Il morso della reclusa

Fred Vargas

Traduttore: M. Botto
Editore: Einaudi
Anno edizione: 2018
In commercio dal: 23/01/2018
Pagine: 432 p.
  • EAN: 9788806236830

nella classifica Bestseller di IBS Libri - Narrativa straniera - Gialli - Narrativa gialla

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Recensioni dei clienti

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    Max Frammenti

    14/05/2018 18:32:37

    La scrittura di Vargas è sempre molto coinvolgente e scorrevole, e i suoi personaggi sono così realistici che sembrano vecchi amici e si stenta a credere di non poterli più incontrare una volta terminata la lettura. Il passato del commissario Adamsberg è sempre un po' poco casualmente collegato ai casi che gli si presentano, dettagli che non gli servono per essere un personaggio completo e che falsificano un po' la narrazione, ma nel complesso è sempre una lettura piacevole e interessante.

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    n.d.

    09/05/2018 11:35:41

    La Vargas sempre all'altezza delle aspettative. Una trama avvincente, un po' cruda e crudele che ti entra dentro e non ti lascia nonostante abbia finito il libro da giorni. Si tifa quasi per l'assassino alla fine. Il commissario Adamsberg resta uno dei miei preferiti, con il suo guardare dentro la nebbia e le sue bolle di proto pensieri. Consigliatissimo a chi vuole mettere in moto gli ingranaggi della mente!

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    Francesco

    08/05/2018 14:20:01

    Primo e ultimo libro della Vargas.... normalmente leggo thriller di scrittori del nord col doppio delle pagine in poco tempo.... questo fino a metà volevo "mollarlo" e mi ci è andata un eternità ad arrivarci.... mi addormentavo dopo poche pagine ogni volta..... lentissimo e inconcludente, molto ripetitivo e troppo dispersivo, composto inoltre da troppi personaggi... si salva nelle ultime 100 pagine in cui diventa più fluido ed ha un finale inaspettato ma non per questo acquisterò altri romanzi della scrittrice.... peccato, prometteva bene....

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    Elena

    30/04/2018 22:15:09

    Devo dire che la Vargas mi piace sempre molto, divoro i suoi libri e vorrei che ne scrivesse più spesso... Come per tutti gli autori certi libri riescono meglio, altri meno, ma non sono mai rimasta delusa, i casi del commissario Adamsberg sono sempre molto intriganti, particolari, e lui è un personaggio inusuale e affascinante.

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    Erica Berti

    30/04/2018 10:20:38

    Concordo pienamente con Fiorella. Non è la Vergas che conosciamo: Adamsberg è perso nelle sue bolle, la trama noiosa e ossessiva, una grande delusione.

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    Ciro D'Onofrio

    20/04/2018 14:42:05

    Malgrado il grande successo internazionale di Fed Vargas io vado controcorrente. Il Morso della reclusa è il primo libro che leggo della scrittrice, un libro che decolla veramente non prima di 110/120 pagine, la trama del giallo in sé è interessante,serrata e coinvolgente, intelligente l’attenzione particolare riservate alle donne ma il libro, per me, è fiacco,lento,ha delle divagazioni spesso noiose, inseguendo un sofisticato fine a se stesso. Una storia che potrebbe concludersi ben prima salvaguardando la sua l’essenzialità ed invece si zavorra in maniera stucchevole. Consapevole di essere una voce fuori dal coro difficilmente credo di “rincontrare” la Vargas.

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    Bapi

    15/04/2018 14:20:11

    Uno dei più bei romanzi scritti da Fred Vargas! A differenza di tanti altri autori che, col tempo, esauriscono la loro vena creativa, lei continua a sorprendermi per la peculiarità delle idee, dello stile e del nebuloso mondo che avvolge il protagonista Adamsberg! Grazie Fred Vargas e continua così!!!

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    Carlo Viani

    15/04/2018 10:54:24

    Anche io un po' deluso. Buono ma sotto la media Vargas

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    Clara

    14/04/2018 07:09:38

    Concordo con le altre recensioni, questo libro è inferiore ad altri pubblicati dalla Vargas. Il commissario è troppo perso nelle sue bolle e la trama sembra forzata; il libro stenta a decollare. Per chi ha letto tutta la serie può anche valere la pena, ma nel complesso questo libro si può anche non leggere.

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    Hadar

    02/04/2018 19:58:14

    Una trama poco avvincente con sprazzi di intuito del commissario che rimangono lì a mezz'aria. È il primo libro che leggo della Vargas, non mi ha entusiasmato. Sì, a tratti simpatico e con qualche passaggio interessante, ma niente che lo faccia emergere tra i libri che esistono su questo tipo di genere

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    BOB_MANGUSTA

    30/03/2018 12:41:07

    Non è sicuramente un capolavoro. Il commissionario è più confusionario del solito . L'argomento è interessante e di moda : le molestie che gli uomini fanno alle donne ed il bullismo in generale. Ma la trama è svolta in modo confusionario, secondo il mio parere

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    fiorella

    27/03/2018 20:56:52

    Che delusione ! Caotico, una Vargas irriconoscibile. E' riuscita a distruggere un personaggio favoloso come il commissario Adamsberg che adoravo trasformandolo in una parodia di se stesso. E poi più che un giallo sembra un trattato di aracnologia , si parla solo di ragni e dei loro veleni. Noioso. Lo sconsiglio specialmente a chi ha amato i romanzi precedenti.

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    n.d.

    27/03/2018 17:31:37

    Giallo abbastanza banale con pretese pseudo culturali e finale ampiamente prevedibile. Non credo leggerò più nulla di questa autrice.

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    Andrea Fava

    26/03/2018 12:02:22

    Questa volta, oltre alla nebbia, ci sono le ragnatele di un ragno solo apparentemente innocuo ad avvolgere Adamsberg in un mistero che inizia surreale per diventare reale mano a mano che la lettura procede. Intrigante e appassionante come tutti gli altri romanzi della Vargas, per la quale bisognerebbe inventare un genere a sè in quanto "poliziesco" o "noir" sono decisamente riduttivi per la migliore scrittrice di ...(?)... dei giorni nostri.

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    Clara

    24/03/2018 07:45:42

    Anch'io ho trovato questo libro inferiori agli altri della stessa autrice; l'idea di per sé è interessante ma è il tono che manca. Il commissario perso nelle sue bolle, i flashback nel passato e i contrasti fra colleghi fanno perdere molto. Peccato. Spero che la Vargas riesca a tornare al suo livello migliore.

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    Giuseppe Distefano

    23/03/2018 06:17:05

    Un bell poliziesco con una decina di personaggi in divisa ed altrettanti morti seriali. Quando il commissario sembra capire cosa succede torna tutto in alto mare. Ma a 200 pagine (su 700) dalla fine compaiono nuovi personaggi...

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    Davvero un gran thriller!

    22/03/2018 13:30:39

    Bravissima come sempre la Fred Vargas francese. Storia originale e scritta benissimo, finale ottimo e colpi di scena. Un pò lungo ma d'altronde è lo stile dell'autrice. Consigliatissimo

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    ginsengman

    17/03/2018 08:16:51

    Anche in questo romanzo la Vargas ci accompagna lungo le complesse indagini del commissario Adamsberg. Questa volta non meno colpi di scena del solito, ma sempre intriganti. Non è tra i migliori della scrittrice ma si legge tutto d'un fiato e poi...ci si chiede quanti anni dovremo aspettare per il prossimo libro!

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    chicca

    14/03/2018 09:45:11

    Mi accodo alle precedenti recensioni: avevo grandi aspettative su quest'ultimo romanzo della Vargas e speravo che la delusione del precedente Tempi glaciali fosse uno dovuto ad uno scivolone isolato. Invece un po' meglio ma non siamo assolutamente ai livelli dei romanzi precedenti. Il commissario Adamsberg è diventato quasi irritante nella sua evanescenza, i personaggi del commissariato sempre più macchiette e non è giustificato (e neppure necessario ai fini della storia) il comportamento di Danglard. Migliore la parte che riguarda l'indagine sui delitti, sempre accurata e interessante. Un'altra comparsata dell'evangelista Matteo.

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    Francesca Novella

    13/03/2018 20:02:59

    Un'accozzaglia di sentieri che si incrociano senza una chiara direzione. Lettura lenta, i libri che ti inchiodano alle pagine sono ben diversi.

Vedi tutte le 48 recensioni cliente (dalla più recente) Scrivi una recensione

Nella nebbia ci vedo benissimo. Anzi, meglio che altrove. Quindi sarò chiaro, Danglard. Non credo a una moltiplicazione delle recluse. Non credo a una mutazione del loro veleno, così grave e così improvviso. Credo che quei tre uomini siano stati assassinati.

Buongiorno Jean-Baptiste Adamsberg, ben tornato! E buongiorno anche al colto e scaltro comandante Danglard: ci è mancato molto, così come la straordinaria Retancourt con il suo metro e ottantacinque di altezza i centodieci chili di peso e l’energia di dieci uomini: una quercia celtica. Finalmente li ritroviamo, insieme agli altri colleghi dell’Anticrimine di Parigi. Possiamo di nuovo gustarci i dialoghi un po’ surreali che caratterizzano i rapporti tra il capo e i suoi collaboratori, curiosare nella vita privata dei protagonisti (ma non troppo, quanto basta per farsi un’idea della solitudine di alcuni e della ricchezza di rapporti di altri), seguirli nelle loro indagini, tutt’altro che lineari.


Una donna investita da un suv. Tre anziani morti in campagna. Un ragno velenoso – la reclusa -, ma non abbastanza per uccidere all’istante. Sono questioni aperte che nella mente di Adamsberg devono trovare una ragione. Perché quella donna? Perché i tre anziani sono deceduti dopo il morso di un ragno che generalmente si nasconde, non aggredisce e che, se anche lo facesse, potrebbe creare problemi seri, ma non certo la morte per avvelenamento? Chi erano quei tre uomini? Nessuno sembra capire che queste morti non sono tragiche fatalità, ma omicidi. Nessuno tranne Jean-Baptiste, che decide di indagare a dispetto di tutti, anche dei suoi collaboratori.

Fred Vargas è autrice molto seguita e apprezzata. I suoi romanzi si innestano nel filone polar francese, ma superando ogni vincolo di genere. L’atmosfera ombrosa, le nebbie che coprono i paesaggi e il vento gelido che sferza i paesi nordici, eventi atmosferici e geografici che caratterizzano il giallo scandinavo, sfiorano anche queste storie. Ne percepiamo l’odore, ma siamo anche catturati da quell’elemento più mediterraneo (quasi alla Izzo o alla Montalbán), solare e caldo anche nei rapporti umani, che è l’altra componente forte delle sue pagine. Non manca un sottofondo etico, quasi politico, lo stesso che si ritrova in tanti romanzi di Camilleri. La Vargas non è Simenon: nella narrativa di genere ha fatto un passo avanti, rendendola contemporanea. E non è neanche la Giménez Bartlett che sembra quasi divertirsi a usare lo stereotipo. Adamsberg e i suoi compagni sono i poliziotti che troviamo nelle nostre strade e nei nostri commissariati più che personaggi mitici, inarrivabili nella loro unicità come Maigret.

Uno dei primi e più entusiasti lettori dei romanzi della Vargas è Carlo Lucarelli. Ma a dire il vero c’è chi ama moltissimo i suoi personaggi e chi li detesta. Io sto dalla parte di Lucarelli, ma si può dire che la scrittura e le storie di Fred Vargas non lasciano comunque indifferenti. Ottima premessa per la lettura di un libro!

Giulia Mozzato