Nel vivo dell'infantile. Riflessioni sulla situazione analitica

Florence Guignard

Editore: Franco Angeli
Anno edizione: 1999
In commercio dal: 1 novembre 1999
Pagine: 176 p.
  • EAN: 9788846416513
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scheda di Politi, P. L'Indice del 2000, n. 03

L'infantile, per esplicita ammissione dell'autrice, è "l'unico filo rosso" che attraversa questo volume. Il riferimento va sia all'infantile dell'analizzando che a quello dell'analista (per accuratamente analizzato che sia stato), ma anche a situazioni diverse: dall'infant observation al problema della corporeità adolescenziale, dal legame tra Freud e Leonardo alla figura di Don Giovanni. Si tratta quindi di un volume decisamente interessante ma un po' disomogeneo. Il testo si direbbe assemblato a partire da materiali di provenienza diversa: alcuni capitoli sono costituiti da papers pubblicati in precedenza, e sono dotati di una loro autonomia e completezza. Altri capitoli, invece, appartengono più strettamente al progetto del volume, al quale si richiamano e si uniformano. Lo stile dell'autrice, poi, colto e finanche aulico, nonostante un apprezzabile intervento di alleggerimento della traduttrice italiana, alterna pagine più lievi ad altre decisamente più complesse. Nonostante questi limiti, Florence Guignard è un'analista che parla al cuore di chi l'ascolta, sia che tratti di tecnica psicoanalitica, sia che racconti la vicenda di un paziente. Saldamente radicata nella clinica e senza discostarsi molto dalla tradizione, è un'autrice che interessa e appassiona per la sua capacità di avvicinarsi al vivo delle questioni. La presentazione di Antonino Ferro ingolosisce anche quanti, fra i lettori italiani, possano temere - trattandosi dell'opera di una pluridecorata analista francese - un saggio dai contenuti esageratamente metapsicologici per l'italico palato.

Pierluigi Politi

 
 
 
Simona Argentieri, Stefania Rossini, La fatica di crescere. Anoressia e bulimia: i sintomi del malessere di un'epoca confusa, pp. 131, Lit 26.500, Frassinelli, Milano 1999

Nella prima parte del libro, Stefania Rossini, giornalista dell'"Espresso" nota per i suoi servizi sull'area psicologica, fa una serrata critica sociologica del modo (sostanzialmente allarmistico, disinformante e inibente) in cui i media hanno trattato l'argomento. Anoressia e bulimia non sono "malattie", con una loro individualità, una loro etiologia e una loro terapia specifiche, bensì atteggiamenti e comportamenti del tutto a-specifici, esito di un'infinità di antecedenti, che vanno dal bisogno adolescenziale di percepire e affermare sé per contrasto con l'ambiente umano circostante, a fisiologici disagi relazionali nel nucleo familiare, fino alle più gravi patologie individuali, familiari e di gruppo. I media, invece, hanno plasmato e diffuso l'immagine di una peste della nostra epoca, e terapeuti ingenui o interessati hanno codificato protocolli terapeutici rigidi, fondati sul nulla, il tutto in un alone di falsificazione, inganno, allarmismo e pseudo-informazione gridata. Nella seconda parte, Simona Argentieri, psicoanalista dell'Associazione italiana di psicoanalisi, cerca di delineare la storia sociale di anoressia e bulimia, soprattutto negli ultimi trent'anni. Nella terza e ultima parte, Stefania Rossini intervista Simona Argentieri. In modo piano e discorsivo vengono affrontati vari aspetti: clinici, micro- e macrosociali, individuali, relazionali, familiari e gruppali.

Paolo Roccato