. Forse se uno pensa che Davide Van De Sfroos sia soltanto un cantante dialettale non riesce a catturare la sua poesia. Forse, soltanto forse... Forse se non l'avessi letto allo scadere dell'anno non potrei dire che per me è il più bel libro del 2005. Simone

  • User Icon

    Owl

    04/01/2006 15.10.29

    E' un romanzo pieno di poesia, una favola umana profonda e ricca di sorprese.

  • User Icon

    sevilla

    04/01/2006 00.46.12

    Geniale! Un libro davvero riuscito: dalla struttura alle citazioni, dalla prosodia ai sentimenti, Davide Van De Sfroos si rivela un narratore di prim'ordine, e non mi stupirei che nel suo futuro la scrittura diventasse ancora più importante. Nelle pagine di "Il mio nome è Herbert Fanucci" ho ritrovato le variopinte immagini delle canzoni di DVDS sedimentate in un universo più ampio (quello di un testo compiuto, dove finalmente possono mostrare tutta la loro forza e la loro acutezza), filtrate e riproposte attraverso un caleidoscopio fatto di musica, cinema e poesia, fino a dar corpo a un mondo nel quale si concentrano le cose migliori dei Pink Floyd, di Kusturica e di Garcia Lorca. Un romanzo De Sfroos DOC (anche perché è scritto in un buon italiano, in barba alle mirabolanti avventure sintattiche di molti giovani autori, e il dialetto laghèe è centellinato con superba maestria).

  • User Icon

    Peterpan

    23/12/2005 11.42.54

    Un bel libro.Si puo' ridere e no.

  • User Icon

    Mariapaola

    18/12/2005 19.26.01

    Libro leggero, facile e di lettura scorrevole, un pò strampalato ma carino... Un saluto all'autore!!!!

  • User Icon

    Macabeu

    13/12/2005 17.07.10

    Meglio,molto meglio il Davide Van De Sfroos de Le parole sognate dai pesci. Li'v'era poesia e bella scrittura,qui la bella scrittura appena traspare e la poesia si limita ai luoghi tipicamente sfroosiani: il lago,Lenno,la villa rossa,il Barone della luna storta,la cooperativa,il mercatino,le scalette al lago.Il resto( ricordi,introspezione) appare di corrente mediocrita'(e pure un po' caotico). Spero che "l'esser tornato con una lacrima in piu'" convinca Van de Sfroos a non abbandonare i suoi sentieri: la fiaba,il lago,le atmosfere, la gente,le madame Falene,la corriera,la gallina fredda,i couboys de Milàn,l'aquaduulza. Insomma: un racconto non memorabile.

  • User Icon

    Anna

    11/12/2005 14.04.13

    Il racconto del viaggio - avventura - lavoro di Herbert / Vittorio è la ricerca della attribuzione - negazione di una identità. Si sente il suo attaccamento alla sua terra, anzi alla sua acqua; il libro dopo le prime pagine che non invgliano si fa coinvolgente, e quasi quasi dispiace che si sia arrivati alla fine.

  • User Icon

    Pippo Farnelli

    07/12/2005 01.13.47

    Un viaggio dentro un luogo, dentro i pensieri di un uomo qualunque che è stato speciale e inutile nel contempo. Un libro giallo senza spari dove l'anima e i sentimenti dei protagonisti fanno girare le pagine con curiosità . Trama e poesia si intrecciano con equilibrio, passato e modernità si compenetrano come nella vita reale. A me è piaciuto molto

  • User Icon

    humbert humbert

    04/12/2005 20.52.19

    Un libro noioso e strampalato che non riesce nel suo intento. Sconsigliato.

  • User Icon

    Alias

    24/11/2005 12.34.48

    Davide Van DE Sfroos(Davide Bernasconi),nato a Monza ma cresciuto sul Lario(nella Tremezzina)- laddove fiorivan le azalee che suo padre amorosamente curava- ha ricevuto tanto dalla terra d'elezione o,meglio,terra natìa. Lo dice lui stesso(in Perdonato dalle Lucertole) e,se non lo dicesse,basterrebbe sentirlo parlare per riconoscere il laghee'(laghista,diceva Stendhal)puro.E dal lago il Van ha ricevuto tanto:lingua,colori,odori,incanto,brume,breva e tivan,azzurro e verde,polenta e missoltini,storie di streghe e storie di contrabbando e acqua,tanta acqua,dolce o spurcelenta ma cosi' amata-quell'aquaduulza!!.Tutto cio' Il Van ha messo in musica,regalandoci canzoni bellissime e struggenti,vive come viva e' l'anima del Lario. Ora- dopo "Le parole sognate dai pesci"- Davide ci regala questo libro ch'e' un fuoco di fantasia,uno straripar della gioia di raccontare, una girandola di affabulazioni le piu'strambe e le piu'inverosimili. In una lingua altrettanto scoppiettante,precisa, immediata che va direttamente al cuore e al cervello. Non ci si poteva aspettar di meno da Vittorio Cadenazzi che cambia il prorio nome in quello di Herbert Fanucci,un nome inesistente che s'impossessa del suo autore. Da leggere.

Vedi tutte le 16 recensioni cliente (dalla più recente) Scrivi una recensione