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Giancarlo De Cataldo

Editore: Einaudi
Anno edizione: 2007
Pagine: 340 p. , Brossura
  • EAN: 9788806185398

Un prologo mozzafiato ci introduce a questo nuovo romanzo di Giancarlo De Cataldo, una storia che comincia dove Romanzo criminale ci aveva lasciati: siamo in un casolare, nel cuore della campagna casertana, nell'estate dell'82. Assistiamo a un regolamento di conti che non concede scampo a Settecorone, un uomo del clan di don Raffaele Cutolo. Protagonista è Stalin Rossetti, uomo ambiguo e ex agente dei servizi segreti prima della caduta del Muro. In quella situazione, tra la vita e la morte, Rossetti incontra Pino Marino, un ragazzo, un "combattente nato". E da quel momento lo arruola tra i suoi. La scena del romanzo poi si sposta, a dieci anni dopo: autunno 1992, l'anno nero e convulso di un'Italia sconvolta dagli omicidi dei giudici Falcone e Borsellino, nel quale Cosa Nostra ha alzato il tiro. E' crollato il Muro di Berlino e la politica è in fermento dopo la rivoluzione di mani pulite: c'è da riempire il vuoto di potere lasciato dal vecchio sistema dei partiti, e bisogna farlo alla svelta. Compaiono una serie di eroi negativi, e tante microstorie si intrecciano sulla scena di questo dramma collettivo: ci sono le "mattanze" e gli "ammazzamenti" di 'u zu' Cosimo, il capomafia cinico, spregiudicato e paziente che si muove in una Sicilia spettrale; c'è Nicola Scialoja, che ricopre il ruolo di cardine segreto tra Stato e criminalità organizzata, con il difficile compito di scendere a patti con la mafia. Con lui lavorano il carabiniere Camporesi e l'affascinante Patrizia, che però fa il doppio gioco e ha una relazione con Stalin Rossetti, il quale a sua volta stringe rapporti con Angelino Lo Mastro, un boss siciliano in ascesa.
De Cataldo non dimentica nessuno degli ingredienti per condire al meglio questa sua nuova, fantastica spy story: faccendieri, mafiosi, i contatti e i contratti tra lobbies di affaristi e l'alta politica, una serie di intrighi fantapolitici tra ex appartenenti a Gladio, ex senatori del Pci, giornalisti che da sinistra si riciclano a destra, industriali che ricordano i condottieri della Prima Repubblica e uomini della finanza. Ne emerge il ritratto a tinte fosche di un paese fondato sul ricatto e sulla violenza, in una storia sospesa tra misteri e passione, una metafora dell'Italia reale che, alla fine della lettura, pone una domanda (implicita nel titolo): dopo mani pulite, e il crollo della Dc, chi riconsegnerà l'Italia nelle mani giuste?

Recensioni dei clienti

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    elisabetta olimpi

    27/02/2014 19.47.59

    De Cataldo ci aveva abituato a molto meglio. Ma capisco che romanzo criminale è irripetibile. Forse sbagliato riprendere le fila e gli intrecci. Senza infamia e senza lode

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    ferdi

    25/08/2011 08.47.01

    realta' o finzione narrativa? Il dubbio pirandelliano qui si risolve, ahime', a favore della prima xke' E'TUTTO DRAMMATICAMENTE VERO! Ampiamente documentato!!! De Cataldo non e' Ellroy (irraggiungibile) xo' sa scrivere ed e' uno dei pochi che se non altro chiama le cose con il loro nome (a differenza del Fogli di "Tempo Infranto"...), che prova a farci capire cosa e' successo in Italia negli utlimi 30-40 anni. Certo "Romanzo Criminale" aveva altro spessore, una tensione costante derivata anche dal soggetto piu' interessante (anche Placido ne ha fatto un film meraviglioso)...ma non sempre si puo' raggiungere la perfezione... P.S.non sono solito commentare i giudizi degli altri lettori (ciascuno e' x fortuna libero di dire la propria senza censure)xo' in qst caso faccio un'eccezione: non capisco proprio tutte le critiche ultra negative che sono piovute e soprattutto mi da molto fastidio l'invito a non comprarlo...perche' questo livore?

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    Antille

    11/05/2009 19.33.32

    Sono particolarmente delusa da questo romanzo. Non si riuesce a concludere il capitolo. Non avvince, non ti prende. Che delusione!

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    Loredana

    13/01/2009 22.50.28

    Anche io ho letto, anzi ho provato a leggere questo libro di DE CATALDO e dopo le prime 50 pagine mi volevo tagliare le vene. Un mattone insopportabile, impossibile da seguire senza rischiare di addormentarsi per la noia. In compenso ho letto un libro dal titolo simile NELLE MANI DI NESSUNO scritto da un poliziotto che si firma con lo pseudonimo di Gianni Palagonia. E' bellissimo non vedevo l'ora di tornare a casa per leggere, leggere e leggere. ve lo consiglio a tutti, non ve ne pentirete

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    tabularasa

    09/11/2008 18.25.44

    interessante la commistione dietrologia-mafia-politica-cronaca però la trama non decolla non c'è suspense e l'inizio risulta un pò farraginoso.

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    vincenzo

    07/09/2008 12.24.56

    Tristemente plausibile, anche se la trama qualcuno dei lettori l'ha definita una soap-opera con triangoli amorosi. Lo consiglio anche soltanto per non perdere la memoria degli eventi, delle morti, delle bombe. Sarà sinistrorso e anche banale nel descrivere alcuni personaggi, ma chi giurerebbe che i fatti non possano essere andati così?

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    Alessandro Maiucchi

    15/07/2008 10.05.17

    Il seguito di Romanzo criminale non delude le aspettative: il sorriso triste di Patrizia, Scialoja nella stanza dei bottoni, pezzi d'Italia che saltano in aria... un libro che dovete leggere, per capire in che razza di paese abitate!

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    stefano

    26/06/2008 11.55.40

    dopo un libro devastante come romanzo criminale chiaro che le aspettative siano altissime. beh aspettative pienamente rispettate. nelle mani giuste rappresenta ottimamente il verminaio italiano degli anni '90, gli anni di tangentopoli, delle bombe, del vuoto di potere derivato dalla caduta della dc. non ci si può aspettare un romanzo semplice, gli anni sono complessi, si intrecciano mille interessi, mille storie. lo consiglio, assolutamente, ho amato romanzo criminale che era più facile da leggere perchè parlava di una banda, c'era un intreccio forse più romantico e avvincente. lo consiglio a chi non si accontenta della minestrina riscaldata.

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    Misterdipa

    28/03/2008 18.01.51

    Ho letto tutti i libri di De Cataldo ed è quello che forse mi è piaciuto un pò meno! Nonostante questo, che forse deriva dal fatto che la lettura all'inizio è un tantino contorta e rischia di far perdere il filo e l'interesse, continuo ad apprezzare il suo modo di scrivere e i temi trattati che alla fine sono quelli di "Romanzo Criminale". E' la sua giusta continuazione e anche se non faccio paragoni, perchè purtroppo non li regge, credo che valga la pena leggerlo! Ti rivela in fondo quello che ti ha lasciato in sospeso e ti restituisce alla fine le solite emozioni che sembravano mancare!

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    Silvia

    07/02/2008 11.29.09

    E' il primo romanzo che leggo di questo autore. La trama é buona così come gli spunti di riflessione verso cui sospinge il lettore. Peccato però per l'eccessiva lentezza dello svolgersi degli eventi e delle azioni.

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    altromauro

    03/12/2007 12.48.37

    Un libro che ci offre una buona sintesi degli ultimi 15/20 anni della nostra storia nella quale intrighi manovre e complotti, assieme al resto, hanno tracciato un percorso di non facile lettura. Va ricordato però che Assieme alla politica, la malavita, l'imprenditoria e i mass-media(ciccio1 e ciccio2)altri due attori, purtroppo non considerati, hanno partecipato a definire compiutamente la cosiddetta "zona grigia" considerata nel romanzo: l'alta finanza e la chiesa. Ottimo il finale che raccogli i fili di una storia necessariamente complicata e perciò, a tratti, sfuggente.

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    Patroclo

    02/11/2007 21.07.36

    concordo sostanzialmente con le critiche precedenti, purtroppo non esagerate; Romanzo Criminale sembrava materia scottante, l´autore sembrava per primo coinvolto e interessato. qui sembra a disagio con una storia forse troppo recente, confinante con la cronaca spicciola, in soggezione, pare De Cataldo, ma sembra anche abbia notevolmente "perso la mano", il linguaggio perde la secchezza simil-Elloriana, e acquista (se cosí si puó dire) una notevole e piana sciatteria, i personaggi paiono pupazzetti senz´anima, dopo un inizio tutto sommato promettente, si va avanti soprattutto per inerzia e curiositá, per rimanere delusi da un finale contorto, confuso e banale. Peccato, avevo pensato avessimo un nostro Ellroy...e che questo stesse a Romanzo come 6 pezzi da Mille sta ad American Tabloid

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    enrica paini

    29/10/2007 17.03.38

    Questo libro è talmente diverso da "Romanzo Criminale" che sembra scritto da un altro autore. Sorprende la scelta stilistica delle volute ripetizioni di una stessa parola che spesso si susseguono nel testo e che rendono ancor più noiosa la lettura, già pesantamente gravata da una trama traballante e da personaggi decisamente sbiaditi e privi di carattere. La delusione per i lettori di Carofiglio è inevitabile, perchè questo libro non ha proprio nulla in comune con "Romanzo Criminale" che, al contrario, è una storia avvicente e forte, sapientemente racconatata con un'ottima strutturata e con un serrato ritmo narrativo che ti incolla al libro pagina dopo pagina. Anche i due protagonisti di "Nelle mani giuste" sono così tanto una brutta copia di quelli raccontati nel primo romanzo che finiscono per diventare qualcosa di diverso.

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    giorgio g

    10/10/2007 13.06.37

    Che fatica arrivare alla fine di questo libro, riuscire ad uscire dal guazzabuglio di una trama cervellotica, di più storie che si intersecano impazzite, di personaggi che appaiono e scompaiono, di vicende più o meno reali e di invenzioni dell’autore, di intrecci tra servizi segreti che più deviati non si può e una mafia da cartolina. Che confusione! La fascetta di copertina diceva “Una storia che comincia dove Romanzo Criminale finisce”. Io "Romanzo Criminale" non l’ho letto e, dopo "Nelle mani giuste" certamente non lo leggerò. Il giudizio è implicito.

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    Masiero-Carnevale

    20/09/2007 12.09.00

    Questo libro lo ho comprato perché avevo amato molto Romanzo Criminale. Ma è molto molto peggio. Per foprtuna insieme a questo libro ho comprato anche "Il sorcio" di Andrea Carraro (mi ha attirato la copertina con un sorcio in giacca e cravatta su uno sfondo bianco), che è bellissimo, il più bel ropmanzo di quest'anno, che riguarda il mobbing in un ambiente di lavoro ma che è anche un intenso romanzo di formazione. Non comprate questo di De Cataldo, datemi retta, comprate "Il sorcio".

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    Nicola81

    17/09/2007 13.03.24

    Tutte queste critiche le trovo esagerate. Sicuramente rispetto a Romanzo criminale è meno robusto e ambizioso, ma anche meno dispersivo, soprattutto man mano che si avvicina alla conclusione. De Cataldo, grazie al suo stile ormai inconfondibile, si inserisce con efficacia tra le pieghe di uno dei periodi più oscuri della nostra storia recente, concedendo il giusto risalto ai sentimenti.

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    mauro

    05/09/2007 20.39.39

    Un libro che ha contribuito ad aumentare la mia autostima. Sono riuscito, non senza difficoltà, ad arrivare alla fine senza "mollare" a metà la lettura. A parte gli scherzi è un libro che parte bene, ma che poi diventa pesante, un po'piatto e grigio. Quest'estate ho letto altri libri non proprio esaltanti e indimenticabili, ma questo mi ha lasciato particolarmente insoddisfatto. Molto probabilmente le mie aspettative, letti precedenti scritti di De Cataldo, erano un po' troppo elevate e si sa che tanto più alte sono le aspettative, tanto da più in alto si cade. Comunque il prossimo libro di questo autore lo compro di sicuro. Può capitare.

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    Filippo

    28/08/2007 18.22.23

    E' comprensibile la delusione di chi ha amato Romanzo criminale. Qui il racconto è meno epico, impetuoso e non si concede grandi divagazioni. Però è anche meglio risolto il finale. Si fa leggere, dai.

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    Giuseppe Iannozzi

    27/07/2007 22.28.48

    Copertina roboante, che ci fa credere d’essere in un mare di fiamme, che ci richiama alla mente uno di quei grandi kolossal americani ricchi di esplosioni mozzafiato e null’altro: così si presenta il nuovo romanzo di Giancarlo De Cataldo, famoso soprattutto per un libro piuttosto egregio, “Romanzo criminale”. De Cataldo con “Nelle mani giuste” dà alle stampe quello che dovrebbe essere l’ideale seguito del suo lavoro più riuscito, a livello commerciale: recita la bandella gialla allegata a “Nelle mani giuste”, a caratteri cubitali e neri, “Una storia che comincia dove Romanzo criminale finisce”. Non dice il falso: De Cataldo voleva portare avanti quella storia iniziata nelle 600 pagine del suo romanzo più venduto, sperando forse di ritrovare lo stesso pubblico plaudente di sei anni or sono. Giancarlo De Cataldo dà sfogo a un ritratto low cost, canovaccio di quella che nell’essenza è solo una soap opera, una metafora fantapolitica sfilacciata e slegata, dove i buchi storici sono stati coperti e riempiti da tante microstorie di impossibili relazioni amorose e triangoli fatali. Non c’è appello per questo lavoro di Giancarlo De Cataldo: tra i più brutti degli ultimi dieci anni. L’autore ci ha tentato a raccontarci Cosa nostra. Ci ha tentato, e ha fallito sia sul piano stilistico che su quello del costrutto narrativo. “Nelle mani giuste” di Giancarlo De Cataldo è molto più semplicemente il canovaccio per una soap opera low cost, incapace di arrivare al punto o quantomeno di avvicinarsi a Cosa nostra per dirne in maniera credibile. Un fallimento madornale.

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    Roberto

    25/07/2007 19.57.29

    Peccato, che delusione!

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