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Editore: Einaudi
Anno edizione: 2001
Pagine: 108 p.
  • EAN: 9788806158750

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    Romano De Marco

    07/11/2005 16.18.03

    Questo piccolo grande libro, questa raccolta di pensieri, suggestioni, emozioni (mi dicono che è improprio definirle poesie..) compie una specie di miracolo: riesce ad abbattere la barriera tra la musica e le parole. La musica è un’entità liquida: permea ogni interstizio della nostra anima, ci assorbe, ci cattura, senza lasciare spazio ad altro, interpretando il nostro modo di sentire e restituendoci emozioni che dentro di noi covavano in attesa di essere destate e vissute. La musica è come una droga potente che di colpo ci mette in contatto con il 100% della nostra sensibilità spazzando via ogni difesa e ogni anticorpo. Le parole sono delle entità solide. Compiono un itinerario più faticoso. Dalle pagine agli occhi al cervello incontrano molti ostacoli, sono obbligate ad avventurarsi nei tortuosi percorsi dei nostri preconcetti e dei nostri pregiudizi, attraverso lo scetticismo, le riserve mentali, le distrazioni le interruzioni, gli altri pensieri e le altre parole sempre in agguato e pronte ad interrompere la loro strada. Ma anche le parole, in questo libro, assumono una forma liquida. Irrompono dentro il lettore e assumono forme diverse. Dalla lettura scaturiscono sensazioni di angoscia, di allegria, di dolore, di rabbia, di ribellione, di amore. E’ la sensibilità del lettore a dare la forma finale a questo torrente in piena di parole liquide, a questa esternazione di sensazioni che non vuole soffocare la sensibilità altrui ma adattarvisi lasciando spazio senza pretendere di chiederne. Tante davvero le pagine da brivido. E il brivido è dovuto alla consapevolezza di scoprire quanta forza hanno le parole e quante cose di noi stessi possono portare a galla, quante sensazioni improvvise e inattese possono regalarci, quanto del nostro essere possono farci capire e scoprire (o ri-scoprire...). Pensavo che mi sarebbe piaciuto assistere allo spettacolo tratto da questa raccolta. Ora ho la certezza che presto sarò in mezzo al pubblico ad emozionarmi di nuovo grazie a questi grandi artisti della parola.

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    marica

    14/11/2001 16.08.52

    “......Un po’ di musica? Sapeste le ore che passavo sul mio letto ad ascoltare al buio, i pomeriggi a quindici anni, ma anche dopo...Già saprete tutto......” (Decades, Joy Division/Montanari). A tutti quelli che leggendo queste righe si ributteranno sul letto al buio ad ascoltare, anche se sono passati più di vent’anni, e avranno una strana voglia di piangere, le piccole pagine di questo piccolo libro sembreranno bellissime. Ho letto una incomprensibile polemica fra due critici che discutevano se quella di questo trio di narratori era da intendersi poesia o non poesia...ma dai, smettetela, accendetevi lo stereo e ascoltatevi.

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