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Il mio nome è Rosso - Orhan Pamuk - copertina

Il mio nome è Rosso

Orhan Pamuk

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Editore: Einaudi
Collana: Super ET
Edizione: 2
Anno edizione: 2014
Formato: Tascabile
In commercio dal: 19 maggio 2014
Pagine: 456 p.
  • EAN: 9788806222215

nella classifica Bestseller di IBS Libri Narrativa straniera - Gialli - Gialli storici

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Il mio nome è Rosso

Orhan Pamuk

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Scelto da IBS per la Libreria ideale perché questo romanzo racconta una civiltà a cavallo tra Occidente e Oriente, tra laicità e religiosità, segnata da eccessi ma anche da una grande consapevolezza. La Turchia: un paese in cui le contraddizioni culturali si percepiscono nettamente. Per metterne in rilievo tutti gli aspetti più oltranzisti (e per altri versi più interessanti), Pamuk ricorre al romanzo storico, pur essendo chiaro che intende anche denunciare una situazione contemporanea.

Un romanzo d'amore, una storia di intrighi e di misteri che conducono fino alle stanze segrete del palazzo del Sultanom l'eccezionale talento narrativo e la grande sensibilità poetica di Orhan Pamuk

Istanbul, 1591. In una città scossa da antiche inquietudini e nuovissime tentazioni, tra i miniaturisti del Sultano si nasconde un feroce assassino. Per smascherarlo, Nero è disposto a tutto, anche a rischiare la vita. Perché se fallisce, per lui non ci sarà futuro con la bella Seküre, non ci sarà l'amore che ha sognato per dodici anni. Libro corale, carico di passione e di suspense, questo straordinario romanzo di Orhan Pamuk restituisce la ricchezza e la malinconia di un mondo al tramonto. Nel contrasto tra i due vecchi miniaturisti, Zio Effendi e Maestro Osman, Pamuk riassume una discussione che continua ancora oggi nel mondo islamico, diviso tra modernità e tradizione.
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    dagnegne

    24/06/2019 10:40:54

    Nonostante l'affascinante ambientazione nella Istanbul del XVI secolo, la lettura si fa pesante in molti punti. Pochi i passi davvero appassionanti. Il testo è ricco di rimandi eruditi ai testi sacri, all'arte e alla letteratura islamica, molto difficili da cogliere se non si ha un minimo di infarinatura. Il tema di fondo, ovvero l'eterno conflitto tra modernità e tradizione nella cultura islamica, risulta di grande interesse e attualità, ma la scrittura non rapisce. Delude anche un po' la risoluzione del giallo.

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    lucy in the sky

    24/03/2019 13:15:26

    Mi aspettavo un romanzo travolgente e invece ho trascinato abbastanza stancamente la lettura di questo libro. La trama gialla che sostiene tutto il racconto non riesce mai a essere avvincente, la storia d'amore tra due dei protagonisti principali non mi ha mai fatto palpitare, i personaggi che vorrebbero essere enigmatici sono spesso incolori e ripetitivi. La struttura narrativa è costruita con l'alternanza di più voci che raccontano, ma spesso non sono chiaramente riconoscibili (per fortuna all'inizio di ogni capitolo viene indicato chi sta parlando!) e solo raramente riescono a trasportare il lettore nei tempi e nei luoghi della vicenda (la Turchia del 1600 circa). Le parti migliori sono quelle in cui si traccia la storia della miniatura orientale, contrapponendola all'arte figurativa occidentale, ma anche in questi stralci non mancano ripetizioni e farraginosità.

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    Irene

    08/03/2019 11:43:44

    Questo libro, pur non essendo il più bello che abbia letto, è sicuramente il mio preferito. E' stato il primo che ho letto di Orhan Pamuk e mi ha conquistata immediatamente per lo stile di scrittura impareggiabile e sorprendente. La storia è narrata da diversi punti di vista che, a mano a mano, portano il lettore attraverso i vicoli di una Istanbul seicentesca, a cavallo tra antiche tradizioni e modernità, per cercare di far luce su un omicidio avvenuto nella stretta cerchia dei miniaturisti. Frasi e protagonisti indimenticabili, assolutamente consigliato.

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    Franco

    23/09/2018 09:15:28

    Un nome, Rosso, per far risaltare i colori vivaci di miniature tradizionali di un oriente che scopre, con sospetto, anche una "demoniaca" attrazione per la pittura occidentale. Misteriosi omicidi tra i più grandi miniaturisti, in un intreccio avvincente, e un amore che non si perde in fascini esotici, ma rivela tutta la forza dell'umanità. La struttura di un giallo per un romanzo coinvolgente e senza tempo.

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    Marco

    14/12/2017 13:49:13

    Affascinante dipinto di arte divisa tra oriente e occidente , ma assai diversa nell’anima di coloro ne furono i protagonisti nei rispettivi mondi. Il pensiero orientale di concedere la propria anima , il proprio corpo ,nella parte più profonda come gli occhi , come tributo , quasi naturale, al divino ci mostra una intimità che , a volte, sfugge al pensiero occidentale. Da leggere e apprezzare

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    Angela

    30/09/2017 21:25:10

    Lettura colta ed impegnativa, contraddistinta da uno stile narrativo ricco di un poetico linguaggio figurato, con personaggi ben delineati che si muovono tra le trame di un intrigo ben ordito. Degna di nota è la vena ironica che fluisce nel romanzo.

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    Lambertosan

    19/01/2017 22:24:25

    Mi dispiace molto doverlo ammettere, ma questo libro ben presto risulta noioso. Intendiamoci: la scrittura è scorrevole e la struttura interessante. L'idea di più narratori-personaggi che si alternano e che danno ognuno la propria verità dei fatti è geniale, ammettiamolo, ma non viene sfruttata bene a mio avviso. Ci sono due omicidi, c'è un segreto legato ad un libro, ci sono identità nascoste... ma il lettore è letteralmente sommerso da soporifere e ripetitive riflessioni sulla miniatura (che son digressioni anche e soprattutto sulla scrittura e sulla creazione artistica in genere, questo è evidente) e rischia di perdersi e perdere il filo del discorso. Anche la tematica dello scontro fra culture, fra Occidente ed Oriente, alla fine risulta eccessivamente marginale. Ahimè, una lettura che non consiglio a tutti...

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    lalla

    11/04/2016 16:07:54

    Ho letto molte recensioni positive, vi avverto subito io non sono dello stesso parere. C'è un omicidio e c'è una storia d'amore. La storia ruota principalmente intorno al mondo del lavoro della miniatura (proprio come il profumo che ruota attorno alle fragranze e agli odori) . E 'affascinante in un primo momento , ma la ripetizione più e più volte degli stessi temi mi ha fatto svanire il mio desiderio di sapere se l'assassino si sarebbe riuscito a farla franca o meno. Un artista può che avere il proprio stile o, al contrario, imitare i vecchi maestri? L'artista può curare al meglio il suo lavoro? Si dovrebbe forse prendere ad esempio qualcosa della pittura occidentale? e tra l'altro diventando ciechi facendo questo lavoro senza sosta è forse il privilegio invidiabile dei grandi maestri? Le risposte a queste quattro domande sono illustrate da molte leggende, storie e aneddoti. Vi esonero dalla lettura del romanzo: la risposta in ogni caso è sempre negativa. E tutto ciò viene semplicemente ripetuto più e più volte. L'illuminatore, l'illustratore deve rispettare coloro che lo hanno preceduto, esercitare la sua arte nel costante timore di Dio, non copiare gli infedeli che hanno il coraggio di fare ritratti, le prospettive e le ombre! Questo viene ripetuto troppe volte. Questa atmosfera di paura e sottomissione alla tradizione, alla autorità del Sultano e a Dio è schiacciante. Gli occidentali vengono sospettati di idolatria con i loro ritratti sono sia ammirati che disprezzati. Un libro ben scritto ma sinceramente si ripete continuamente e con insistenza e quindi il mio voto è basso.

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    Irene

    02/02/2016 20:57:38

    Un libro bellissimo e scritto divinamente. L'inizio è indimenticabile. Da leggere e rileggere.

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    Luca

    11/10/2014 18:42:30

    Il libro ci immerge nella Istanbul di fine 1500,nel mondo dei miniaturisti, nella cultura e nel pensiero mussulmano e nelle sue più diverse sfaccettature. Buona anche la parte del giallo, che gira attorno ai 2 omicidi. Il testo è molto descrittivo e può perciò risultare noioso e ripetitivo per chi segue solamente la caccia all'assassino. Se invece si cerca di comprendere a fondo una cultura come quella mussulmana, che oggi ci è molto vicina, la cultura del mondo ottomano, l'arte dei miniaturisti e forse la malinconia di un mondo passato, si apprezza a pieno la lettura. Consigliato

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    dany

    04/04/2008 11:01:17

    bellissimo. se ha vinto il nobel c sarà 1 motivo...

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    Giorgio

    02/09/2006 13:01:20

    E' un libro bellissimo...è la prima volta che leggo un tipo di libro in "narrazione multidiagetica", e oltre che trovarlo innovativo mi ha affascinato la ricchezza delle descrizioni del luogo, delle abitudini alimentari... Molto affascinante.

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    nadia bianchi

    03/07/2006 23:34:45

    Libro che di sicuro affascina per tutto quello che gira intorno al giallo:quasi un trattato sulle diversità tra occidente/oriente, sulla fusione di queste due culture, sulla laicità dell'uno e la religiosità dell'altro, sull'iconoclastia o meno. Interessante, stimolante, ricco di immagini,barocco. Forse per molti aspetti ripetivo e troppo prolisso: la leggenda di Sirin,ad esempio, quante volte è stata descritta?

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    BIBI

    03/12/2005 21:03:32

    Davvero Bellissimo.... visionario come un sogno! Un libro da 1000 e una notte!

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    Giulia

    03/12/2005 19:18:12

    Bello! Bello! Vale la pena, merita perchè ti conquista. Ambientazione e situazioni visionarie come un racconto delle Mille e una notte! Consigliatissimo!

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    alberto

    23/01/2002 22:58:13

    Libro straordinario. La storia viene raccontata da più voci in ogni capitolo con uno sforzo di soggettivizzare il punto di osservazione di ciascuno: uomo, donna animale o oggetto. E' più di una trovata, é una dimensione dell'espressione che dimostra il talento inventivo e narrativo di Pamuk. Geniale l'idea di costruire le differenza fra due mondi attraverso il contrasto tra due concezioni della rappresentazione: la tradizionale miniatura dei paesi islamici che esprime il punto di vista oggettivo di occhio di dio e la concezione pittorica degli europei della fine del 1500 che esaltano la rappresentazione come occhio dell'uomo sul mondo. Da non perdere.

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    natalia

    13/11/2001 17:00:01

    Sarebbe stato un libro affascinante, con 200 pagine in meno. Bella la vicenda del contrasto tra miniatura-iconoclastia-islam vs. ritratto europeo-cristianesimo. Però prolissa la continua ripetizione di: 1)descrizione della miniatura del maestro tale e talaltro 2) narrazione delle leggende o vicende storiche illustrate nelle miniature 3) tutti 'sti nomi di sultani, pascià, kahn, visir, effendi e compagnia bella dei quali vengono ripetute svariate volte le gesta. Se avessi dovuto leggere una volta di più la storia di Sirin che si innamora di Cosroe guardandone il ritratto appeso a un albero avrei dato di matto. A parte questa lentezza (che pregiudica), bella la vicenda amorosa e anche la vicenda "gialla".

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  • Orhan Pamuk Cover

    Scrittore turco, Premio Nobel per la letteratura nel 2006. Abbandonati gli studi di architettura, esordisce con il romanzo Il signor Cevdet e i suoi figli (1982), affresco di tre generazioni ambientato nel quartiere natio di Nisantasi, con il quale ottiene grande successo; cui sono seguiti La casa del silenzio (1983) e Il castello bianco (1985), nei quali l’incontro tra un giovane veneziano e uno studioso ottomano è pretesto per affrontare quello, problematico e conflittuale, tra Oriente e Occidente. Lo stesso tema ricorre, declinato in modi diversi, anche nei più recenti Il mio nome è rosso (1998, premio Grinzane) e Neve (2002), dai risvolti più marcatamente politici. Istanbul (2003) ha affascinato per l’abile tessitura che cuce... Approfondisci
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