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Lev Tolstoj

Editore: Rusconi Libri
Anno edizione: 2004
Pagine: IX-102 p. , Brossura
  • EAN: 9788818016505

Recensioni dei clienti

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    Elisabetta

    21/09/2016 09.26.18

    Quando si dice che ogni libro ha il suo momento! Avevo iniziato e interrotto questo racconto un paio di anni fa perché non riuscivo a concentrarmi. Ieri l'ho ripreso in mano, sull'onda dell'entusiasmo per Dostoevskij, e l'ho terminato stamani con tanto di lacrime annesse. Se, dopo Dostoevskij, c'era qualcuno che non poteva deludermi quello era Tolstoij. Il mio secondo amore, quello più razionale e cerebrale, ma pur sempre immenso. Definire Ivan Iljic un CAPOLAVORO è riduttivo. Leggetelo e capirete il perché. Avere l'ardire di 'spiegare' o 'classificare' i grandissimi scrittori russi non si può. Si può soltanto sentirli e amarli per le sensazioni che riescono a suscitare in noi. Questo gioiello letterario è talmente denso di significati e spunti di riflessione che, sebbene si tratti di una manciata di pagine, si ha la sensazione di aver letto un tomo poderoso. In questo libro meraviglioso Tolstoij ci pone davanti a dei quesiti universali e quanto mai attualissimi. Stiamo realmente vivendo? E quando cesseremo di vivere, che cosa troveremo ad attenderci? Ilijc viene descritto come una persona a modo, ossia 'comme il faut', secondo quelli che sono i criteri dell'alta società del tempo. E' ricco, potente, ha una bella moglie e una bella casa. Questo sembra bastare, dovrebbe bastare, ma c'è sempre quell'inquietudine di base, quel desiderio di non vedere ciò che sconvolgerebbe quella parvenza di perfezione. Peccato che, nel momento della malattia, una lenta ma inarrestabile consapevolezza si faccia strada in lui; sono solo perché, per seguire i dettami degli altri, mi sono negato di vivere e di costruire dei rapporti veri. Detesto la persona che sono stato e detesto chi mi circonda perché è spregevole e superficiale come lo sono stato io. Ho paura di morire, voglio vivere perché non ho mai vissuto. Ma è poi così tremenda la morte? Oppure è l'inizio della vera vita? Ovviamente c'è molto, molto di più! Leggetelo per i contenuti, per lo stile e perché e' BELLISSIMO!

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    Cavanaugh

    23/01/2007 00.39.56

    Una composizione grandiosa, una tessitura che fa gettare uno sguardo laggiù, dove dimorano le paure degli uomini. Tolstoj ci avvicina la morte sotto il naso, ce ne fa sentire l'odore, toccare la forma. Irripetibile.

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    francesco

    10/04/2006 14.15.28

    Questo racconto riguarda la vita di un uomo con un ottimo posto di lavoro, una moglie e dei figli, ottimi rapporti sociali. Tutta la sua vita sembra scorrere bene, fino al giorno in cui si rende di conto di stare male, di avere un tumore. Da allora la sua vita lentamente si avvelena, scopre di essere veramente solo; quel male, che quando colpisce gli altri è tremendo ma pur sempre sopportabile, adesso riguarda lui e nulla può allontanarlo. Inizia a sentirsi un peso, a odiare tutti, a riflettere sulla sua condizione, ad acquistare la consapevolezza che la vita che ha vissuto è stata sempre superficiale e fondata sulle apparenze, fino alla liberazione finale che arriva con una morte che ormai non teme più.

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    Judith

    24/02/2006 13.56.23

    Un breve racconto, ma di grande intensità. Già dall' inizio della malattia permane nella storia un senso di pena e tenerezza nei confronti del protagonista. La morte tanto agognata e sofferta si pone come una sorta di liberazione dell'anima. Molto commovente, lo terrò per sempre nel mio cuore.

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