Nemico, amico, amante...

Alice Munro

Traduttore: S. Basso
Editore: Einaudi
Collana: Super ET
Anno edizione: 2005
Formato: Tascabile
Pagine: 315 p., Brossura
  • EAN: 9788806174682
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Recensioni dei clienti

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    misselisabethbennet

    28/10/2014 19:29:27

    ... 3\5 ma solo perchè scrive davvero molto bene.. mi aspettavo qualcosa di più visti i giudizi... non c'è un racconto che mi sia rimasto impresso o che abbia voglia di leggere di nuovo.

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    Stuart Wilson

    02/03/2014 13:38:13

    Vedere Alice Munro ricevere uno o due stelle su cinque e essere descritta con aggettivi come noioso mi fa temere per lo stato di alfabetizzazione qui e il sistema di istruzione italiano: l'incapacità di apprezzare il suo bel lavoro indica davvero qualcosa di profondamente sbagliato nella sensibilità di una persona. Va bene la soggettività: ma, dopo tutto, il genio è genio. Se non si capisce, almeno prendere il tempo per imparare.

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    Giuseppe Russo

    11/02/2013 11:05:08

    Le ragioni per le quali Pietro Citati ha parlato dell'arte di Alice Munro come di un esempio di cechovismo contemporaneo - fatte salve le enormi differenze degli spaccati sociali ritratti - sono facili da riscontrare in questa raccolta del 2001, che è tra le sue migliori ma non è la migliore in assoluto. La grande autrice canadese è una specialista nell'indagare i movimenti sinusoidali della psiche femminile, e in genere è più brava nel mostrare le fasi negative della curva rispetto a quelle positive. Ansie, nevrosi, interferenze da parte di altri soggetti (femminili o maschili), l'inesauribile retaggio del rapporto madre-figlia che non si esaurisce in nessuna età, ma soprattutto il rifiuto di ammettere i propri errori nell'inquadrare gli altri e costruire aspettative infondate su di loro. Queste dinamiche attraversano anche questa raccolta, trovando le loro migliori cristallizzazioni in: «Conforto», «Quello che si ricorda» e «The Bear came over the mountain» (da cui Sarah Polley ha tratto un film un po' troppo patetico pochi anni fa, «Lontano da lei»).

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    Roby_Campo

    28/10/2010 17:46:10

    Nella vita mi è successo solo una volta di abbandonare un libro prima della fine... di questo mi manca solo la metà dell'ultimo racconto...non so se ce la farò, è noioso e lentissimo,questa è una delle migliori scrittrici canadesi??? io non ci credo. Ho dato una valutazione 2/5 per qualche spunto interessante ma non di più. Sconsigliatissimo

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    Mario

    26/01/2010 22:04:42

    Bello, intenso, appassionante. Ogni suo racconto è uno spaccato di realtà sapientemente scritto e descritto.

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    Pino Chisari

    21/12/2009 20:11:40

    Magari le trame non saranno proprio di quelle da leggere tutte d'un fiato, ma la tecnica narrativa è superlativa, così come la vivacità dei personaggi. Da gustare come una perfetta lezione di scrittura creativa.

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    bertolini brenno

    07/10/2009 15:51:47

    Sono d'accordo per il punteggio massimo, ma posso capire anche chi ha dato un punto ed è rimasto annoiato o frastornato. Dipende da cosa ci si aspetta da una narrazione. Se ci si aspettano fatti precisi in bell'ordine cronologico e personaggi disegnati a tutto tondo, la Munro non potrà non irritare. Se si ha un po' di pazienza e continuare la lettura di una vicenda che sembra portare non si sa dove, non si pùò che rimanere ammirati. La Munro è una grande narratrice, moderna anche se parla dei sentimenti di sempre soprattutto all'interno delle famiglie e soprattutto dal punto di vista femminile. E' il primo libro che leggo di questa scrittrice che conoscevo solo di nome: a spingermi a comprare un suo libro è stato il giudizio di un narratore americano (Jonathan Franzen) che tempo fa, su REPUBBLICA si rammaricava che non fosse ancora stata candidata al NOBEL. E' una grande narratrice, lo ripeto, e la raccomando a chi non chiede a un libro un semplice svago e poca applicazione. Ma non è nemmeno una scrittrice molto difficile e criptica: complessa sì, raffinata sì, moderna sì. L'ultima novella - "The Bear came over the Mountain" mi ha ricordato un film di qualche anno fa (evidentemente ricavato dalla novella): non ricordavo nè regista nè titolo, ma sono riuscito a risalirvi perchè nel film c'era Michael Murphy: si tratta del bellissimo "Lontano da lei" opera prima della canadese Sarah Polley, sceneggiato dalla stessa Alice Munro. Lo consiglio vivamente a chi non lo conosca.

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    giovanna

    01/09/2009 15:47:29

    Questo libro è per me il primo incontro con questa autrice. I racconti sono tutti molto belli. Le protagoniste sono donne che ci raccontano di se stesse e di altre donne e di altri uomini. Una galleria di personaggi descritti in modo dettagliato, sia fisicamente che interiormente, con grande attenzione anche al paesaggio in cui si svolgono le storie. Non vanno cercati, secondo me, fili conduttori e chi cerca il colpo di scena nel finale, ancorchè una spiegazione di tutto quanto ha letto fino ad esso, rimarrà deluso. L'unico interesse dell'autrice, sembra essere quello di voler cogliere in un piccolo tratto di vita del personaggio, la sua essenza e la sua intera esistenza.

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    streghetta

    02/11/2008 20:09:48

    questi racconti sono molto delicati.la scrittura ricca di particolari mai pedanti, la trama, resa complessa da continui scambi tra presente e passato e i temi attuali rendono questo libro una piacevolissima lettura. Grazie mago!

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    francesco

    30/09/2008 00:40:34

    non capisco i commenti negativi questo libro è uno dei migliori di una assoluta maestra del genere del racconto e di una delle massime scrittrici viventi! è un dato di fatto sono storie fatte di vita e morte,di gente normale e straordinaria allo stesso tempo storie minime ma che è necessario raccontare.. bellissimo!

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    ilghiro

    02/09/2008 19:45:21

    Una noia mortale, non sono riuscito ad arrivare alla metà. Non ho trovato un filo conduttore, un elemento che mi portasse alle pagine successive.

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    LANFRANCO

    21/07/2008 08:48:46

    Scrittrice di rara sensibilità ed interiorità - ha ridato una dignità assolutamente insospettabile alla dimensione 'racconto', che personalmente non mi ha mai entusiasmato rispetto al romanzo vero e proprio. Uno sguardo al di là delle cose e delle persone stesse, un iperrealismo che trascende e diventa quasi favola mistica e materiale allo stesso tempo;in poche parole, una grandissima scrittrice!

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    italo

    26/06/2008 10:21:39

    Alice, un nome da paese delle meraviglie, ed in effetti così è, non perché racconta di luoghi fatati o fantasiosi anzi, la quotidianità è il suo pane, ma per come racconta, una scrittura fluida ed evocativa che prende per mano il lettore e lo trasporta dolcemente in storie semplici ma non semplicistiche. La sua migliore qualità è la vitalità e veridicità delle storie e dei personaggi, questi sembrano talmente reali che, alla fine di ogni racconto, sono ormai parte di te, persone conosciute o che comunque potresti aver facilmente conosciuto. Le sensazioni che provi sono come di eventi o situazioni ormai accantonate nelle tua memoria che la scrittrice riesce a far riemergere, ed è tale la maestria nella descrizione sia fisica che psicologica dei personaggi, che li vedi chiaramente davanti a te mentre scorri le pagine. Ogni volta che inizia un racconto si ha la stessa sensazione di un buon film, sei catapultato in una nuova realtà, per il tempo che dura, la tua vita non esiste più, sei completamente assorbito e vedi scorrere gli eventi sempre curioso di cosa accadrà e tutti ciò che accade non è mai scontato ma ti sorprende sempre. Insomma una grande scrittrice, per me ormai una buona e cara zia che ti vuole bene e ti racconta delle piccole storie per coccolarti.

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    Falco

    24/05/2008 07:51:18

    Alcuni conmenti letti accreditavano Alice Munro quale una delle migliori autrici contemporanee di racconti. Questa è la prima raccolta che leggo: bellissima, intensa, sorprendente. Una scrittura attenta ai dettagli e mai monotona. Uno per tutti il racconto che apre la raccolta: bello, originale, con un finale inatteso! Una autrice che intesse racconti semplici ma al contempo misteriosi, che ci stupiscono con verità inattese. Leggerò assolutamente altre cose dell'Autrice. La consiglio.

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    Alicina

    06/04/2008 20:49:25

    Invidio chi è riuscito a portare a (Buon) fine la lettura..

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    xino

    26/03/2008 11:13:14

    Non so bene che commento fare a questi racconti. Sono scritti bene, sanno aprire piccoli mondi, ci sono personaggi interessanti. Eppure in alcuni è come se mancasse il centro, l'anima oppure come se l'emozione fosse diluita e annegata nel ritmo della vicenda e della storia. Non so se è un effetto voluto per cercare di creare malinconia, ma il risultato è che in certi racconti la lettura si trascina stancamente da una pagina all'altra sperando di trovare un qualcosa che manca. Insomma questi racconti non mi hanno convinto fino in fondo e non mi hanno dato né grandi emozioni, né grandi storie come invece quelli di Carver o di Jordi Puntí.

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    Daniele

    25/02/2008 14:42:44

    Non sono di facile lettura, i magnifici racconti della Munro: bisogna mandare a mente ogni parola che i protagonisti si scambiano, al fine di captare la sottile inquietudine che ogni titolo rivela alla fine. Sebbene i toni siano sempre lievi, quasi dimessi, nulla è più lontano da Raymond Carver di questi scritti: qui lo svolgimento è controllatissimo, al servizio di una trama che vorrei definire "barocca". Per questo ogni parola è importante, e bisogna concentrarsi per goderne appieno. Ma tutto questo sarebbe davvero poco senza la capacità di scrittura di questa arzilla autrice canadese; ella è in grado di trasportare il lettore in un mondo a parte,facendolo comunque partecipe dei drammi quotidiani che irrompono nelle esistenze delle persone normali, come noi.

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    Ardid79

    23/02/2008 18:27:12

    Non sono un'amante dei racconti, in genere li evito, ma ero molto curiosa di leggere qualcosa della Munro. L'ho trovata una scrittrice decisamente affascinante. Nei suoi racconti apre lampi, squarci di mondi e di vite che possiamo vedere solo per brevi momenti. Momenti che sembrano minimi e banali e ppure in ogni racconto succede qualcosa (di piccolo o grande, a volte solo un cambiamento interiore), che da una svolta all'esistenza dei protagonisti. I personaggi sono sempre donne, di ogni età, che vivono in un canada senza tempo. Donne alle prese con i rapporti con gli uomini, che di volta in volta sono amanti, mariti, figli. Rapporti stanchi, ancora vivi, rapporti deludenti, rapporti brevi indimenticabili. Donne alle prese con la propria vita, che a loro stesse puo' sembrare noiosa e sempre uguale, ma che invece è un microcosmo prezioso. A volte ha uno stile "misterioso" e si fatica a entrare nel racconto e ppure alla fine si resta stupefatti come se avesse svelato qualcosa di rarro. Una sensazione difficile da descrivere. Ho molto amato l'ultimo racconto, da cui è stato recentemente tratto il film "Lontano da lei".

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    Elena

    17/09/2007 16:06:35

    Il libro è di una noia e di una scontatezza desolante. Ho comprato questo libro solo perchè sulla copertina c'era la raccomandazione di Franzen, ancora non capisco come un'autore del calibro di Franzen possa apprezzare una scrittrice di questo basso livello. Anche io dopo pochi racconti l'ho lanciato. Non consiglio a nessuno di comprarlo

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    Patrizia

    06/02/2007 17:48:00

    Sento il bisogno di far notare che i nostri commenti non hanno mezze misure. Credo che anche questo sia un segnale. Personalmente lo interpreto come la capacità dell'autrice di portare il lettore davanti ad uno specchio con il rischio che non ci piaccia quanto vediamo.Questo libro mi ha colpito e lo trovo un capolavoro,ma farò attenzione a regalarlo, proprio per la delicatezza che è dovuta all'amica, all'amico. Prenderò in considerazione un aspetto al quale non avrei pensato prima di leggere gli altri commenti: la possibilità che inneschi un rifiuto. Grazie.

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