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Banana Yoshimoto

Traduttore: G. M. Follaco
Editore: Feltrinelli
Collana: I narratori
Anno edizione: 2012
Pagine: 206 p. , Brossura
  • EAN: 9788807019029

“Moshi moshi”: è così che i giapponesi rispondono al telefono. Ma è anche la formula che dà il titolo al nuovo libro di Banana Yoshimoto. Protagoniste due donne, madre e figlia, che improvvisamente si ritrovano a condividere il dolore per la perdita del padre e marito. L’uomo, musicista in una band di successo, era rimasto coinvolto in un doppio suicidio insieme a una donna, misteriosa e affascinante, con la quale da tempo aveva una relazione. Scoprire d’un tratto il tradimento di una persona cara e insieme dover fare i conti con la sua morte costituisce per le due donne uno choc da cui non sarà facile riprendersi.
Tuttavia, trascorso un anno dall’incidente, la giovane Yoshie è ormai pronta per tornare alla vita, così, decisa ad abbandonare la casa dei genitori, si trasferisce in un piccolo appartamento nel quartiere di Shimokitazawa per dedicarsi alla sua passione: la cucina. Il lavoro al ristorante, la nuova casa, l’incontro con un coetaneo le danno l’impressione di essersi lasciata il passato alle spalle e di aver voltato pagina, quando un giorno, all’improvviso, sua madre le piomba in casa e le comunica l’intenzione di trasferirsi a vivere da lei. Una decisione inaccettabile, considerate le dimensioni ridotte dell’appartamento e lo stile di vita di Yoshie, e tuttavia condivisibile: sua madre era ancora troppo fragile e scossa per poter vivere da sola in una casa tanto grande e piena di ricordi, mentre in due sarebbe stato forse più facile affrontare la sofferenza.
A poco a poco, faticosamente, le due donne ripensano insieme la propria quotidianità e si sforzano di tornare a vivere, a partire dalle piccole cose: un the, un’insalata, un televisore. Col tempo il dolore sembra affievolirsi, e sia Yoshie, sia sua madre si impegnano in progetti per il futuro. Finalmente le cose sembrano andare per il verso giusto, eppure l’elaborazione del lutto è avvenuta solo in superficie, poiché durante il sonno Yoshie continua a sentire la voce di suo padre gridare “moshi moshi”: forse l’inizio di una conversazione che l’uomo avrebbe desiderato intrattenere con la figlia prima di morire o una chiamata che voleva essere una richiesta di aiuto mai arrivata? Di qualsiasi cosa si tratti la ragazza non riesce a lasciar andare totalmente il ricordo di suo padre. Al percorso lento della rinascita manca ancora una tappa, l’ultima, quella finale, ma una volta raggiunta la strada sarà solo in discesa.
Con la sensibilità che le è propria Banana Yoshimoto scrive una storia delicata e intensa in cui le dinamiche familiari si intrecciano alle particolarità caratteriali dei personaggi, dove ciò che è manifesto si sovrappone a ciò che invece resta celato nell’animo umano: il risultato è una realtà dai contorni irregolari e frastagliati. Con la scrittura pacata, limpida e scorrevole che la caratterizza la scrittrice giapponese ci ricorda che nessuno può dire di conoscere veramente l’altro, e che i rapporti umani costituiscono ogni volta una scommessa rispetto alla quale vittoria e sconfitta non sono mai definibili in maniera netta.

Recensioni dei clienti

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    BOBY

    09/09/2014 16.00.04

    Romanzo delicato e ben scritto. Affronta il lutto con una legerezza che sembra anche eccessiva a volte. Il personaggio dell'amante del padre (il più interessante) viene relegato a presenza, mentre avrebbe potuto costituire il tassello mancante di una trama sottotono. Appena sufficiente.

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    Attilio Alessandro

    15/09/2012 07.45.49

    Bello, poetico ma terrificantemente noioso. E' come un concetto che si dilata dilata dilata e diventa un libro di 200 pagine. Comunque, ripeto, poetico e dolente. Ce ne sono di ben peggio:

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    Anna

    09/08/2012 19.01.33

    Libro di una poesia incredibile quest'ultimo della Yoshimoto, che riesce a rendere il dolore qualcosa di lieve e profondo allo stesso tempo, e la vita con tutte le sue inevitabili difficolta' e tragedie comunque degna di essere vissuta fino in fondo, come un viaggio la cui straordinaria bellezza risiede anche e soprattutto nel non sapere cosa accadra' domani, in un quartiere che con la sua storia e le sue caratteristiche riesce a guarire le protagoniste dando loro nuove speranze ed attese per il futuro. Felicita' e' anche lenire il dolore vivendo nell'ambiente consono alla propria anima. La Yoshimoto migliora di libro in libro, il sogno continua.

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    Gio

    11/07/2012 21.52.19

    L'elaborazione di un lutto, ma anche la fine della giovinezza e l'ingresso nel mondo adulto ed un omaggio ad un quartiere di Tokyo in bilico tra il passato, disordinato ma sincero, e la mania distruttrice contemporanea di buttare giù ogni cosa fatiscente. Bello, poetico, di una bellezza rara. Sono sicuro che ci saranno critiche dai cultori della trama perfetta ("è lento, non succede niente, le sue storie sono tutte uguali.." ecc.), ma ben vengano perchè i racconti di Banana non sono "per tutti" ma per i pochi che sanno leggere tra le righe.

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    Marco Bragalini

    04/07/2012 04.57.23

    Intenso,divertente e sublime. L'ultimo lavoro della Yoshimoto è di rara bellezza narrativa.

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