Il morso della reclusa

Fred Vargas

Traduttore: M. Botto
Editore: Einaudi
Anno edizione: 2018
Pagine: 432 p.
  • EAN: 9788806236830

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    saraliZbeth

    16/02/2018 11:55:22

    finalmente un ritorno alla grande, dopo i due deludenti precedenti, di nuovo non riesco a posare il libro e quando non posso leggerlo, ci penso spesso. In questo romanzo si approfondiscono un po' le figure che girano attorno ad Adamsberg nel commissariato parigino. speriamo di non dover aspettare troppo per il successivo e che la Vargas sia ufficialmente tornata.

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    Alberto

    15/02/2018 10:35:26

    Tengo sempre d'occhio le uscite di Fred Vargas, con questo volume torna l'amato Adamsberg, pieno di nebbie, bolle, palle di neve (chi ha letto il libro capisce), con la sua corte di collaboratori, pronti a seguirlo all'inferno, magari non sempre tutti (idem c.s.) da subito. L'intreccio è lungo da dipanare, arriviamo a superare le 400 pagg. ma ci sta, perchè la ''banda'' aveva tanti componenti e la ''reclusa'' ha avuto il suo da fare e con lei Adamsberg. Cavillando si può dire che certi passaggi sono molto al limite, ma quello che piace (a me, non so agli altri) è il metodo, il lavoro di squadra (vedi sopra), il giusto mix delle personalità, caratteri, culture della ''banda'' di tenenti, commissari, ecc. (incluso il gatto e questa volta la coppia di merli) che Vargas ci propone. Consigliato.

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    Pacifico

    14/02/2018 21:40:35

    Aspettiamo tanto ma siamo ricompensati, W adamsberg.Secondo me tra i più belli. Non vi piace la Vargas,ce ne faremo una ragione.

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    Fabio

    14/02/2018 11:40:14

    Per la prima volta FV mi ha ricordato Agatha Cristhie.La struttura del romanzo ricorda abbastanza dieci piccoli indiani,sia nel dipanarsi della storia che nel giudizio morale inevitabile,del lettore e dei protagonisti, su orrori che vanno dal bullismo alla violenza famigliare passando per tutti i più ignobili abusi concepibili.La statura di questa scrittrice è decisamente superiore alla media,le sue storie non sono mai banali,sempre costruite su solide basi documentali e scientifiche.In questo romanzo mi ha però convinto un po' meno il coinvolgimento del passato famigliare di Adamsberg nello svolgersi degli eventi e alcune coincidenze veramente troppo artificiali e improbabili seppur suggestive e strumentali alla storia. In ogni caso è un romanzo da leggere ,che trasmette emozioni forti e fa riflettere.

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    luca bidoli

    13/02/2018 20:07:24

    Dissento, mi dissocio dal plauso universale. Piace a chi piace già; ma, dal mio soggettivo punto di vista, la macchina narrativa è sempre quella, prevedibile e, alla fin fine, ripetitiva e noiosa. E' come riascoltare la stessa nenia, ritmata un'unfinità di volte e modulata secondo canoni ben precisi e uniformi. Dopo un po' stanca. Adamsberg ha fatto il suo tempo, è un cartoccio vuoto che all'inizio, molto all'inizio, poteva incuriosire: ora è solo prevedibilità allo stato puro. Non giustifica, a mio modesto avviso, tanto clamore e passione, se non tra coloro che, risum teneatis, non possono farne a meno. Io sopravvivo molto bene, coltivando altro, magari incappo sul serio in una reclusa! O, più interessante, in una fuggitiva...

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    Alinghi

    12/02/2018 08:30:14

    Ottimo libro come sempre, ma forse non al top come alcuni dei precedenti. Finalmente spazio a tutti i componenti della squadra, ma un po' troppo defilato Danglard. Solito Adam, solita Vargas quindi una garanzia. Mi resta da capire cosa c'entri l'omicidio iniziale con il contesto del libro. Scritto come sempre in maniera perfetta, personaggi delineati egregiamente. Da leggere

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    roberto

    10/02/2018 16:27:27

    Ho letto tutti i libri della Vargas e sempre con grande piacere. Questo, "Il morso della reclusa", va collocato, a mio parere, tra i migliori di questa splendida scrittrice.

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    Paola

    08/02/2018 12:09:06

    Ritrovare Fred Vargas è una consolazione esistenziale. Impossibile non amare il suo stile. Doloroso staccarsi da Adamsberg e dal variegato mondo che lo circonda...Veyrenc, Retancourt, Froissy, Danglard, I merli, Palla, Estalère ...gran libro. Torna presto, Vargas, e riporta Lucio dalla Spagna.

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    Massimo

    06/02/2018 19:08:14

    l'ennesimo prodotto eccellente: Adamsberg torna dall'Islanda richiamato a dare aiuto alla squadra che rischia di nuovo di fare a pezzi per la difficoltà a farsi seguire lungo una inchiesta che pare incagliarsi e avvitarsi su se stessa. Il risultato non è solo la risoluzione del caso, che forse tra le pagine traspare ovvia, ma la capacità di riannodare i fili e di offrire al lettore un viaggio nei pensieri e nei metodi del commissario.

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    Roberto

    06/02/2018 16:41:07

    Il migliore finora scritto. Un Adamsberg nebbioso ma vivo con tutta la squadra in grande spolvero. Assolutamente imperdibile

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    Vitt12

    04/02/2018 15:12:29

    Adamsberg è tornato ed è in forma smagliante. Peccato dover aspettare tanto fra un libro e l' altro

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    Fabio

    03/02/2018 18:00:40

    La gioia nel ritrovare Adamsberg e, ancor di più, la scrittura "surrealista" di Fred Vargas, non è poca cosa. Ma vale ancora di più di fronte ad uno dei gialli più riusciti della francese, con una struttura investigativa più "solida" (se si può usare questo termine con Adasmberg) del solito; anche se avevo iniziato ad intuire il finale già da tre quarti del libro. Certo non è possibile definire lo stile della Vargas scorrevole, ma ogni tanto un nuovo modo di raccontare va seguito e, pian piano, il libro si riesce a digerire velocemente e, alla fine, dispiace dover salutare i vari personaggi. Come sempre la documentazione alla base del racconto è precisa e dettagliata! Difficile, quindi, muovere alcuna critica a questo libro che si attesta sicuramente tra i migliori lavori di Fred Vargas che, raramente, sbaglia un colpo. Peccato sapere già che ci vorranno anni prima di ritrovare questi habitat: la lunghezza della Vargas è proverbiale. Libro comunque consigliato solo agli estimatori di questa scrittrice che sia ama o si odia (il suo stile è così particolare da essere bianco o nero per i gusti) e sconsigliato a chi cerca gialli banalucci e dalla scrittura a buon mercato.

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    Yuki

    31/01/2018 17:07:57

    La reclusa è un ragno che morde, sì, ma sarà davvero lei la colpevole di una serie di omicidi? Sempre appassionante e divertente la scrittura di Fred Vargas, sempre tratteggiati benissimo i suoi protagonisti. Con i loro difetti (avete mai sentito l'odore di una murena in decomposizione? ecco, c'è chi la porta negli uffici dell'Anticrimine!) e i loro pregi, primo fra tutti la solidarietà tra colleghi. Danglard è il mio preferito, con le sue intuizioni e una cultura sterminata, ma Adamsberg è sempre il più affascinante. Grazie Fred Vargas!

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    francesca

    29/01/2018 12:23:51

    Finalmente, dopo una lunga attesa, possiamo leggere un nuovo capolavoro della regina del giallo: una storia magistralmente costruita con un intreccio interessantissimo in cui conoscenze storiche, zoologiche e psicologiche si fondono rendendo l’opera molto ricca e coinvolgente anche perché l’autrice, con grande abilità, inventa sì una storia, ma all’invenzione si uniscono espliciti riferimenti ad alcune tragedie del nostro tempo. I personaggi sono quelli amati dai lettori di Vargas, vivi fuori dalle pagine del libro grazie ai loro gesti, ai dialoghi brillanti e irripetibili, accanto agli animali, come Palla, ormai vecchia conoscenza, che continua a dormire sulla fotocopiatrice, a cui si unisce una famiglia di merli nutrita da tutto l’Anticrimine perché il “padre” è magrolino… Elegante, raffinato, a tratti divertente ma anche tragico e commuovente…MAGNIFICO!

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    Freedom

    28/01/2018 00:29:12

    Finalmente torna Adamsberg. Al suo meglio. Formidabile come sempre!!

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    Nuccia

    26/01/2018 17:17:39

    L'ho letto in 2 giorni. Torna Adamsberg in pieno spolvero. E la storia è molto originale. Direi che è uno dei migliori, con L'uomo dei cerchi azzurri e Chi è morto alzi la mano (con il trio degli storici... che dovrebbe riprendere!).

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    giovanna

    23/12/2017 22:11:37

    era oraaa...aspetto questo momento da anni....adoro questa scrittrice e adoro i suoi personaggi. non vedo l ora che arrivi in italia..

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    Tatiana

    20/12/2017 18:40:00

    Bellissimo libro, letto in lingua originale, non vedo l'ora di assaporare la traduzione (sarà di Margherita Botto ?) . A mio parere migliore del precedente "Tempi Glaciali", ma non a livello di capolavori come "Parti in fretta e non tornare" . Adamsberg è sempre più spalatore di nuvole !

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    giulia

    20/12/2017 17:20:29

    Splendida notizia! Arriva un nuovo episodio della serie del commissario Adamsberg: così francese, così vulnerabile e forte, così intelligente e sensibile. Fred Vargas ha creato un personaggio che contemporaneamente rientra nei binari del noir, anzi, del polar, e ne esce spiazzando il lettore con machiavelliche macchinazioni che lo tengono sempre in tensione, in attesa dell'imprevisto davvero imprevedibile. Un piacere leggere i suoi romanzi!

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Nella nebbia ci vedo benissimo. Anzi, meglio che altrove. Quindi sarò chiaro, Danglard. Non credo a una moltiplicazione delle recluse. Non credo a una mutazione del loro veleno, così grave e così improvviso. Credo che quei tre uomini siano stati assassinati.

Buongiorno Jean-Baptiste Adamsberg, ben tornato! E buongiorno anche al colto e scaltro comandante Danglard: ci è mancato molto, così come la straordinaria Retancourt con il suo metro e ottantacinque di altezza i centodieci chili di peso e l’energia di dieci uomini: una quercia celtica. Finalmente li ritroviamo, insieme agli altri colleghi dell’Anticrimine di Parigi. Possiamo di nuovo gustarci i dialoghi un po’ surreali che caratterizzano i rapporti tra il capo e i suoi collaboratori, curiosare nella vita privata dei protagonisti (ma non troppo, quanto basta per farsi un’idea della solitudine di alcuni e della ricchezza di rapporti di altri), seguirli nelle loro indagini, tutt’altro che lineari.


Una donna investita da un suv. Tre anziani morti in campagna. Un ragno velenoso – la reclusa -, ma non abbastanza per uccidere all’istante. Sono questioni aperte che nella mente di Adamsberg devono trovare una ragione. Perché quella donna? Perché i tre anziani sono deceduti dopo il morso di un ragno che generalmente si nasconde, non aggredisce e che, se anche lo facesse, potrebbe creare problemi seri, ma non certo la morte per avvelenamento? Chi erano quei tre uomini? Nessuno sembra capire che queste morti non sono tragiche fatalità, ma omicidi. Nessuno tranne Jean-Baptiste, che decide di indagare a dispetto di tutti, anche dei suoi collaboratori.

Fred Vargas è autrice molto seguita e apprezzata. I suoi romanzi si innestano nel filone polar francese, ma superando ogni vincolo di genere. L’atmosfera ombrosa, le nebbie che coprono i paesaggi e il vento gelido che sferza i paesi nordici, eventi atmosferici e geografici che caratterizzano il giallo scandinavo, sfiorano anche queste storie. Ne percepiamo l’odore, ma siamo anche catturati da quell’elemento più mediterraneo (quasi alla Izzo o alla Montalbán), solare e caldo anche nei rapporti umani, che è l’altra componente forte delle sue pagine. Non manca un sottofondo etico, quasi politico, lo stesso che si ritrova in tanti romanzi di Camilleri. La Vargas non è Simenon: nella narrativa di genere ha fatto un passo avanti, rendendola contemporanea. E non è neanche la Giménez Bartlett che sembra quasi divertirsi a usare lo stereotipo. Adamsberg e i suoi compagni sono i poliziotti che troviamo nelle nostre strade e nei nostri commissariati più che personaggi mitici, inarrivabili nella loro unicità come Maigret.

Uno dei primi e più entusiasti lettori dei romanzi della Vargas è Carlo Lucarelli. Ma a dire il vero c’è chi ama moltissimo i suoi personaggi e chi li detesta. Io sto dalla parte di Lucarelli, ma si può dire che la scrittura e le storie di Fred Vargas non lasciano comunque indifferenti. Ottima premessa per la lettura di un libro!

Giulia Mozzato