Editore: TEA
Collana: Best TEA
Anno edizione: 2014
Formato: Tascabile
Pagine: 476 p., Brossura
  • EAN: 9788850236435
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Recensioni dei clienti

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    Marco T.

    08/09/2012 20:28:15

    Dopo i primi OTTIMI tre romanzi del nostro Marco è arrivato questo "La nave d'oro". Risultato noia noia e ancora noia. Sembra che l'autore abbia cercato col lanternino gli argomenti più triti e ritriti. Mafia italiana: sai che novità! Mafia giapponese: noia assoluta! Samurai: che palle! Pirati: ancora?! Cinesi con manie di grandezza: ne avrò letti una dozzina solo negli ultimi 18 mesi. Uomini ricchissimi che vogliono dominare il mondo: Sembra il peggior Cussler Ricerche subacque: Cussler ci ha già scocciato abbastanza. Interessante solo la parte nell'antica Roma e la breve parentesi a Venezia. Solo nelle ultime 100/150 pagine ritroviamo il nostro Marco. Continuerò a leggere i prossimi romanzi nella speranza che siano al livello dei primi.

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    Annalisa

    03/06/2012 18:42:17

    Questa volta Buticchi mi ha un po' delusa...ho faticato a tener le fila del libro...troppe storie e non ben allineate

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    Francesca

    08/07/2007 17:38:12

    il primo autore italiano ad essere stato inserito dalla Longanesi nella collana dei "Grandi Maestri dell'Avventura", accanto ad autori come Cussler, Wilbur Smith e Patrick O'Brian. Ha uno stile di scrittura molto particolare, perchè intreccia storie completamente diverse l'una dall'altra per tema, ambientazione ed epoca, e le fa ricongiungere un po' alla volta in un finale sempre avventuroso e mozzafiato. Questo è il quarto libro della serie con protagonisti la ricercatrice Sara Terracini e il suo grande amico Oswald Breil, un tempo capo dei servizi segreti e ora primo ministro israeliano. I due, con l'aiuto di altri protagonisti, sono alle prese con la ricerca del leggendario tesoro di Didone, che si dice sia stato trafugato dall'imperatore Nerone all'epoca della Roma Imperiale. Le varie vicende si svolgono appunto tra la Roma Imperiale di Nerone e del suo fedele precettore greco Lisicrate che riporta su dei papiri tutta la sua avventura, papiri che verranno analizzati, in epoca moderna, dalla ricercatrice, ed il Giappone antico e moderno, tra samurai e magnati industriali senza scrupoli affiliati alla Yacuza, la potente mafia giapponese, tra emiri arabi e incursioni piratesche lungo le rotte del Mediterraneo, fino ad un finale letteralmente "esplosivo"...un finale che, come già accaduto con gli altri libri della serie, lascia in sospeso una vicenda dalla quale ripartirà il prossimo romanzo. Una piacevole lettura, anche se tra i quattro che ho letto finora, preferisco i primi due: Le Pietre della Luna e Menorah.

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    Massimo

    26/04/2005 18:41:11

    Non entro nel merito della ricostruzione storica, sulla quale non posso e non voglio fare alcun commento. Ammetto però che la sola cosa che ho provato leggendo l'ultima pagina e chiudendo finalmente questo inutile mattone è stato un diffuso e appagante senso di liberazione. Come è possibile pubblicare roba del genere? Ma dove sono finiti i critici letterari? In omaggio nel Dixan? Ad di là degli intrighi verosimili quanto le trame dei peggiori "B" movie statunitensi, è chiaro che Buticchi si rivolge ad un pubblico che necessita solo di passare il tempo e null'altro. I Libri sono un'altra cosa, signori.

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    ClaudiaDF

    25/04/2005 13:36:43

    Sono entusiasta di questo Buticchi e aspetto con ansia il suo quinto Capolavoro. Già, perchè, invidiosi permettendo, questo è l'unico titolo da dare a ognuno dei quattro romanzi sino ad ora pubblicati. Il correre lungo precisi riferrimenti storici mi ha fatto innamorare nuovamente degli eventi lontani: sono andata a ricercare notizie su Nerone, ammirando la mole di documentazione che deve aver consulato l'autore per riuscire a fornire notizie così precise. Accanto alla parte "romana", si alternano altri personaggi, in epoche diverse: un samurai che combatte un guerriero saraceno sul finire del medio evo, una bellissima storia d'amore impossibile. C'è un appartenenete alla mafia giapponese che combatte contro i personaggi inseparabili dai romanzi di Buticchi. Tutto corre come sfiorato e in maniera incredibilmente leggera, piacevole e con grande maestria da parte dell'autore. Un solo appunto: la storia del Muqatil (il guerriero saraceno) si interrompe bruscamente e non si capisce come mai. Comunque bello, incalzante, avvincente e documentato. Claudia

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    Lisa

    20/03/2005 13:11:57

    é un libro che mi ha trasmesso moltissime emozioni e non credevo che un romanzo potesse farlo.la storia é originale e riesce ad accattivare il lettore fin dall'inizio...splendido lo consiglio a chi vuole sognare.Lisa

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    Dino

    11/01/2005 12:49:24

    Ma questa volta Buticchi, mi è piaciuto, ho visto in lui una certa ricercatezza maggiore nei particolari, e una maggiore attenzione agli intrecci. Dopo libri che mi avevano deluso, vedo in questo libro una maggiore maturità di scrittore.

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    erika

    10/01/2005 18:30:44

    Piacevole in se stesso, ma poco scorrevole, come tutti i romanzi di Buticchi; peccato che letto uno si siano letti tutti. La fantasia non manca al caro Marco nella scelta delle vicende, ma la stesura segue il solito schema di storie parallele in epoche notevolmente distanti. Qualcosa di nuovo nel prossimo libro, grazie.

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    Fil rouge

    29/12/2004 14:34:07

    Da "Buticchiana" della prima ora non mi sento affatto delusa da La Nave d'Oro. Forse per me è anzi il migliore della...quadrilogia...si dirà così? Comunque sono contenta che ci sia un italiano a questi livelli.

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    abele

    20/10/2004 10:13:09

    Il Clive Cussler italiano questa volta è un po' appannato. Speriamo riprovi presto a regalarci le emozioni dei precedenti tre romanzi. Nel complesso comunque il libro è piacevole, eravamo abituati a ben altro però.

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    devis

    13/10/2004 11:28:39

    Questa volta Buticchi mi ha un po' deluso, dopo che i primi suoi tre libri mi erano piaciuti uno piu' dell'altro. Porta un po' all'esasperazione la tecnica (di solito suo pezzo forte) di alternare in parallelo vicende ambientate in diverse epoche: nelle prime 100 pagine porta avanti 5-6 vicende in parallelo, in modo un po' confusionario. Poi le vicende si riducono a tre, ma l'unica parte che mi sembra ben scritta (se non altro a livello di riscostruzione storica), e' quella sulla Roma imperiale (evidentemente il periodo che l'autore conosce meglio, vedi il bellissimo "Le pietre della Luna"). La vicenda medievale e' sviluppata in maniera superficiale ed e' slegata dalla trama principale del libro. L'avventura ambientata ai giorni nostri non e' avvincente come al solito e in piu' punti alquanto improbabile. Di buono c'e' che il libro, benche' lunghetto, si legge in pochi giorni senza fatica. Pazienza per stavolta, continuero' comunque a seguire questo autore.

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    luca

    06/10/2004 16:03:35

    è allucinante che si possano pubblicare libri scritti cosi'! meglio leggere le avventure di paperone e nipotini

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    Paolo&massimo

    18/09/2004 21:32:47

    Abbiamo letto questo libro litigandocelo, poi alla fine è uscita la versione economica e mio fratello ha comunque continuato a litigare per avere quella rilegata. letto in una settimana avvincente. BELLISSIMO!!!

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    raymond

    05/09/2004 12:19:11

    Bellissimo. Letto in 2 giorni. Interessante. Cosa volere di più?

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    Massimo

    27/08/2004 11:37:16

    Questo è il terzo libro di Buticchi che leggo e noto una superficialità nella scrittura assolutamente incredibile. Senza entrare nel merito della attendibilità storica, è mai possibile che per descrivere Breil non si possano usare altre parole che "il piccolo uomo" oppure "il nano"...........

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    Pasqualino Placanica

    24/08/2004 15:56:57

    Buticchi è senz'altro un valido antagonista dei migliori scrittori stranieri d'avventura. il libro è semplicemente bello ed avvincente. La tecnica dei continui cambi di fronte induce a divorare il testo in breve tempo, e questa è forse l'unica pecca: la lettura finisce troppo presto!

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    carcarlo64

    07/05/2004 21:20:12

    Un ottimo romanzo.

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    thelightison

    07/05/2004 21:19:34

    Bello, appassionante, istruttivo. Un solo difetto: la difficoltà di ingranare.

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    ClaudioBrezzi

    01/05/2004 09:15:46

    Lettura ALTAMENTE consigliata. Finalmente un italiano che scrive in questo modo! Claudio

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    Littlewtch

    09/04/2004 09:32:24

    Bravo Buticchi! Come sempre...

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