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Marijan Molé

Traduttore: G. Calasso
Editore: Adelphi
Anno edizione: 1992
Pagine: 164 p. , Brossura
  • EAN: 9788845908897

scheda di Filoramo, G., L'Indice 1992, n. 8

A differenza del panteismo naturalistico che contraddistingue la mistica induista o dell'amore per un dio incarnato che contraddistingue la mistica cristiana, il misticismo Islamico ha le sue radici nello stesso Corano e nella sua peculiare concezione di una trascendenza sovrana di Dio portata alle conseguenze spesso più paradossali. Proprio la natura radicale di questo monoteismo, d'altro canto, secondo cui l'essere è soltanto di Dio, aiuta a comprendere, secondo Molè, un altro carattere distintivo del sufismo, che anche nelle sue versioni più sconvolgenti, contrariamente alla mistica ellenistica e a certa mistica cristiana, non aspira alla deificazione, ma all'abbandono degli attributi umani e all'assunzione degli attributi divini. A ragione dunque l'autore, in questo bel lavoro di sintesi, che conserva intatta la sua freschezza espositiva grazie al continuo contatto con le fonti, sottolinea, accanto agli imprestiti, che indubbiamente ci furono, cristiani, gnostici e neoplatonici, le radici islamiche del fenomeno: "i sufi non hanno mai voluto essere altro che musulmani... tutte le loro dottrine, tutti i loro gesti, usi, pratiche, si basano su una particolare interpretazione del Corano e della tradizione profetica".