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Traduttore: E. Giolitti
Editore: Einaudi
Anno edizione: 2005
Formato: Tascabile
Pagine: XL-214 p. , Brossura
  • EAN: 9788806172886

Recensioni dei clienti

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    Antonello

    17/06/2015 18.43.12

    L'aspetto che mi ha impressionato favorevolmente di questa raccolta di racconti è la sensualità che li accomuna tutti: in effetti dal Muro all'Infanzia di un Capo, si riflette sul senso della vita non in modo filosofico ed astratto, ma attraverso i sensi del corpo: sono i sensi che sconvolgono le identità dei protagonisti posti davanti ad una realtà che essi non accettano e vorrebbero modificare. Potrei aggiungere che il "Muro" potrebbe essere letto anche in chiave anarchica: le leggi della morale conservatrice e borghese che impediscono all'individuo di vivere le vita secondo la propria natura. Ad esempio il ragazzo protagonista dell'Infanzia di un Capo, il quale cerca in tutti i modi di estirpare da se stesso la complessità della propria sessualità, oppure la donna di "Intimità" che vorrebbe appagare il proprio desiderio di sessualità carnale, ma non vi riesce: insomma, un piccolo "ciclo dei vinti" che vivono con il senso di colpa la propria natura. Davvero una capolavoro questo libro si Sartre. Lo affermo senza retorica.

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    landonio sandro

    02/02/2015 00.12.42

    Molti dei personaggi dei racconti osservano le loro azioni come da mondi remoti: Pablo Ibbieta che sente la morte con indifferenza, non per eroismo, ma per noia; il sig Darbedat vede la figlia in uno stato di totale dedizione al marito demente e vorrebbe negarle il diritto di rifiutarsi agli altri esseri umani, Paolo Hilbert con le sue paranoie alla Dostoevskij: "perché bisogna uccidere tutta questa gente che é già morta ?", Lulù con la vita come corrente trascinante ed infine Lucien Fleurier, il protagonista di "Infanzia di un capo", che meglio descrive l'inquietudine che aleggia in tutti i racconti: "quella nebbia abbondante e sottile, la cui opaca inconsistenza a torto la faceva sembrar luce, scivolava dietro l'attenzione che prestava alle parole di suo padre: quella nebbia era lui stesso". Penso che se questa sensazione la si fosse provata almeno una volta nella propria vita, oggettivamente le parole dell'autore ci aiuterebbero a sentirci meno particolari e "strani" e da qui non si potrebbe che amare Sartre a prescindere.

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    Enzo

    24/06/2014 15.17.12

    Non so se perché abbia iniziato a leggerlo dopo aver concluso "La Montagna Incantata" di Mann, ma non sono nemmeno riuscito a concludere questa raccolta di scipiti racconti. Delle vicende lette nulla mi si è impresso nella mente tanto li ho trovati scialbi e pretenziosi. L'autore credeva di toccare corde profonde dell'animo umano semplicemente presentando situazioni angosciose e cruciali come per il condannato a morte nel racconto Il muro? Non basta se ci passa sopra col suo bidimensionale e sterile stile realista senza andare un po' più sotto la superficie. I racconti vorrebbero forse scioccare il lettore per i temi trattati? Ciò era forse possibile nel lontano 39, data di pubblicazione, quando la letteratura era ancora oberata dalla censura e dalla bigotta morale coeva. Il fatto che mi sia annoiato al punto da non concluderlo dopo averlo letto la lunga e sublime opera di Mann - che pure mette il lettore a dura prova - la dice lunga.

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    lina

    03/12/2012 00.30.52

    la parabola di una vita nell' INFANZIA DI UN CAPO è davvero magistrale, ma anche gli altri racconti sono notevoli. tra i libri che non si può non leggere.

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    lettore4

    19/01/2011 17.43.25

    Cinque racconti di una bellezza perfetta, dove forma e contenuto raggiungono il culmine. "Il muro" è forse quello più forte, più immediato, ma tutti e cinque hanno la capacità di essere attuali pur collocandosi in un periodo storico ben preciso. E tutti e cinque costringono il lettore a porsi domande, a cercare risposte che, comunque, Sartre non dà né potrebbe dare. "Infanzia di un capo" è più lento ma forse addirittura più crudo de "Il muro". Leggere Sartre credo sia un'esperienza sconvolgente e che consiglio a tutti.

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    steppewolf

    05/09/2009 19.02.35

    Cinque racconti, cinque realtà, cinque piccole/grandi sconfitte umane viste attraverso gli occhi dei protagonisti. L'autore si mette completamente al loro servizio lasciando al lettore qualsiasi tipo di riflessione a riguardo. Un'opera esaltante, innovativa e coraggiosa che non può che lasciarci scossi e forse un po' più consapevoli.

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    simone gabbani

    30/04/2009 17.36.35

    Ho letto questo libro dopo aver letto "Le Parole" sempre dello stesso autore. La mia prima esperianza con Sartre non è stata delle più felici, infatti Le Parole mi avevano lasciato con un senso di insoddisfazione abbastanza pesante. Un peccato che io non sia riuscito ad apprezzare un atore di tale calibro. Così ne ho voluto leggere un altro, "Il Muro". Direi Meglio, ma non così esaltante. Mi sono lasciato convincere dai commenti che avevo letto in questo spazio, ma ahimè, non posso dire altrettanto bene di questo libro. Lo consiglio comunque perchè è un ottimo libro, ma personalmento non sono riuscito a trovarci quel qualcosa in più che rende una buona lettura qualcosa di speciale.

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    Paolo Damasco

    16/01/2008 09.16.37

    Quando mi capitò per mano era sul comodino dei miei genitori confuso fra fotoromanzi e fumetti. Avevo diciottanni, forse meno,non ricordo, iniziai a leggerlo. Dopo ho capito chi ero. Ieri, oggi, quando non lo so più lo riprendo e mi calmo. Semplicemente fantastico. Come lui del resto.

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    Antonio

    14/02/2007 18.06.03

    il libro più bello che abbia mai letto

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    ste

    21/03/2006 09.37.51

    uno scorrere di pensieri si sussegue senza sosta durante la lettura... un libro forte, significativo e a tratti introspettivo.. lascia spazio a una propria analisi interiore che corrisponde in quache modo alle incertezze presenti in ognuno di noi, sarebbe meglio leggere un racconto al giorno per lasciar meglio riflettere su ognuno di essi, ognuno, carico di valori morali ed esistenziali... sartre sprigiona ad ogni occasione la sua genialità.

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    co

    17/01/2006 19.31.28

    cinque racconti, cinque vite che ti coinvolgono pienamente e che presentano numerosi problemi nn affrontati così profondamente e in modo veritiero neanche dai più lunghi trattati.è un libro che anche senza volerlo ti porta a riflettere,facendoti scorgere delle realtà che non possono essere non cosiderate e ponendoti di fronte a delle esistenze che non possono non incrociare la tua. esistenzialismo puro..troppo bello!

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    enrico

    17/07/2005 12.33.31

    libro molto angoscioso ma che si apprezza moltissimo quando è finito, cioè nei momenti di riflessione.

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