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Ada Lonni

Editore: Paravia
Anno edizione: 1999
Pagine: 160 p.
  • EAN: 9788839561947

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    Tullio Pascoli

    12/01/2013 20.00.36

    In epoca di crisi economica, la presenza di stranieri in Europa ed in Italia, sembra stimolare i timori che i forestieri che ci invadono vengano a concorrere, occupando i pochi posti di lavoro che il mercato ancora offre. Vengono visti dagli autoctoni come alieni con i quali è difficile convivere, non essendo disposti ad accettare i costumi locali. Falso! E Ada Lonni lo spiega in modo molto chiaro, sostenendo eloquentemente come la diversità e, conseguentemente, i migranti non costituiscono un pericolo, bensì un valore aggiunto che arricchisce il patrimonio umano di qualsiasi Nazione. Di facile lettura, contribuisce a capire valori che ogni individuo proveniente da altrove è portatore di nozioni, conoscenze, costumi ed esperienze utili che si aggiungono ai valori accumulati dalle culture dei Paesi ospitanti. Da leggere e raccomandare non solo a chi difende principi di libertà di circolazione di idee, merci, persone e capitali guadagnati onestamente, ma anche e soprattutto a coloro che credono di poter difendere i propri interessi e quelli del proprio Paese, ergendo ostacoli alla libera entrata di soggetti armati di coraggio e di speranza, come facevano milioni di Italiani fino a qualche decennio fa. Infatti, come i nostri emigranti di cui scrive pure l'eccellente Gian Antonio Stella - fra l'altro - ne L'ORDA, gli stranieri vengono con lo stesso intuito di migliorare la propria esistenza; emigrano per soddisfare le proprie ambizioni e contribuire al progresso dei luoghi raggiunti. Non per niente, nella loro grande maggioranza, non rubano posti di lavoro; anzi, coprono quei posti disponibili - che i nostri, dall'olfatto troppo delicato, declinano -, coprendo intere aree di servizi essenziali che la nostra gioventù, troppo spesso considera non all'altezza del proprio stato sociale, preferendo così, di starsene a casa a fare i comodi nullafacenti, magari sulle spalle dei poveri genitori in pensione o con l'ausilio concesso a chi si dichiara disoccupato.

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